Lo
SPREAD della bellezza è in rialzo, ma serve più alla carriera che al
matrimonio.Le bionde guadagnano il 7% in più l'anno e sposano uomini
più ricchi (6%) e in tempi di crisi investono in ritocchi per
combattere la crisi. Gli uomini preferiscono le belle ...ma sposano
le 'carine'.
Prof. PIETRO LORENZETTI - Gli uomini corteggiano e
collezionano flirt con le bellissime, che aumentano il loro status e
la loro autostima, ma sposano ragazze gradevoli ma più rassicuranti.
La bellezza della partner infatti, specie se vistosa, è motivo di
insicurezza per l'uomo. Tenerla legata a sé e lottare continuamente
con eventuali rivali è molto faticoso. La bellezza femminile e
quindi è una caratteristica desiderabile che ha un rovescio della
medaglia. Le donne molto belle, rifatte o meno, collezionano molte
conquiste e sono gratificate dai corteggiatori, ma hanno maggiori
difficoltà a costruire una relazione stabile o matrimonio felice. “
Nella mia esperienza, che gode di un punto di vista privilegiato,
più che nelle relazioni la bellezza oggi è qualcosa che viene
ricercata perché può aiutare nel mondo del lavoro" spiega il
professor Pietro Lorenzetti, direttore del reparto di chirurgia
plastica estetica e ricostruttiva presso la casa di cura Villa
Benedetta di Roma “ diverse ricerche e molti studi di psicologia
sociale sostengono che le persone attraenti siano avvantaggiate nel
percorso scolastico e nel lavoro. Uno studio dell'Università del
Queensland, a Brisbane, ad esempio, ha rilevato che le donne bionde
guadagnano circa il 7% in più (sino a 2mila euro l'anno in media)
rispetto alle signore con chiome di altri colori e si sposano con
uomini più ricchi delle altre (circa il 6% in più).La letteratura
scientifica si è concentrata nel verificare l'esattezza dello
stereotipo bello uguale buono, ossia il pregiudizio secondo il quale
alla bellezza si accompagnano tratti psicologici positivi. I
risultati sono molto interessanti: la bellezza fisica funziona come
segno di status, alla pari con la razza e le capacità economiche.
Già nel 1974 Landy e Sigall fecero leggere un saggio a degli
studenti divisi in tre gruppi: il primo era indotto a credere che
l'autrice fosse bella, il secondo che fosse brutta mentre al terzo
non era fornita alcuna indicazione. I giudici uomini giudicarono la
bella come più dotata e diedero un voto più alto mentre i giudici
donne valutarono il saggio negativamente. È solo una delle numerose
ricerche che dimostrano come un aspetto attraente abbia un potere
persuasivo che viene ricercato e "speso" nelle relazioni. La
bellezza non ci protegge dal dolore e dalle delusioni, ma in un
momento di crisi economica può essere un fattore di competitività
nel mondo del lavoro”. In una indagine americana su cui capi del
personale di un gruppo di aziende si è verificato che i
selezionatori collocano la bellezza al terzo posto dopo esperienza e
sicurezza ma prima del curriculum scolastico. Ad essere premiato non
è l'aspetto in sé ma caratteristiche come la sicurezza e l'autostima
che l'essere attraenti sembra offrire. Va detto inoltre che le
persone scelte sono quelle più gradevoli, curate e che si prendono
cura di sé in modo naturale. Gli eccessi, nel trucco, nel look o nei
ritocchi, sono spesso la spia di un disagio. “La chirurgia estetica
e plastica devono tendere al risultato soft, poco evidente, ancora
di più sul lavoro dove il ricorso continuo al ritocco può essere
controproducente” sottolinea l'autore del saggio “Il Chirurgo
dell'anima” da poco uscito per Baldini e Castoldi “botulino, filler,
liposuzione e mastoplastica non sono più da tempo appannaggio solo
di attrici e donne dello spettacolo, ma sono ormai strumenti per
fare carriera, apparire giovani, efficienti e grintose. Le bruttine
stagionate, quelle che rinunciano a truccarsi e che tentano di
sfondare solo grazie al cervello faranno molta più fatica. Esiste
infatti nel cervello umano una sorta di 'recettore' della bellezza
che alla vista di qualcosa di esteticamente gradevole risponde con
una emozione piacevole, che dal nervo ottico raggiunge il nucleo
accumbens, zona del cervello che elabora le sensazioni di ricompensa
e di piacere. Un meccanismo che in parte spiega come mai la bellezza
sia così ricercata e sia tutt'altro che un elemento futile (per
informazioni: www.pietrolorenzetti.it).
Ecco a cosa serve apparire gradevoli nelle diverse età della vita:
20 anni - conquistare nuovi partner
30-40 anni - essere competitive nella carriera e trovare marito
50 anni - avere un aumento economico e un incremento nel prestigio
60 anni - migliorare l'autostima e le relazioni
70 anni - stare bene con se stesse
Roma, 1 febbraio 2012
Arriva la prima
edizione de “Il mese del CuccioloPurina Pro
Plan”,
30 giorni per assicurare al tuo cucciolo un grande futuro Dal
15 gennaio al 15 febbraio 2012
Da Purina l’iniziativa al fianco dei Medici Veterinari italiani, per
sensibilizzare i proprietari di cuccioli di canesull’importanza
della figura del Medico Veterinario e di una corretta nutrizione,
cura ed educazione fin dai primi passi
www.ilmesedelcucciolo.it
Milano, 19 gennaio 2012
- Dal 15 gennaio al 15 febbraio 2012, Purina, azienda leader
nel settore PetCare, in collaborazione con la Federazione
Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) e l’Associazione
Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), promuove “Il
Mese del Cucciolo Purina Pro Plan”, l’importante iniziativa -
che vivrà in circa2800 strutture medico veterinarie aderenti
- con l’obiettivo di sensibilizzare i proprietari di cuccioli
sull’importanza della figura del Medico Veterinario e di una
corretta nutrizione, cura ed educazione fin dai primi passi. In
Italia la frequenza della visita dal Medico Veterinario è molto
bassa come conferma l’indagine socio-sanitaria commissionata da
Purina a IPSOS – una delle più importanti società di ricerca in
Italia –aperta a tuttii Medici Veterinari Italiani tra maggio e
ottobre 2011
e finalizzata a raccogliere le esperienze e le necessità della
categoria su relazione, cura e nutrizione dei cuccioli, e sul loro
ruolo presso i proprietari. “Sappiamo
quanto la prevenzione sia importante per i nostri cani sin da
cuccioli, per aiutarli a vivere in salute e anche in considerazione
dello stretto rapporto che questi hanno con noi:il 41,7% delle
famiglie italiane possiede almeno un petche vive in casa a stretto
contatto con adulti, anziani e bambini” –dichiara Carla
Bernasconi Vice Presidente della Federazione Nazionale Ordini
Veterinari Italiani (FNOVI) – “per questo abbiamo
deciso di sostenere da subito attivamente il Mese del Cucciolo,
proprio perché crediamo che questa iniziativa racchiuda in se i tre
aspetti fondamentali per la giusta crescita del cane: l’educazione
del pet e dei proprietari in merito alle specifiche esigenze del
cane fin da cucciolo, una corretta nutrizione e cura, il
fondamentale ruolo di prevenzione del Medico Veterinario”.
L’iniziativa prevede che ogni proprietario di cuccioloche si rechi
in una delle circa 2800 strutture medico veterinarie aderenti ed
effettui la visita veterinaria*, ricevail Kit Cucciolo Purina Pro
Plan contenente, tra le altre cose, l’esclusiva Assicurazione Purina
gratuita della durata di 9 mesi, consigli e informazioni utili per
prendersi cura del proprio cane fin da cuccioloe una prova
dell’alimentazione Purina Pro Plan PuppyOptiStart, formula -
unica sul mercato nata dalla ricerca Purina - arricchita con
Colostro per favorire lo sviluppo del sistema immunitario del cane
nei suoi primi mesi di vita. “Siamo particolarmente orgogliosi
dell’avvio di questa iniziativa, coerente con l’impegno e la
passione di Purina volta a garantire una vita più sana, più lunga e
più felice ai pet, perché riteniamo, come azienda di riferimento del
mercato Petcare in Italia, di avere un ruolo importante nella
sensibilizzazione dei proprietari di cuccioli a occuparsene
responsabilmente” – Dichiara Ilenia Ruggeri, Direttore
Business Unit Specialist Purina – “Per noi questo si traduce
concretamente nel continuo impegno in sviluppo e innovazione di
prodotti volti a garantire la migliore nutrizione, cura, salute e
sicurezza dei pet ed anche nel favorire la diffusione di una cultura
PetCare attraverso attività educative e servizi dedicati”. Fin
al primo giorno del suo arrivo in casa, il cucciolo necessita di
semplici regole comportamentali volte a stabilire una corretta
relazione uomo-pet e di specifiche cure per aiutarlo a crescere in
modo sano e robusto: un’ alimentazione corretta e bilanciata per la
sua fase di vita e un Medico Veterinario di fiducia per un percorso
di screening regolare, sono i presupposti di base per garantire al
proprio cucciolo una vita più lunga e più sana. Proprio
persupportare la crescita del cucciolo attraverso una nutrizione
appositamente pensata per lui, Purina ha sviluppatoPurina Pro
Plan PuppyOptiStart, la linea di alimenti arricchiti con
colostro che – sempre all’interno dell’indagine socio-sanitaria
condotta da IPSOS - è stata provata e approvata dal 97% dei Medici
Veterinari italiani coinvolti. Tra le evidenze dell’indagine
condotta da IPSOS - i cui risultati sono consultabili sul sito
http://www.purina.vet.breederclub.it/home.php?mostra=mese_cucciolo_coll-
è emerso chiaramente come sia cruciale il ruolo del Medico
Veterinario nel guidare le scelte alimentari dei proprietari del
cucciolo (confermato dal 86% degli intervistati); soffermandosi,
invece sulle motivazioni delle visite, l’88% di quelle che vedono
coinvolto un cane adulto sono legate ad allergie e intolleranze
alimentari e l’83% riguardano invece problemi di obesità e
sovrappeso. Questi dati confermano la necessità di un ruolo attivo
del Medico Veterinario nel fornire informazioni utili per una giusta
alimentazione del cucciolo e nel prevenire l’insorgere di specifiche
patologie da adulto. “In questo periodo dell’anno, molte case
accoglieranno un cucciolo nella propria famiglia e l’evento sarà
accompagnato da una fase nuova e di conoscenza reciproca che
richiede particolare attenzione e accorgimenti specifici per
stabilire una corretta relazione uomo-pet e garantire al cucciolo
una crescita sana. – conclude Marco Melosi,
Presidente ANMVI
– “Iniziative come questa, sono per noi significative e
aggiungono valore al ruolo del Medico Veterinario, primo referente
per la prevenzione e la futura salute del cucciolo”. Per ulteriori informazioni visitare il sitowww.purina.it
Numero Verde Purina per Voi800.525.505-a
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Milano, Bergamo e Como. Il comune di appartenenza, Arlate,
come molti altri centri di quest'area, ha radici che risalgono
all'epoca romana e acquistarono importanza a partire dal Medioevo.
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Euro 165,75, dal 1 febbraio in poi.
ISPLAD-ADOI ALLARME FILLER: BANDIRE
QUELLI PERMANENTI
Milano, 5
gennaio 2012 - Alla luce anche delle recenti segnalazione da
oltremanica, l'ISPLAD (Società Internazionale di Dermatologia
Plastica e Rigenerativa) e l'ADOI (Associazione Dermatologi
Ospedalieri Italiani), confermando quanto già da anni sostenuto,
chiedono che venga vietato l'uso di "filler permanenti" contenenti
acrilati e metacrilati, come già succede da anni per il silicone
liquido iniettabile. “I dermatologi italiani da molti anni, in
numerosi convegni e attraverso i media, denunciano la pericolosità
dei filler permanenti e dei metacrilati - dice Antonino Di Pietro,
Presidente Fondatore dell'ISPLAD. Ogni giorno osserviamo visi
deturpati da sostanze (usate per riempire le rughe) che non si
possono più riassorbire. I metacrilati sono sostanze che la pelle e
i tessuti non sono in grado di metabolizzare e smaltire per cui si
comportano da corpi estranei dando luogo, nel tempo, a crisi di
rigetto: il viso e le labbra si gonfiano, si creano dei noduli
pieni di pus, si ulcerano e possono lasciare cicatrici”. “Quasi
sempre al danno fisico si associano grossi problemi psicologici -
continua il Patrizio Sedona, membro del consiglio direttivo ADOI
- che compromettono seriamente la salute generale del
paziente e non solo l'aspetto estetico".
Giocattoli sicuri: i consigli della Società Italiana di Pediatria
Preventiva e Sociale
In commercio, ancora troppi giocattoli pericolosi
I
giocattoli sono strumenti fondamentali per la crescita e lo sviluppo
dei bambini e durante le Festività Natalizie diventano i
protagonisti assoluti della vita dei piccoli. I genitori devono però
prestare molta attenzione per capire se un giocattolo sia
sicuro o no per il proprio figlio. Infatti, secondo l’ultimo
rapporto Rapex1, il sistema di sorveglianza europea dei
prodotti pericolosi, nel corso del 2010 i giocattoli sono stati la
seconda categoria di articoli più ritirati dal mercato (dopo
l’abbigliamento) per i rischi per la salute che comportano. Il
Professor Angelo Milazzo, componente della segreteria della
Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale regione
Sicilia, ha elaborato un decalogo, rivolto alle famiglie,
contenente le principali "istruzioni per l'uso" riguardanti la
tutela dell’incolumità fisica dei nostri bambini.“Tra le insidie
più frequenti – sostiene il Professor Angelo Milazzo - dobbiamo
ricordare per i più piccoli l’inalazione di piccoli componenti,
ed in tutte le età le ferite prodotte da giocattoli ridotti in
pezzi. Si registra inoltre un incremento di reazioni allergiche
a componenti vari.”
Queste sono le istruzioni da seguire:
1)
Controllare il marchio CE che corrisponde ad
un’autocertificazione del produttore. I marchi: “Giocattoli
Sicuri” e “Sicurezza Controllata” contraddistingue solo
le maggiori aziende nazionali, ma garantisce una sicurezza quasi
assoluta.
2)
Rispettare la fascia d’età: evitare l’utilizzo di giocattoli
ad età inferiori a quelle consigliate. Inoltre, i genitori devo dare
scarsa importanza alle indicazioni per sesso e ai messaggi
pubblicitari.
3)
Verificare che le dimensioni dei componenti siano tali da no n
poter essere inalate odingerite. I materiali dovrebbero
essere non infiammabili.
4)
Fare attenzione ai materiali. Controllare che si utilizzino
peli che non si staccano, occhi e naso fissati in modalità
anti-strappo, cuciture ed imbottiture solide.
5)
Evitare i giocattoli alimentati con presa elettrica e
scegliere quelli a batteria.
6)
Evitare i giocattoli con bordi o punte taglienti o con
componenti arrugginite.
7)
Per i giocattoli meccanici, verificare che gli ingranaggi siano non
accessibili.
8)
Le armi giocattolo, destinate ai bambini di età più elevata, devono
utilizzare solo proiettili forniti dalla ditta produttrice. Frecce e
dardi debbono
avere punta smussa e protetta da una ventosa difficilmente
rimovibile. Non bisogna demonizzare questa tipologia di giocattoli,
purché si spieghi chiaramente ai bambini che le armi vengono usate
anche dalla Polizia per difendere i cittadini ed inoltre dai nostri
soldati per garantire la pace in Paesi martoriati dalle guerre.
9)Tende e casette non
debbono avere chiusure automatiche, tipo cerniere lampo.
10)
Verificare la dotazione di istruzioni in lingua italiana. Le
normative più recenti, conseguenti a Direttive Europee, impongono
obblighi precisi per tutti i prodotti, anche se importati. I
produttori sono obbligati ad apporre: marchio CE, età sconsigliate,
numeri per tipologia, lotto, serie, modelli. Ma anche: nome,
denominazione commerciale, marchio ed indirizzo. Debbono inoltre
effettuare tutte le prove in tema di sicurezza, redigere la
documentazione e conservarla per 10 anni.
Particolarmente severe sono le norme che riguardano l'utilizzo di
sostanze chimiche (regolamento Reach).1http://ec.europa.eu/news/environment/
110516_it.htm
Pediculosi, ancora tanti i pregiudizi. Dalla SIPPS i consigli su
come eliminarla
La
pediculosi è una parassitosi molto comune provocata dai
pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che
colpiscono principalmente i bambini in età scolare,
soprattutto nella fascia di età che va dai 3 agli 11 anni
e di conseguenza anche le loro famiglie. La Società Italiana di
Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha realizzato alcune
pratiche "istruzioni per l'uso" con la collaborazione del Dottor
Angelo Milazzo, pediatra e componente della Segreteria regionale
della SIPPS-Sicilia per prevenire, riconoscere ed affrontare
efficacemente questo fastidioso problema. La presenza di
pidocchi è accompagnata da arrossamento cutaneo, soprattutto
in prossimità delle orecchie e sulla nuca, e da prurito al cuoio
capelluto, specialmente di notte. Al primo dubbio, è importante
ispezionare accuratamente il cuoio capelluto grazie ad una
buona illuminazione e con l’aiuto di un pettine a denti fitti e
anche di una lente d'ingrandimento. In caso di epidemie scolastiche
o in altre comunità, i bambini vanno controllati almeno due volte
alla settimana. Nonostante la presenza di pidocchi sia molto diffusa
soprattutto fra i bambini che frequentano la scuola elementare, vi
sono alcuni pregiudizi che ancora accompagnano l’insorgere
della pediculosi: 1) Chi prende i pidocchi è "brutto, sporco e
cattivo". E’ proprio il contrario: vengono attaccati più facilmente
i capelli lavati eccessivamente, soprattutto se sottili e chiari.
2) Il pidocchio "salta" da una testa all'altra. Non è vero,
perché il pidocchio non può sposarsi autonomamente e sono quindi
necessari contatti diretti, o uso comune di oggetti infestati.
3) Sono utili le disinfestazioni ambientali di aule, palestre,
ecc. Non è vero poiché sugli oggetti questi parassiti non
sopravvivono oltre le 24 ore, poiché si nutrono esclusivamente di
sangue umano.
4) Non è vero che la pediculosi si previene o si cura con l'uso
di shampoo. Infatti, le formulazioni diluite o che vengono seguite
da un precoce risciacquo hanno una scarsa efficacia, anzi possono
indurre resistenza agli insetticidi. Qualsiasi molecola per
risultare efficace deve rimanere a contatto con i capelli per un
tempo sufficiente: solitamente per alcune ore o, meglio, per tutta
una notte. Come prevenire: 1) Bisogna insegnar e ai bambini a non scambiarsi indumenti,
specie copricapo, sciarpe e maglioni.
2) Nel semplice sospetto, bisogna subito applicare un prodotto
specifico, per il tempo necessario e scegliendo le formulazioni
adatte: gel, lozioni, mousse termosensibili, ecc. Cosa fare dopo aver accertato l’infezione:
1) Lavare ad una temperatura superiore a 60 C° indumenti,
lenzuola, cuscini. Pettini, spazzole e fermagli debbono restare
immersi per 1 ora in acqua molto calda e detersivo.
2) Conservare per 2 settimane in sacchetti di plastica gli
oggetti che non possono essere lavati in acqua o a secco, ad esempio
giocattoli e peluche.
3) Il trattamento
deve essere ripetuto dopo 7-10 giorni. Occorre cambiare
tipologia di prodotto, dopo tre recidive dell'infestazione.
4) Al trattamento bisogna far seguire l'uso frequente di un
pettine a denti fitti, soprattutto al fine di rimuovere le lendini.
Non porta alcun vantaggio, invece, il taglio dei capelli.
“Un taglio drastico dei capelli– sostiene il Dottor
Angelo Milazzo, pediatra e componente della Segreteria regionale
SIPPS-Sicilia – non solo rischia di creare disagio nel bambino e,
soprattutto, nella bambina, ma nella maggior parte dei casi è un
rimedio inutile. Meglio un trattamento corretto, capace di eliminare
in modo definitivo i parassiti. Finora la maggiore efficacia è stata
dimostrata da: permetrina, piretrine naturali sinergizzate,
malathion e da dimeticone, che agisce con un meccanismo di tipo
fisico, ‘asfissiando’ il pidocchio. È comunque molto importante che
la terapia venga indicata dal pediatra e non da altre figure,
neanche dal farmacista”.
Prevenzione
per il rischio cardiovascolare
La
prevenzione per il rischio cardiovascolare è essenziale, soprattutto
in persone a rischio senza episodi precedenti. La probabilità
infatti di incorrere in un evento vascolare come l'infarto aumenta
con il passare degli anni e con l'esposizione a fattori di rischio,
soprattutto legati allo stile di vita. I fattori di rischio
possono essere raggruppati in due grandi categorie: fattori di
rischio generici,
come pressione del sangue alta, aumento di colesterolo e lipidi
(grassi) nel sangue, eccesso di peso, fumo di sigarette e vita
sedentaria;fattori di
rischio specifici,
come alterazioni quantitative delle proteine coinvolte nel processo
della coagulazione. Le malattie cardiovascolari da Trombosi possono essere prevenute
in un caso su tre: piccole buone abitudini costanti di vita
sono il primo reale contributo per salvare il proprio stato di
salute. E allora stop al fumo e alla vita sedentaria, via allo
sport e a una sana alimentazione. La prevenzione è fondamentale
e permette di salvare ogni anno ben 200.000 italiani. La prevenzione prevede molte terapie e tre di esse svolgono
un ruolo fondamentale: la terapia per
ridurre la pressione arteriosa, la terapia che riduce il colesterolo
e la terapia antitrombotica, che inibendo l'aggregazione delle
piastrine, riduce la tendenza alla formazione dei trombi: l’aspirina
a basse dosi, per intenderci, che riduce di poco meno del 20% il
rischio di primo evento coronarico nel paziente senza evento
pregresso HNBM. L’uso cronico di
basse dosi di aspirina, è favorevoli anche nella prevenzione dei
tumori, soprattutto al colon retto. Nello specifico, riduce il
rischio di tumore al colon retto di oltre il 20% e il rischio di
mortalità del 35% nel periodo.
PIOGGIA E FREDDO? MEGLIO
IMMUNO-NUTRIRSI. ECCO COME
Quello che mangiamo può rafforzare il
nostro sistema immunitario, rendendoci meno vulnerabili ai virus
influenzali: è l’immuno-nutrizione, ossia tutta quella serie di
alimenti che svolgono un’azione in grado di garantire un adeguato
funzionamento dei sistemi di difesa e di protezione del nostro
organismo. Per evitare l’insorgenza di malanni
stagionali, come ricorda Melarossa.it, è naturalmente necessario
rispettare le regole igieniche di base
(lavarsi con una certa frequenza le mani, soprattutto se si
frequentano luoghi molto affollati, preferendo alla saponetta, che
ha una discreta probabilità di essere un ricettacolo di batteri, il
sapone liquido, ed evitare di toccarsi bocca, naso ed occhi),
cercare di trovare un po’ di tempo da riservare alla cura di se
stessi, per praticare dello sport, coltivare un hobby o
semplicemente per rilassarsi: è noto infatti che lo stress
psicofisico inibisce la capacità del nostro corpo di rispondere in
maniera adeguata ad un mal di gola o ad un raffreddore, rendendoci
così immuno-depressi.
Ma l’influenza può essere combattuta anche e soprattutto a tavola. “Inizialmente -
spiega la dottoressa Stefania Giambartolomei, gastroenterologo e
medico nutrizionista della SISA (Società Italiana di Scienza
dell'Alimentazione) - si sono individuati
alimenti e nutrienti che stimolassero le difese immunitarie nei
pazienti durante il decorso post operatorio, poi, vista la validità
di un supporto nutrizionale idoneo a stimolare le difese
immunitarie, si sono formulate diete arricchite con nutrienti dotati
di azione immunomodulante ed antinfiammatoria.”
Si tratta di alimenti ricchi in arginina, acidi grassi omega-3.
Gli alimenti ricchi in omega-3 sono il pesce e in particolare il
pesce azzurro quindi aringa, sgombro, sardine, tonno; lo zinco,
essendo un componente essenziale di molti enzimi, è indispensabile
per il corretto funzionamento del sistema immunitario e si trova
soprattutto nelle carni, in particolare nel filetto, costata e
girello. Si trova anche nel pesce, soprattutto polpo, latte e
derivati. Gli aminoacidi valutati nella farmaconutrizione sono la
glutamina e l'arginina: questa si trova soprattutto nella carne, la
glutamina si trova sopratutto nel latte e nei formaggi.
Infine, ricorda la dott.ssa Giambartolomei,
il resveratrolo (una molecola di origine vegetale
presente nella buccia dell'acino d'uva, nei pinoli, nelle bacche e
negli anacardi) vanta preziose proprietà infiammatorie, anti
tumorali e protegge l’organismo da patologie cardiovascolari. Come
la vitamina C, ha proprietà anti virali in quanto anti ossidanti.
Parlando di alimenti ricchi di vitamina C, ricordiamo i kiwi, gli
agrumi e gli ortaggi a foglie verdi. Melarossa.it, il sito dedicato all'alimentazione e al
benessere, che da quasi dieci anni fornisce diete personalizzate
gratuite elaborate con la consulenza scientifica della SISA -
Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione
Il sito, completamente gratuito, è in grado di elaborare diete con
un data base di 435 diverse diete settimanali, per un totale di 3045
menù giornalieri, sulla base delle indicazioni fornite dai LARN
(Livelli di assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti per la
Popolazione Italiana, prodotto dall’Istituto Nazionale di Ricerca su
Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Società di
Nutrizione Umana).
Dal 14° Congresso ESSM 2011
FUMO:
nel 41% degli uomini favorisce problemi di erezione ed eiaculazione
precoce ALCOL: 2 bicchieri di vino al giorno aumentano il rischio del
75% di tumore al seno prof.ssa Graziottin: “Fondamentale
l’educazione e la presenza dei genitori”
Sottolinea la Prof.ssa Graziottin come si debba oggi parlare
di “inquinamento comportamentale” per indicare l’aumento di
patologie da fattori tossici – dannosi per l’organismo
–specificamente correlati ad alterazioni degli stili di vita e del
comportamento Alcuni tipi di tumore come mammella, collo dell’utero,
vescica e polmone sono patologie in aumento nelle donne, con fattori
di rischio che aumentano a partire dall’età adolescenziale, proprio
a causa di stili di vita inadeguati. Molti sono i comportamenti
errati dei giovani come: il bere, il fumare, il
mangiare
in modo poco sano e/o eccessivo che non aumentano solo il rischio di
gravidanze indesiderate, di malattie sessualmente trasmesse e di
infertilità/sterilità, ma soprattutto il rischio di tumori. I tre
fattori cardine dell’inquinamento comportamentale sono: • Prima causa: FUMO E’ sempre più precoce
l’età di inizio ed in forte aumento nelle ragazze. Il fumo non si
limita ad accrescere il rischio di tumori al polmone, ma il rischio
oncologico generale con tre vulnerabilità specifiche: il cancro del
collo dell’utero (perché il fumo potenzia l’azione oncogena dei
Papillomavirus), della mammella, della vescica. Il fumo tende anche
ad azzerare la capacità dell'organismo di rigettare ed eliminare il
Papillomavirus una volta che è entrato, la cosiddetta "clearance"
del virus. Tuttavia, gli effetti più negativi della nicotina si
esercitano a livello vascolare: nel 41% degli uomini infatti il fumo
è il più forte fattore predittivo di difficoltà di erezione da danno
vascolare e/o di eiaculazione precoce.
• Seconda causa: ALCOL Oggigiorno
l'assunzione di alcol ha un picco d'incremento nelle giovanissime.
Ciò comporta: un aumento della promiscuità, una riduzione della
probabilità di avere rapporti sicuri (utilizzo del profilattico) e
un aumento del rischio di esporsi maggiormente alle violenze e di
contrarre il Papilloma virus, con aumento della vulnerabilità
oncologica del cavo orale e della testa, dell’area genitale e anale.
Recenti indagini epidemiologiche indicano che l’assumere da 3 a 6
unità alcoliche alla settimana aumenta il rischio di tumori alla
mammella del 15% (OR=1.15). Il bere due bicchieri di vino al giorno
( o due unità alcoliche) aumenta il rischio relativo del 75%
(OR=1.75) rispetto al rischio basale che ogni donna ha e che è del
10% (=1 su 10 avrà un tumore alla mammella senza aver assunto alcun
ormone nella sua vita)
• Terza causa:
CIBOIl valore di un'alimentazione corretta è stato riconosciuto
anche dalla Comunità Scientifica Europea. La qualità e quantità di
cibo sono fattori fondamentali che aumentano nettamente il livello
di molecole infiammatorie e la vulnerabilità ai tumori, come quello
al seno, all’utero e al colon, e alle malattie cardiovascolari, in
caso di sovrappeso o franca obesità Obiettivo primario per contrastare l’inquinamento comportamentale
che potenzia il rischio oncologico a partire dall’adolescenza è il
ruolo svolto dai genitori, dagli insegnanti, dai medici e di media,
ruolo preventivo che è essenziale specialmente in questa fascia di
età.
VIVERE CON LA MALATTIA DI PARKINSON
Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson-26 novembre 2011
La
Ricerca è l’arma vincente: diagnosi precoce e cure il punto di
partenza per rallentarne l’evoluzione
Si celebra sabato 26 novembre in tutta Italia
- promossa da LIMPE (Lega Italiana per la lotta contro
la Malattia di Parkinson, le Sindromi Extrapiramidali e le Demenze)
e da DISMOV-SIN (Associazione Italiana Disordini del
Movimento e Malattia di Parkinson)da anni impegnate sulla
patologia.
La Giornata – celebrata in tutta Italia anche nel 2010 - è nata
per combattere la scarsa informazione, sensibilizzare
sull’import anza della diagnosi precoce, sui progressi della
Ricerca, ma anche sulla qualità di vita dei pazienti.
Si stima che in Italia siano circa 150.000 i soggetti affetti da
Parkinson e altri 50.000 i pazienti con un parkinsonismo; nella
maggior parte dei casi la malattia si manifesta attorno ai 60 anni,
ma in un 10 per cento di persone i sintomi compaiono prima dei 40
anni. La Giornata vuole essere un aiuto per i pazienti ed i
familiari che devono vivere il quotidiano, sapendo di poter contare
sui migliori specialisti e sulla Ricerca l’arma vincente per
questa malattia. La Giornata – celebrata in tutta Italia anche nel 2010 - è
nata per combattere la scarsa informazione,
sensibilizzare sull’import anza della diagnosi precoce,
sui progressi della Ricerca, ma anche sulla qualità di
vita dei pazienti. Si stima che in Italia siano circa 150.000
i soggetti affetti da Parkinson e altri 50.000 i pazienti con un
parkinsonismo; nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta
attorno ai 60 anni, ma in un 10 per cento di persone i sintomi
compaiono prima dei 40 anni. La Giornata vuole essere un aiuto per
i pazienti ed i familiari che devono vivere il quotidiano, sapendo
di poter contare sui migliori specialisti e sulla Ricerca
l’arma vincente per questa malattia.
“La qualità di vita dei pazienti è l’obiettivo principale per
cui stiamo lottando - ha affermato il Prof. Ubaldo Bonuccelli,
Presidente LIMPE – e grazie alla Ricerca oggi è possibile
raggiungere questo obiettivo. In questo senso infatti abbiamo
predisposto un importante Progetto di Ricerca che verrà
sviluppato insieme a DISMOV-SIN, allo scopo di verificare
l’efficacia di un protocollo riabilitativo sperimentale nella
prevenzione delle cadute dei pazienti affetti da Malattia di
Parkinson. Per sostenere questa ricerca sul piano economico,
verrà avviata una raccolta fondi che include una serie di
iniziative che realizzeremo per tutto il corso del prossimo anno.”
La qualità de lla vita non è legata alla singola medicina o
alla visita presso uno specialista, ma ad un approccio integrato che
prevede terapie farmacologiche, ma anche sostegno psicologico al
paziente e alle famiglie,
attività riabilitative e ricreative.
. Le cure attuali riducono i sintomi motori – non sempre
riconoscibili - anche se non arrestano la malattia - ha dichiarato
il Prof. Paolo Barone, Presidente DISMOV-SIN – negli ultimi
dieci anni sono stati fatti passi da gigante e oggi la malattia è
tenuta sotto controllo molto meglio rispetto al passato.Da alcuni anni è stata intrapresa anche la strada della
ricerca sullecellule staminali che, introdott e nel
cervello del paziente con Malattia di Parkinson, sono in grado di
produrre dopamina e migliorare quindi i sintomi della malattia.
Tuttavia, a volte, queste cellule producano più dopamina del dovuto,
aumentando gli effetti collaterali. Ecco perché la ricerca sulle
cellule staminali è ritornata in laboratorio e ora i ricercatori
dovranno “educare” queste cellule a produrre dopamina al momento
giusto e nella giusta quantità. Si prevede quindi – ha concluso il
Professor Barone – che l’applicazione sul malato delle cellule
staminali non potrà avvenire prima di cinque anni.” L’obiettivo
di molti studi negli ultimi 20 anni è modificare il decorso
della malattia - rallentandone l’evoluzione. Una delle nuove
frontiere della medicina è lo sviluppo di farmaci che hanno lo
stesso effetto neuroprotettivo di alcune sostanze esistenti in
natura – come il tabacco o il caffè - che inibiscono
gli enzimi che danneggiano i neuroni. Sulla base di un’indagine
presentata recentemente dal CENSIS, la terapia farmacologica dà
grandissimi benefici nel controllo dei sintomi, specie nei primi
anni, ma richiede continui aggiustamenti e ricalibrazioni perché da
un lato la malattia progredisce e dall’altro gli effetti collaterali
dei farmaci possono arrivare ad essere invalidanti quanto i sintomi
della malattia stessa. LIMPE nasce nel 1974, nel giro di pochi anni
diventa il punto di riferimento per i neurologi italiani interessati
alla Malattia di Parkinson, alle Sindromi Extrapiramidali e alle
Demenze e si costituisce ente morale senza fini di lucro.LIMPE ha basato la propria attività sull’interdisciplinarietà
accogliendo sia i ricercatori di base (soprattutto neurofarmacologi
e neurochimici) che i clinici e promuove la ricerca; inoltre, ha
sempre ritenuto importante istituire e mantenere un contatto con i
pazienti e i loro familiari e con le Associazioni dei Pazienti
presenti sul territorio, riservando un’area dedicata ai pazienti sul
proprio sito. Le Associazioni dei Pazienti, puntualmente presenti ad
ogni Congresso Nazionale LIMPE, sono un importante punto di
riferimento per comprendere meglio la realtà e la quotidianità della
Malattia di Parkinson. DISMOV - SIN costituisce la sezione italiana del
Movement Disorders Society (USA) rappresentando contemporaneamente
una articolazione della Società Italiana di Neurologia ed è presente
su tutto il territorio nazionale. Scopo dell'Associazione è
diffondere la conoscenza e favorire la ricerca in tema di malattie
neurologiche che comportino una alterazione del normale movimento,
quali, ad esempio, la Malattia di Parkinson ed i Parkinsonismi, i
tremori, i movimenti involontari determinati da molteplici cause. Durante la Giornata,
molte strutture sanitarie della penisola saranno aper te per
offrire informazioni sulla Malattia di Parkinson. Per conoscere
le strutture aperte e le iniziative organizzate si può visitare il
sito www.giornataparkinson.it o chiamare il Numero Verde
800 14 96 26.Puoi sostenere
la ricerca con una donazione tramite carta di credito o
IBAN: IT29D0100503288000000000649. Affrontare la
Malattia
- Affrontare la
Malattia di Parkinson significa convivere con un ospite indesiderato
che dà al malato la sensazione di non riuscire a controllare e
governare i propri pensieri e le proprie azioni. È indispensabile
innanzitutto che la persona affetta dalla malattia ricerchi un
rapporto con il neurologo che lo segue, non solo
medico-prescrittivo; il paziente può così sentirsi seguito da una
persona di fiducia, in grado di spiegare con facilità e chiarezza in
che cosa consiste la malattia e che gli consenta di avere
informazioni sulle terapie, sulle possibili complicanze e sul futuro
che lo attende. Il ruolo del medico sarà inoltre fondamentale per
dare le corrette e necessarie informazioni ai caregivers e per dare
i suggerimenti più utili sullo stile di vita da adottare, le
abitudini sportive, gli hobbies e le attività collaterali da seguire
e praticare con costanza e sul perché tali pratiche siano utili e
necessarie. Una volta avute queste informazioni, il paziente sarà
facilitato nel suo approccio alla malattia e potrà certamente
assumere un atteggiamento propositivo, positivo e combattivo. Dopo
aver capito le reali cause e conseguenze della malattia per il
paziente, infatti, sarà più facile “accettare” di essere malato e
mettere in atto i comportamenti utili a convivere al meglio con la
patologia. In particolare è necessario che il paziente venga a
conoscenza del fatto che l’allenamento motorio e sportivo è in grado
di stimolare ed indurre miglioramenti comportamentali e clinici
mentre una vita sedentaria o stressante favorisce la progressione
della disabilità clinica e della malattia. In sostanza i pazienti ad
ogni stadio di malattia che non presentino controindicazioni,
dovrebbero praticare l’esercizio motorio, quello cognitivo e
attività ludiche e sviluppare progetti per gestire al meglio le
conseguenze della malattia e rallentarne il decorso clinico. Qualora
un paziente non avesse la possibilità di praticare tali attività
autonomamente e singolarmente sarà importante ed utile partecipare
alle attività di gruppi organizzati, qualora fossero disponibili nel
territorio. È necessario, inoltre, sapere che la ricerca sulla
malattia è in continua evoluzione e che quindi sarà possibile
scoprire nei prossimi anni altri farmaci, ma soprattutto trovare
strumenti utili a prevenire, a rallentare e bloccare il decorso
della malattia.In conclusione è fondamentale l’opera
dell’informazione e allo stesso tempo di rassicurazione che deve
essere condotta dal medico. Il parkinsoniano deve sapere che può
contare sui consigli del medico, sulla sua esperienza e sulle sue
capacità professionali e che il trattamento della malattia non è
esclusivamente prescrittivo. Il supporto psicologico La malattia
spesso determina conseguenze psicologiche importanti a tutti gli
stadi, anche nelle fasi iniziali, quando i pazienti presentano stati
ansioso-depressivi prevalentemente di natura reattiva, mentre nelle
fasi intermedio avanzate si possono presentare stati
ansioso-depressivi non puramente reattivi o altre conseguenze
psicologiche e psichiatriche: disturbi del pensiero con deliri ed
allucinazioni; disturbi del controllo degli impulsi quali il gioco
patologico; disturbi della alimentazione, della sessualità e del
comportamento in genere e/o iniziali segni di decadimento cognitivo
quali apatia e anedonia. In generale una cattiva gestione
dello stato psicologico e dei sintomi non motori del paziente può
influenzare il controllo della sintomatologia motoria con
conseguenti alterazioni significative della qualità della vita sia
del paziente che dei familiari o caregivers. Non è infatti
infrequente osservare un peggioramento: il cammino diventa più
lento; il tremore si accentua per cause apparentemente banali, quali
la visita di un amico, una cena al ristorante e uno stato di
tensione emotiva o una situazione di stress di qualunque natura può,
per esempio, accentuare un tremore ben controllato altrimenti dalla
terapia. Il malato parkinsoniano, e non solo lui, va considerato
nella sua interezza (possiamo dire corpo ed anima), come persona,
per cui non è possibile separare il corpo e considerarlo uno
strumento una macchina su cui agire, senza tenere conto dei suoi
sentimenti, della sua intelligenza e dei suoi desideri. Infatti le
interazioni che esistono tra il nostro organismo e la nostra mente,
il nostro cervello, sono evidenti e note a tutti. In generale,
quindi, un supporto psicologico di qualsiasi natura è consigliabile
ed in taluni casi è assolutamente indispensabile per gestire al
meglio le conseguenze della malattia. Oltre al supporto psicologico
il malato deve essere anche rassicurato, informandolo che la
malattia può essere ben trattata, che esistono farmaci utili per il
controllo dei sintomi, che non esiste pericolo per la sua vita, che
il decorso della malattia è molto lento. Laddove esistono poi
difficoltà nelle relazioni interpersonali, soprattutto nell’ambito
familiare, l’intervento dello psicologo potrà essere determinante e
dovrà agire non solo sul malato ma anche su tutto il nucleo
familiare. Infine il supporto psicologico e psichiatrico diventa una
condizione indispensabile quando il paziente e i familiari devono
affrontare le conseguenze di stati depressivi, dei disturbi del
pensiero e del controllo degli impulsi che nel caso del gioco
patologico possono avere conseguenze drammatiche per tutto il nucleo
familiare.
Trattamento riabilitativo Il trattamento riabilitativo
previsto consiste nell’allenamento al cammino su tapis-roulant a
velocità differenti (da 2 a 5 km/h). Le sedute avranno una durata di
45 minuti ciascuna. I partecipanti verranno divisi in maniera random
in 2 gruppi: 1. INTENSIVO” (12 sedute di trattamento riabilitativo 5
giorni a settimana per una durata complessiva di 12 giorni), 2.
ESTENSIVO” (10 sedute di trattamento 3 giorni a settimana per una
durata complessiva di 30 giorni).
Influenza
stagionale: il sì della Società Italiana di Pediatria Preventiva e
Sociale al nuovo vaccino per via nasale
Più
sicuro, più facile da somministrare e disponibile in maggiori
quantità
Roma,
21 novembre 2011 – Si chiamaLAIV
(Live
Attenuated Influenza Virus) il nuovo vaccino per contrastare il
virus dell’influenza che, a par tire dal prossimo anno, sarà
disponibile insieme all’attuale vaccino TIV (vaccino antinfluenzale
trivalente) somministrato intramuscolo. Se ne è discusso al 30°
Congresso di Antibioticoterapia in età Pediatrica, che si è
svolto dal 16 al 19 novembre a Milano con una tavola rotonda alla
quale ha partecipato il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS
(Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale). “L’introduzionedel vaccino LAIV,
disponibile in una quantità tale da poter vaccinare anche i soggetti
sani, è da considerare un progresso considerevole nella prevenzione
dell’influenza - ha dichiarato il Dottor Giuseppe Di Mauro a
margine del Congresso – Infatti, l’efficacia della vaccinazione
antinfluenzale, che oramai è ben accertata nelle categorie a
rischio, è sicuramente utile anche per bambini e adulti sani.”
Rispetto al vaccino antinfluenzale trivalente, il LAIV presenta
numerosi va ntaggi: innanzitutto, è in grado di offrire una
protezione maggiore contro l’influenza ed ha effetti
collaterali particolarmente ridotti. In secondo luogo,
il vaccino prescritto dalmedico può essere somministrato autonomamente e, grazie agli
spray nasali, anche in modo assolutamente non invasivo:
questo rende la vaccinazione più semplice, soprattutto per i bambini
che hanno paura delle iniezioni. Inoltre, appare sicuro e ben
tollerato nei soggetti di età superiore ai 2 anni, mentre al
momento non è indicato nei più piccoli, per il possibile rischio di
comparsa di broncospasmo e per un maggior rischio di
ospedalizzazione. Ultimo vantaggio, ma non meno importante, è che
questo tipo di vaccino ha un processo di produzionemolto
rapido che consente una disponibilità veloce e su larga scala.
Come ha sottolineato il Dottor Giuseppe Di Mauro nel corso della sua
relazione, ogni anno su 1000 bambini sotto i 5 anni,
l’influenza è responsabile di 95 visite mediche, 46
episodi di otite acuta media e di 8 in fezioni alla basse vie
aree, con percentuali più alte per il bambino di età inferiore a
2 anni.1 Inoltre, il consumo di antibiotico
aumenta del 10-30% nel periodo in cui circola il virus
influenzale rispetto al resto dell’inverno. Un altro dato
significativo riguarda la forte capacità di diffusione
dell’infezione dei bambini all’interno della famiglia di
provenienza: è stato calcolato che ogni 420 bambini vaccinati
viene risparmiata la morte di una persona anziana. Il
Ministero della Salute offre il vaccino gratuitamente ai bambini
diabetici, asmatici, cardiopatici e, in generale, che soffrono di
malattie croniche (quasi 20 mila in Italia) che
rischierebbero, in caso di contrazione del virus, gravi conseguenze
per la propria salute. Per tutti gli altri bambini, invece, è
il pediatra a decidere caso per caso l’opportunità del vaccino.
Pertanto, con l’attuale vaccino disponibile, l’impegno dei Pediatri
della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale è
orientato a coprire le categorie a rischio e ad
estendere la vaccinazione ai bambini che frequentano asili nido e
scuole dell’infanzia. Considerando l’efficacia della
vaccinazione antinfluenzale, quando sarà disponibile il vaccino LAIV,
si potrà considerare l’estensione della vaccinazione anche per i
bambini sani.
MALNUTRIZIONE
ANZIANO: CONDIZIONE SPESSO SOTTOSTIMATA E NON RICONOSCIUTA In occasione del Nutrition Day, gli esperti nutrizionisti
sottolineano l’importanza di un problema ancora sottovalutato, ma
che si manifesta negli anziani in una percentuale che oscilla
tra il 30 e il 60%
Milano,
10 novembre 2011 – La malnutrizione per
difetto è una condizione patologica caratterizzata dallo squilibrio
di rifornimento tra nutrienti ed energia, tale da essere troppo
scarso per soddisfare i fabbisogni del corpo. In occasione del
Nutrition Day, alcuni esperti nutrizionisti discutono questo
problema, che oggi viene spesso trascurato. Tra i diversi soggetti
a rischio di malnutrizione, gli anziani rappresentano una
popolazione particolarmente a rischio per una serie di cofattori: la
presenza di malattie croniche, l’assunzione di terapie
farmacologiche complesse, i disagi di ordine psicologico, economico
o sociale. Anche la riduzione dell’appetito e le difficoltà di
masticazione e deglutizione possono aggravare la malnutrizione. Ad
oggi, tra gli anziani ricoverati presso strutture di degenza, la
malnutrizione oscilla tra il 30 e il 60%. In genere, è più grave nei
pazienti di sesso femminile e in quelli di età più avanzata. “Le
conseguenze di questo problema sono serie e meritano una maggiore
attenzione – afferma la Dott.ssa Ester Giaquinto,
Responsabile Servizio Dietetico Aziendale ASL di Cesena – La
malnutrizione può determinare un aggravamento delle patologie
croniche e causarne diverse complicanze. Inoltre, aumenta la
suscettibilità alle fratture e ritarda la guarigione delle ferite.
Anche le infezioni diventano più difficili da curare per ridotta
funzionalità del sistema immunitario. ” Tra gli strumenti di
screening più utilizzati per valutare lo stato di nutrizione
ricordiamo, innanzitutto, la misurazione del BMI (Body Mass Index),
che si calcola con una semplice equazione: peso (kg)/ altezza(m)2
. Se il BMI è inferiore a 18.5 si parla di sottopeso e quindi
di malnutrizione per difetto. Naturalmente, è importante valutare
non solo il peso corporeo, ma anche gli esami ematochimici.
Infatti, la malnutrizione può essere mascherata da un peso normale o
addirittura da un sovrappeso. Inoltre, un parametro importante di
riferimento è la perdita di peso: ad esempio, una diminuzione
maggiore del 10% in 6 mesi o del 5% in un mese suggerisce
l’esistenza di una malnutrizione severa. Tra gli strumenti di
screening validati citiamo il Mini Nutritional Assessment
(MNA). Si tratta di un questionario applicabile a pazienti di
età maggior a 65 anni, che calcola un punteggio in grado di
individuare i soggetti malnutriti o a rischio malnutrizione. L’MNA
utilizza parametri facilmente misurabili, come la circonferenza del
braccio o del polpaccio. “Le strategie di intervento nei
confronti del paziente malnutrito sono diverse. In primo luogo è
sempre opportuno fornire suggerimenti sulle scelte alimentari e
sulle alternative “nutrizionalmente corrette” alla dieta quotidiana.
– continua la Dott.ssa Giaquinto - Nel caso in cui non sia
sufficiente la prescrizione della dieta, si può ricorrere alla
dietoterapia con integratori nutrizionali specifici per patologia da
assumere per bocca. Tali supplementi, migliorano lo stato
nutrizionale, la risposta immunitaria, la guarigione delle lesioni
da decubito, diminuendo il rischio di morbidità e mortalità. Qualora
i supplementi nutrizionali non siano sufficienti e nei casi in cui
il paziente non è in grado di alimentarsi per bocca, la nutrizione
enterale rappresenta una possibile soluzione terapeutica”. In
conclusione, è opportuno ricordare che un intervento nutrizionale
appropriato per combattere la malnutrizione, diminuisce l’incidenza
di complicanze e i tempi di degenza dei pazienti ricoverati,
riducendo così i costi per il Servizio Sanitario Nazionale,.La sensibilizzazione dell'opinione pubblica e
delle famiglie su questo problema é importante.
convegno “STRATEGIE TERAPEUTICHE e
RIABILITATIVE INNOVATIVE IN SENOLOGIA”.
Sabato 19 novembre 2011, dalle ore 8.45, presso la Sala Estense di
p.tta Municipale di Ferrara
Sabato
19 novembre 2011, dalle ore 8.45, presso la Sala Estense di p.tta
Municipale di Ferrara, si terrà l’importante convegno “STRATEGIE
TERAPEUTICHE e RIABILITATIVE INNOVATIVE IN SENOLOGIA”.
Si tratta, come si può evincere dal titolo, e negli intenti, di un’ideale
prosecuzione del precedente tenutosi nel 2009, riguardante le
“STRATEGIE PREVENTIVE E DIAGNOSTICHE INNOVATIVE IN SENOLOGIA”.
Coordinato scientificamente dall’oncologa Marcella Marchi, l’evento è
organizzato da A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al
Seno), sezione locale, in collaborazione con l’Ispettorato
Provinciale Infermiere Volontarie della C.R.I. e dell’Università di
Ferrara.Gode del patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara,
della Regione Emilia-Romagna e dell’intervento fattivo dell’Istituto
Tecnico Agrario Statale “F.lli Navarra”, della ditta Sanibol di
Ferrara, dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi
Alberghieri e della Ristorazione, del Centro Servizi per il
Volontariato della Provincia di Ferrara “Agire Sociale” e, last
but not least, della Cassa di Risparmio di Ferrara. Dopo la
registrazione dei partecipanti, avrà luogo l’intervento di Luigi
Grassi della Clinica Psichiatrica dell’Azienda
Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. A seguire, Monica Indelli,
oncologa, ed Antonio Stefanelli, psicoterapeuta, illustreranno il
percorso della terapia adiuvante. Sarà poi la volta di Silvana
Sabato con gli interventi riabilitativi in terapia. Patrizia Seri e
Chiara Tannini, fisioterapiste A.N.D.O.S., definiranno il proprio
ruolo nel percorso di cura della donna operata al seno. In chiusura,
a fine mattinata, l’aspetto giuridico-legislativo delle
problematiche esaminate sarà sviscerato da Gian Carlo Ritella,
dell’Azienda Sanitaria goriziana. Aperto a tutta la cittadinanza, la
rilevanza degli argomenti affrontati lo rende decisamente target
d’interesse privilegiato ‘al femminile’.
“Corsia
preferenziale”
per i pazienti affetti da
Psoriasi:
arrivare alla diagnosi e alla terapia in Lombardia è possibile. Il
semaforo dei pazienti è sempre VERDE grazie al NUMERO dedicato.
I Centri aderenti al Progetto
Psoriasi Lombardia si uniscono per offrire un migliore accesso alle
cure.
Attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00
alle 18.00
“A misura di bambino”
Clinica Pediatrica 1° – Università di Milano Fondazione IRCCS Ca’
Granda Ospedale Maggiore Policlinico
Tutte le novità dalla Clinica De Marchi per un servizio sempre più…
…a misura di bambino
Influenza: vaccinazione personalizzata.
Sepsi e meningite: un apparecchio “salvavita”.
Allergia ai farmaci: un nuovo centro specializzato per
accertarle in età pediatrica.
Inquinamento ambientale: parte uno studio per verificare
l’effetto sui bambini.
Nasce il primo laboratorio multidisciplinare di
otorinolaringoiatria pediatrica per una diagnosi affidabile e
completa.
Bronchiti asmatiche e polmoniti: possiamo identificare i bambini
a rischio per proteggerli meglio.
Susanna Esposito
- Direttore ff UOC Clinica Pediatrica 1° – Università degli Studi di
Milano Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico
Paola Marchisio
- Responsabile Ambulatorio di infettivologia respiratoria
Maria Francesca Patria
- Responsabile Ambulatorio pneumologia e allergologia pediatrica
Samantha Bosis
- Ambulatorio di infettivologia e immunoprofilassi
- ALLERGIA AI FARMACI IN
PEDIATRIA: VERA O FALSA? -
Presso la UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, diretta dalla Prof.ssa
Susanna Esposito, è attivo - damaggio di quest’anno
- il Centro per l’allergia ai farmaci in pediatria
(responsabile: Dott.ssa Samantha Bosis; pediatra strutturato di
supporto: Dott.ssa Tagliabue). Nel Centro vengono effettuati tutti
gli approfondimenti diagnostici per confermare o escludere la
sospetta allergia ad un farmaco, vengono fornite informazioni sui
farmaci che possono o che non possono essere utilizzati e, qualora
necessario, vengono effettuati i test di desensibilizzazione. Per
prendere l’appuntamento, si può contattare direttamente il numero
3480800839.
- ALLA CLINICA PEDIATRICA DE MARCHI
VACCINAZIONE INFLUENZALE “PERSONALIZZATA” PER I BAMBINI A RISCHIO
La vaccinazione contro l’influenza è considerata il mezzo più sicuro
e valido per ridurre i rischi connessi alla malattia. Le autorità
sanitarie in ogni parte del mondo consigliano la somministrazione
del vaccino nei bambini a rischio di complicanze per problematiche
di base e in alcuni Paesi (tra i quali al momento non c’è però
l’Italia) la raccomandazione alla vaccinazione si estende anche ai
soggetti pediatrici sani. Nell’ambito di un sempre più avanzato
programma di ricerca e prevenzione, quest’anno, presso la UOC
Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale
Maggiore Policlinico di Milano diretta dalla Prof.ssa Susanna
Esposito, per garantire ai bambini a rischio la migliore
assistenza possibile, sarà possibile effettuare una vaccinazione
antinfluenzale “personalizzata”: a seconda della patologia da
cui il bambino è affetto, della sua età e della sua storia
vaccinale, sarà infatti deciso quale vaccino influenzale utilizzare
e quando somministrarlo.Le
patologie croniche a rischio di complicanze per le quali il
programma di prevenzione prevede l’incentivazione alla vaccinazione
sono:
–
asma e altre malattie respiratorie croniche,
–
malattie dell’apparato cardiovascolare,
–
immunodeficienza congenita o acquisita,
–
malattie emato-oncologiche,
–
malattie metaboliche incluso il diabete mellito,
–
insufficienza epatica o renale,
–
malattie dell’apparato neuromuscolare,
–patologie che richiedono una terapia cronica con aspirina.
“Inoltre, particolare attenzione verrà rivolta, nei primi anni di
vita, ai bambini nati prematuri. La vaccinazione antinfluenzale sarà
inserita nel momento più indicato in rapporto alle altre
vaccinazioni di routine che il piccolo dovrà eseguire”. Riguardo ai tipi di
virus influenzali previsti per questo autunno e inverno -
sottolinea Susanna Esposito – si ritiene che siano gli stessi
dello scorso anno, ma si teme che possano andare incontro a
mutazioni tali da determinare una minore efficacia del vaccino e la
resistenza agli antivirali. In ogni caso, grazie al laboratorio di
ricerca della UOC Pediatria 1 Clinica, i pazienti che saranno
ricoverati presso la Clinica pediatrica De Marchi con forme
influenzali gravi potranno effettuare analisi virologiche
sofisticate che permetteranno di ottimizzare l’approccio
terapeutico.
Le vaccinazioni antinfluenzali saranno somministrate presso
l’ambulatorio di infettivologia e immunoprofilassi situato al 2°
piano del padiglione Regina Elena e l’appuntamento potrà essere
preso o telefonando al CUP del Policlinico(tel. 02
5503.5575) o al numero 3480800839.
- INQUINAMENTO AMBIENTALE: BAMBINI PIU’ ESPOSTI, MA MENO
CONSIDERATI Parte
il 1 novembre, presso
l’ambulatorio di pneumologia (responsabile: Dott.ssa Maria Francesca
Patria) della UOC Pediatria 1 Clinica della Fondazione IRCCS Ca’
Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, diretta dalla
Prof.ssa Susanna Esposito,uno dei primi studi in Italia volto a rilevare
la frequenza della patologia respiratorie a carico delle alte e
basse vie aeree in una popolazione pediatrica milanese, di età
compresa tra 1 mese e 17 anni, affetta da wheezing ricorrente o da
asma bronchiale, con o senza sensibilizzazione allergica. Lo studio
metterà in relazione l’incidenza della malattie respiratorie con le
variazioni di concentrazione dei principali inquinanti ambientali
(O3, NO2, CO PM 2.5, ), rilevate sulla base delle
informazioni delle centraline di monitoraggio ambientale dell’ARPA.
Verrà anche rilevato in quale misura i genitori percepiscono il
problema dell'inquinamento e come modificano il loro atteggiamento
quotidiano.
2 “tipi” di inquinamento Si riconoscono
due principali tipi di inquinamento esterno: lo smog industriale,
determinato principalmente dall’anidride solforosa (SO2) e dalle
particelle corpuscolate (TSP) e lo smog urbano legato al traffico
veicolare, costituito essenzialmente da ozono, ossidi di azoto,
particolato con diametro inferiore a 2.5
m (PM
2.5) e composti volatili. Questi ultimi vengono liberati
in prevalenza dagli automezzi. Le patologie
dell’inquinamento
Le patologie respiratorie più correlate ai livelli di inquinamento
ambientale sono l’asma bronchiale
e le infezioni a carico delle basse vie aeree, con o senza
difficoltà respiratoria.
Anche le alte vie aeree, risultano, però, coinvolte. L’inquinamento
ambientale, infatti, tende a mantenere uno stato infiammatorio delle
alte e basse vie aeree, apparentemente reversibile con la riduzione
delle concentrazioni di inquinanti atmosferici.
-
SEPSI
(vale a dire della presenza persistente dei germi nel sangue) E
MENINGITE: PRESTO UN APPARECCHIO “SALAVAVITA” ALLA CLINICA DE MARCHI
Dal 1 dicembre 2011
presso il laboratorio della UOC Pediatria 1 Clinica della
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
– un apparecchio in grado di arrivare in poche ore alla diagnosi
precoce di sepsi e meningite nel neonato e nel lattante ai primi
mesi di vita. “Uno strumento
preziosissimo – afferma Susanna Esposito, Direttrice della
Clinica Pediatrica I – che ci consentirà di superare uno dei
problemi maggiori che normalmente si incontrano nell’affrontare una
sepsi e una meningite, ovvero il tempo di identificazione dei
batteri in causa e, di conseguenza, l’ottimizzazione della terapia
antibiotica utile ad affrontare lo specifico caso”.
- PRIMO
AMBULATORIO MULTIDISCIPLINARE DI OTORINOLARINGOIATRIA PEDIATRICA:
PER UNA DIAGNOSI COMPLETA E COLLEGIALE Dal 23 settembre 2011, presso l’ambulatorio di infettivologia
respiratoria dell’UOC Pediatria 1 della Fondazione IRCCS Ca’ Granda
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, diretta dalla Prof.ssa
Susanna Esposito, è attivo un ambulatorio multidisciplinare
pediatrico-otorinolaringoiatrico di 2°-3° livello in cui saranno
presenti contestualmente un pediatra esperto di infettivologia
respiratoria e un otorinolaringoiatra. La struttura, - è l’unica di
questo tipo in Italia. Sarà, inoltre, un Centro di riferimento in
cui il paziente di età pediatrica con infezioni ricorrenti a carico
delle vie aeree superiori verrà inquadrato collegialmente a 360°C
con eventuali ulteriori visite specialistiche ed approfondimenti
strumentali dedicati e necessari al completamento dell’iter
diagnostico di ogni singolo bambino. L’obiettivo è definire se è
necessario o meno un intervento di asportazione delle adenoidi e/o
delle tonsille.
Infezioni delle vie aeree inferiori (bronchiti asmatiche e
polmoniti) gravi o recidivanti: identificare i bambini a rischio
per proteggerli meglio. Dal 1 novembre 2011 presso
l’ambulatorio di allergologia e di pneumologia della UOC Pediatria 1
Clinica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore
Policlinico diretta dalla Prof.ssa Esposito (responsabile dei due
ambulatori: Dott.ssa Maria Francesca Patria), sarà possibile
analizzare le correlazioni tra specifici difetti genetici
dell’immunità innata (quali polimorfismi dei TLRs) e/o della
produzione di citochine, e lo sviluppo di “infezioni delle vie
aeree inferiori” gravi o ampiamente recidivanti associate a
broncostruzione. Sarà, inoltre, valutato il “peso relativo” dei
diversi virus respiratori nel causare “infezioni delle vie aeree
inferiori” gravi. “L’identificazione dei
bambini ad alto rischio di infezioni delle vie aeree inferiori gravi
e/o altamente ricorrenti Famiglie con bambini affetti da “infezioni
delle vie aeree inferiori” gravi e/o ricorrenti che si presentano
con broncospasmo possono telefonare al CUP del Policlinico
(tel. 02 5503.5575) e prenotare una visita
allergologica-pneumologica con la Dott.ssa Patria o con la Dott.ssa
Tagliabue, pediatra strutturato specificatamente dedicato
all’ambulatorio di allergologia e di pneumologia pediatrica.
aBm Onlus - amici del bambino malato
Carta
d’identitàABM
Onlus è l’associazione fondata dai Professori Susanna Esposito e
Nicola Principi impegnata in progetti mirati a sostenere l’attività
pediatrica di diagnosi e cura in Italia e nei paesi in via di
sviluppo, a
implementare un servizio di comunicazione diretta con le famiglie
dei bambini malati e ad agevolare l’aggiornamento
e la formazione dei medici pediatri sia attraverso la divulgazione
dei contenuti dei più importanti congressi pediatrici a livello
internazionale sia attraverso l’assegnazione di borse di studio.
progetti 2011-2012
1) Acquisto di
un apparecchio per la diagnosi rapida delle sepsi e delle meningiti
del neonato e del lattante. Ad oggi non esiste ospedale munito di
tale apparecchiatura. ABM vuole acquistarlo e creare una rete con
tutti i colleghi neonatologi e pediatri che potranno usufruire di un
servizio indispensabile e vitale altrimenti non esistente, facendo
riferimento al laboratorio dell’associazione;
2) invio di pediatri in Burundi, nell’ospedale di Kiremba, per
aiutare nell’assistenza ai bambini ricoverati;
3) creazione di un raccordo in tempo reale con genitori o altri
parenti che vogliano avere informazioni mediche sul loro bambino;
4) diffusione dei contenuti di alcuni congressi pediatrici, scelti.
Amici del Bambino Malato – ABM Onlus via Boccaccio 39 -
20123 Milano
info@amicidelbambinomalato.it
www.amicidelbambinomalato.it
0657072
Il
“brain training” non è un gioco: presso I3P, l’incubatore
d’imprese del Politecnico di Torino, messo a punto “Brainer”, il
primo allenamento per il
cervello scientificamente validato per affrontare patologie
neurologiche
Presentata a Milano l’ indagine sull’efficacia scientifica di questo
strumento per affrontare le demenze senili.
- In Italia le persone affette da demenza sono circa 900 mila e
più di 3 milioni i familiari sono coinvolti direttamente
nell’assistenza. -
Nella sola città di Milano vivono circa 19.550 persone con demenza
(di cui il 60% con malattia di Alzheimer), e questo numero è
destinato ad aumentare del 40% nei prossimi 15 anni.
- La Malattia di Alzheimer è responsabile di circa il 50-60% di
tutte le demenze ed è fortemente correlata con l’età. - Non esiste al momento una terapia farmacologica risolutiva
per questa malattia, che, per ora, rimane inesorabilmente
progressiva. - I programmi di training cognitivo, da tempo presenti nella
letteratura scientifica, possono costituire un valido supporto per
la riabilitazione neurocognitiva.
Milano, 12 ottobre 2011
– E’ stato presentato oggi a Milano il consensus paper
“L’allenamento della mente per affrontare le demenze senili: il
parere della scienza” per offrire una panoramica sui deficit
cognitivi legati alla malattia di Alzheimer, la loro incidenza, le
cause, i sintomi e la diagnosi, ma soprattutto con l’obiettivo di
fornire maggiori informazioni sulla ginnastica mentale quale
strumento per aiutare la memoria. In questa occasione è stato anche
presentato “Brainer”, l’innovativo software ideato e clinicamente
testato per il trattamento delle demenze e soprattutto
dell’Alzheimer. Brainer è uno strumento messo a punto dall’omonima
azienda inserita nell’incubatore di imprese del Politecnico di
Torino. L’indagine presentata oggi è a cura della Dott.ssa Cinzia
Negri Chinaglia - Medico Specialista Geriatra, Riabilitazione
Alzheimer, ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio – Milano e del Prof.
Giuliano Geminiani – Specialista in Neurologia, Docente di
Neuropsicologia Clinica, Dipartimento di Psicologia Università di
Torino. Partendo dal concetto di “plasticità cerebrale”, che si
riferisce alla possibilità che il cervello ha di modificare la sua
struttura in seguito ai normali processi di sviluppo dell’individuo
o in seguito all’interazione con l’ambiente, da alcuni anni si è
diffuso il concetto di “brain fitness”, parallelo al concetto di
“physical fitness”: si tratterebbe di promuovere l’esercizio del
cervello per potenziarne le capacità negli individui adulti
neurologicamente normali. “Il
concetto di training cognitivosi basa sul presupposto che attraverso una serie di esercizi
ripetuti gli individui possono migliorare qualsiasi prestazione
mentale, analogamente a quello che avviene per il sistema motorio
grazie all’esercizio sportivo - spiega il Prof. Giuliano
Geminiani – Ma un training cognitivo clinicamente validato non
solo migliora le prestazioni cognitive in compiti specifici, ma
determina un aumento della plasticità cerebrale, che è il principale
presupposto di una più ampia possibilità di riabilitazione delle
funzioni intellettive”.
Sono stati quindi messi a punto dei training
cognitivi computerizzati indispensabili nelle svariate situazioni in
cui si presentano alterazioni intellettive, come il morbo di
Alzheimer e le demenze senili di diversa natura. “Il termine demenza fa riferimento ad un insieme di sintomi
che si manifestano con un declino progressivo delle funzioni
cognitive a diversi livelli - spiega la Dott.ssa Cinzia Negri
Chinaglia - Vengono così coinvolte diverse abilità che fanno
riferimento allo svolgimento delle attività quotidiane: la memoria,
l’apprendimento, la facoltà di leggere e scrivere, la comprensione
del linguaggio, la capacità di riconoscere gli stimoli provenienti
dall’esterno”. “Le conoscenze sui meccanismi che
causano la degenerazione e la morte dei neuroni in particolare nel
morbo di Alzheimer - prosegue la Dott.ssa Negri Chinaglia -
sono tutt’ora lacunose.Si ritiene che vi siano, comunque,
diversi fattori che possano provocare la malattia, agendo su un
substrato genetico e determinando, così, differente suscettibilità e
risposta. E’ però certo che attività fisica, il controllo del peso,
l’attività mentale, la vita socialmente attiva, la dieta
mediterranea ricca di elementi antiossidanti e acidi grassi insaturi
hanno invece un effetto protettivo”. Attualmente si stima
che le persone affette da demenza in Europa siano quasi 10 milioni e
circa 36 milioni nel mondo. Nel 2030, però, si presume arriveremo
rispettivamente a 15 e 65 milioni. Dall’età di 65 anni la
prevalenza - percentuale di persone affette sulla popolazione
generale - della demenza raddoppia ogni quinquennio fino a 90 anni:
sale infatti al 12%, nella fascia tra 80 e 84 anni e al 24% tra gli
85 e 89 anni. Oltre i 90 anni interessa il 35-45% della popolazione.
La Malattia di Alzheimer è responsabile di circa il 50-60% di tutte
le demenze ed è fortemente correlata con l’età. In questo scenario
Brainer, start up nata presso l’Incubatore di Imprese Innovative del
Politecnico di Torino, si è proposta sul mercato come prima società
italiana in grado di sviluppare programmi di training mentale e di
stimolazione cognitiva complessa clinicamente validati, per il
rallentamento del decadimento cognitivo e per il trattamento dei
disturbi dell’apprendimento. Grazie all’aiuto di specialisti in
neuropsicologia e logopedia e alla costante ricerca delle più
innovative tecnologie informatiche, Brainer è riuscita a realizzare
una gamma di strumenti multimediali interattivi che allenano la
mente e ne riabilitano specifiche funzionalità. Sono disponibili
diversi livelli di difficoltà per permettere una scelta adeguata in
relazione alle problematiche individuali. Gli esercizi di Brainer
prevedono l’utilizzo del touch-screen, sistema che agevola
l’utilizzo del mezzo informatico da parte di pazienti con deficit di
varia natura e in contesti come quello domiciliare e ospedaliero. Il
documento di consensus presentato oggi vuole dunque affermare dunque
come il training cognitivo sia un efficace strumento di promozione
della plasticità cerebrale nella persona adulta e anziana e che
rappresenti, quindi, un valido strumento di prevenzione e
trattamento del deterioramento cognitivo in fase iniziale.
Alzhemeir Multimedica Onlus di Castellanza
L’Associazione
nasce nel 2010 all’interno dell’Ospedale Multimedica di Castellanza,
con lo scopo di migliorare l’assistenza al malato di Alzheimer o di
altre demenze mediante il supporto dei suoi famigliari, sotto il
profilo informativo, assistenziale e psicologico.L’Associazione
propone diverse attività informative e culturali indirizzate ai
famigliari del malato, fra cui:
·
incontri informativi: incontri mensili
su vari aspetti della malattia (clinici, genetici, epidemiologici,
terapeutici e socio-assistenziali). Gli incontri sono tenuti da
Neurologi e Psicologi dell U.O. di Neurologia con contributi anche
di altre figure professionali relativamente all’argomento trattato;
·gruppi
di Auto Mutuo Aiuto:
ciclo di 10 incontri per gruppi di famigliari con particolari disagi
emotivo-psicologici. I gruppi sono condotti da uno Psicologo, con
la presenza di un Neurologo e di un altro Psicologo osservatore;
·gruppo
aperto”:
incontri mensili serali condotti dai famigliari per libero scambio e
condivisione di informazioni ed esperienze.
Nel 2011 sono stati avviati con successo due nuovi laboratori per i
pazienti sull’Arteterapia e Psicomotricità.
L’Associazione Alzheimer Multimedica Onlus promiuove inoltre
l’organizzazione di mostre, concerti ed altre attività culturali con
il contributo volontario di famigliari, professionisti ed artisti,
al fine di raccogliere fondi e sensibilizzare la comunità.
Alzheimer Multimedica Onlus di Castellanza Per maggiori
informazioni:
alzheimer.onlus@multimedica.it - Servizio di Psicologia:
0331/393457
PROGETTO
SPAZIO VITA
Il Progetto Spazio Vita nasce dall’esigenza di creare
un centro polifunzionale collegato all’Unità Spinale di Niguarda,
presso l’A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano. 500 metri
quadri in cui troveranno spazio tutte le attività socio integrative
del percorso di riabilitazione per i pazienti dell’Unità Spinale,
persone che riportano lesioni al midollo spinale (esito di
incidenti, traumi della strada, sul lavoro e sportivi) e bambini e
ragazzi affetti da Spina Bifida. Laboratori di arte e musicoterapia,
Pet Therapy con cani opportunamente addestrati, spazio gioco
e aula studio per i ragazzi, sale per convegni e incontri, oltre a
uno studio per valutazioni funzionali delle attività di
sport-terapia. Tutte iniziative che necessitano di uno spazio
adeguato e attrezzato, che permetta di aprire la struttura al
territorio, dando l’opportunità a tante persone con disabilità di
continuare a frequentare corsi e momenti di aggregazione, altrimenti
preclusi per l’attuale mancanza di spazio. UNITA’ SPINALE UNIPOLARE DI NIGUARDA
L’Unità Spinale Unipolare di Niguarda è operativa dal 2002 e
rappresenta una delle prime esperienze in Italia di approccio
globale al problema delle lesioni midollari attraverso la cura, la
riabilitazione e il reinserimento sociale, familiare e lavorativo
delle persone mielolese. Nata da un progetto condiviso dagli
operatori sanitari, medici, infermieri, riabilitatori, con
ingegneri, architetti e con gli stessi pazienti, l'Unità Spinale
Unipolare (USU) di Niguarda si configura come una struttura
organizzativa professionale multidisciplinare finalizzata ad
affrontare e soddisfare i bisogni terapeutico-riabilitativi,
psicologici e sociali delle persone con lesione midollare o affette
da Spina Bifida. AUS ASSOCIAZIONE UNITA’ SPINALE NIGUARDA ONLUS AUS Niguarda onlus è una organizzazione di volontariato
costituita nel 1998, affianca l'attività dell'Unità Spinale,
sviluppando iniziative e servizi, che integrano il percorso
riabilitativo dei pazienti con para tetraplegia e ne favoriscono la
loro piena inclusione sociale. Orienta le persone afferenti
all'Unità Spinale verso la conoscenza dei loro diritti, fornisce
consulenze su problematiche giuridico/legali, barriere
architettoniche/accessibilità, avviamento allo sport e tempo libero.
Organizza attività integrative quali la Pet Therapy, l'arteterapia,
la musicoterapica, fornendo un supporto complessivo, che aiuta
la persona a ridefinire il proprio progetto di vita.AUS si fa anche
carico di reperire fondi per sopperire a esigenze specifiche
dell’Unità Spinale, in termini di strumentazioni mediche, ausili
riabilitativi ecc. www.ausniguarda.it
ASBIN, Associazione Spina Bifida e Idrocefalo Niguarda - ASBIN si prende cura dal 1989 dei bambini affetti da Spina Bifida
seguiti presso il Centro Spina Bifida dell’Unità Spinale di Niguarda. L’obiettivo dell’Associazione è
quello di supportare l'attività del Centro Spina Bifida, che
garantisce un'assistenza medico riabilitativa qualificata e assicura
un sostegno psicologico sia alla persona affetta da
Spina Bifida sia alla famiglia. ASBIN promuove attività a
carattere scientifico, clinico e socio-assistenziale e reperisce
fondi per esigenze specifiche del Centro. www.asbin.it
<<L’aumento del 39% degli episodi di pirateria nel
nostro Paese nei soli primi 6 mesi di quest’anno sono una campanello
di allarme che non può non essere ascoltato. Oltre alle punizioni
serve una chiave di svolta culturale che arrivi da una maggiore
formazione e sensibilizzazione del guidatore>>. Ad affermalo è
Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, campagna nazionale per
la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera in merito
ai dati diffusi oggi sugli episodi di pirateria in Italia.
<<Non possiamo – continua – pensare di risolvere il problema solo
con le sanzioni. Stiamo parlando di una cultura che deve essere
cambiata e per farlo dobbiamo investire in un insegnamento della
sicurezza stradale e dei buoni comportamenti da tenere sulla
strada>>.
<<Occorre ricordare anche come l'omissione di soccorso è un reato e
che fermarsi a prestare aiuto potrebbe salvare una vita. Serve –
conclude Lentino – unire le forze per avviare una campagna
informativa capillare su tutto il territorio. Solo in questo modo si
possono raggiungere obiettivi duraturi nel tempo>>. ---
Ufficio Stampa BastaUnAttimo campagna nazionale sulla
sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promosso
da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani mobile +39
393.1988011
e-mail
ufficio.stampa@bastaunattimo.it
DIGERISCI LO
STRESS! REFLUSSO GASTROESAFAGEO
Su
100.000 pazienti con sintomi gastrici 60.000 soffrono,
sporadicamente o con frequenza maggiore, di REFLUSSO GASTROESAFAGEO
Lo ha
detto il CENSIS qualche mese fa: l'Italia e la piu colpita dallo
stress lavorativo; si assesta, infatti, al secondo posto nella
graduatoria europea, con un valore del 41% tra chi lavora. Ma quale
parte del corpo viene spesso colpita dallo stress? Lo stress e una
causa psicofisica, seppur indiretta, che aggrava i sintomi gastrici.
Tantissime persone soffrono di REFLUSSO GASTROESOFAGEO,
caratterizzato dal fastidioso sintomo di risalita dell'acido dallo
stomaco verso l'esofago. Molte di queste pero non lo sanno, perche
i sintomi passano in breve tempo o perche sottovalutano il problema.
La soluzione? Cambiamenti nello stile di vita e terapie standard con
Omeprazolo I tempi, soprattutto nelle grandi città, sono sempre piu
stretti e spesso la pausa pranzo e sacrificata per un pranzo veloce,
che provoca cattive abitudini alimentari e conseguenze
sull¡¦apparato digerente. Bruciore di stomaco, sensazione di acido
che torna sul, dolore al petto e colpi di tosse inattesi subito
dopo aver mangiato. Nella maggior parte dei casi sono sintomi
occasionali, magari legati a un periodo di stress eccessivo. Oppure
a un pasto troppo pesante o consumato troppo in fretta. Ma per molti
italiani questi disturbi sono all'ordine del giorno, anche se
tendono ad archiviarli come generici problemi di digestione. Sono
infatti tantissime le persone che soffrono di reflusso
gastroesofageo, un disturbo che consiste nella risalita di acido
dallo stomaco verso l'esofago. Ma non lo sanno. Vuoi perche
sottovalutano il problema, vuoi perche a volte se ne va da solo dopo
qualche ora. Stili di vita da controllare I disturbi digestivi non
andrebbero mai presi sotto gamba. Anche se occasionali sono in ogni
caso il campanello d'allarme di qualcosa che non funziona come
dovrebbe. Sono soprattutto i comportamenti generali e le abitudini
alimentari i fattori che incidono di piu. Lo stesso reflusso
gastroesofageo puo essere tenuto a bada con gli stili di vita
adeguati. Come? Anzitutto bisogna evitare i pasti troppo abbondanti,
le spezie piccanti e le pietanze troppo ricche di grassi.
Fondamentale poi tenere alla larga dalla tavola lo stress e la
fretta, acerrimi nemici della digestione. Da non versare nei
bicchieri le bevande gassate e quelle eccitanti. Per gli stili di
vita, gli esperti consigliano a chi soffre di reflusso di smettere
di fumare, di fare un po¡¦ di attività fisica regolare, di perdere i
chili di troppo e di indossare, soprattutto in vista di un pranzo,
vestiti comodi ed evitare le cinture che strizzano¨ il punto
vita. I farmaci anti-reflusso. Se le abitudini alimentari e gli
stili di vita adeguati non bastano bisogna ricorrere ai farmaci. Ne
esistono diverse, di molecole in grado di evitare che l'acido torni
su. Con rifermento all'approccio terapeutico, il reflusso
gastroesofageo appare il sintomo piu comunemente trattato con
farmaci, in particolare gli inibitori di pompa protonica. Quelli più
usati sono i cosiddetti inibitori di pompa protonica, in sigla IPP,
come per esempio l'omeprazolo. Sono considerati dalle linee guida
internazionali la terapia standard per i sintomi del reflusso:
agiscono inibendo un enzima presente nelle cellule della parete
dello stomaco mettendo un ¡§tappo¡¨ alla produzione eccessiva di
acido gastrico. Danno un sollievo duraturo, fino a 24 ore,
garantendo una elevata qualita della vita. Sono sicuri ed efficaci,
al punto che l'omeprazolo puo essere usato, previo parere del
medico, in gravidanza e durante l¡¦allattamento. In farmacia, da
pochissimo, si posso trovare anche compresse di omeprazolo
gastroresistenti: contengono microgranuli che attraversano
rapidamente lo stomaco senza subire degradazioni, raggiungono
l'ntestino e rilasciano il principio attivo per essere assorbito.
Sono farmaci che si possono acquistare senza ricetta medica,
pertanto e più che opportuno chiedere il parere del farmacista e
valutare con lui l¡¦opzione terapeutica migliore per curare il
disturbo. Nel caso sia necessario, sarà lo stesso farmacista a
suggerire un consulto medico.
CAUSE PRINCIPALI di REFLUSSO GASTROESOFAGEO
„h Alterata resistenza della mucosa esofagea
„h Fattori esterni:
o Alimenti (grassi, cioccolata, menta, etanolo)
o Fumo
o Farmaci
„h Diminuita clearance esofagea:
o Peristalsi
o Posizione
o Saliva
„h Deficit barriera antireflusso:
o LES (tono, lunghezza, RTLS)
o Ernia iatale
„h Fattori gastrici
o Acido
o Acidi biliari
o Svuotamento e distensione
La ricerca DoxaPharma
DoxaPharma ha condotto un¡¦indagine presso un campione
rappresentativo della popolazione italiana (1.000 persone) di eta
compresa tra 25 e 69 anni che riferiva sintomi gastrici per capirne
la natura e le caratteristiche.
Ecco i risultati:
38 % hanno dichiarato come sintomo prevalente il bruciore
11% il reflusso gastroesofageo
14% una sensazione di pesantezza gastrica
37% gonfiore gastrico
I sintomi sono sati cosi identificati: bruciore gastrico definito
dalla presenza di sensazione di bruciore, acidita e dolore allo
stomaco; reflusso gastroesofageo caratterizzato dalla sensazione di
riflusso acido e di bruciore al petto; pesantezza gastrica e
gonfiore caratterizzato da sensazione di gonfiore/aria nello
stomaco. Tra i soggetti che sono interessati alle patologia
elencate, il 40% non consulta il medico poiche piu spesso preferisce
ricorrere all'automedicazione o addirittura tende a ignorare il
problema.
Fido fa
bene alla salute
La prova scientifica arriva da uno studio pubblicato sul 'Journal of
Physical Activity and Health' a firma di esperti della Michigan
State University, che hanno dimostrato come i proprietari di
un quattro zampe abbiano il 34% di chance in più di praticare la
giusta quantità movimento fisico quotidiano rispetto a chi
non ce l'ha. Uscitina igienica o corsa al parco, un quadrupede
'obbliga' il proprio padrone ad alzarsi dal divano e a fare almeno
un poco di attività fisica ogni giorno.
Totalizzando in media un'ora in più di movimento a settimana,
hanno calcolato gli studiosi utilizzando i dati del Michigan
Department of Community Health. A emergere è stato anche il
fatto che chi ha un cane adotta in generale uno stile di vita più
salutare, fatto di poca sedentarietà e di scelte sane anche a
tavola. "Non esiste una bacchetta magica per far muovere la gente -
dicono gli esperti - ma avere un cane ha un
effetto misurabile sullo stile di vita delle persone".
Gli italiani
stanno bene, ma continuano a mettere a rischio la propria salute con
le cattive abitudini: sono pigri, mangiano male e spesso eccedono
con l'alcol, soprattutto i più giovani. E il peggio è che
considerano questi 'vizi' sempre più normali e non si applicano per
cambiarli.
COME
COMBATTERE L’INVECCHIAMENTO A TAVOLA
L’invecchiamento precoce della pelle è uno dei segnali più
conosciuti e visibili dello stress ossidativo causato dai radicali
liberi, molecole prodotte naturalmente dal corpo umano, che sono a
loro volta causa di molte patologie. L’organismo di una persona sana
è attrezzato per fare fronte allo stress ossidativo difendendosi con
un proprio sistema chiamato sistema antiossidante, composto, tra le
altre, da sostanze quali la vitamina E, la vitamina C, i carotenoidi,
i polifenoli, le antocianine, ed altre ancora, che normalmente
vengono introdotte con l’alimentazione, e ci permettono,se
assunte in sufficiente quantità, di neutralizzare l’ eccesso di
radicali liberi che aggrediscono le cellule, provocando danni più o
meno gravi. “Avere un’alimentazione equilibrata e ricca di antiossidanti -aiuta a combattere l’invecchiamento precoce delle
cellule, non solo quelle cutanee, che possono creare dei problemi
estetici, ma anche quelle nervose, responsabili di vere e proprie
patologie, anche importanti, come le malattie neurodegenerative”.
.Il
consiglio è dunque quello di rivedere le proprie abitudini
alimentari, non solo introducendo alimenti che esercitano
un'azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, come frutta
e verdura, ma anche andando a modificare comportamenti scorretti che
possono aumentarne l'attività, come il seguire una dieta troppo
ricca di
grassi
animali o di ferro. Gli alimenti più “dannosi” in assoluto sono
quelli ricchi di lipidi ed in particolare di
acidi grassi
polinsaturi (pesci “grassi”,
oli vegetali,
frutta secca),
anche se, fortunatamente, la natura ha saputo associare a tali
nutrienti
elevate quantità di
vitamina E,
in modo da neutralizzare, almeno in parte, la formazione di
radicali liberi. I CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER UNA DIETA ANTI INVECCHIAMENTO
Cosa mangiare nello specifico:
-Cereali integrali
(pasta, pane, fette biscottate etc.).
In particolare, il grano
integrale è ricco in vitamina E, vitamine del complesso B,
carotenoidi, zinco, rame, selenio ed altri oligominerali.-Legumi, almeno due tre volte la settimana, e
preferibilmente con la buccia, perché essa é ricchissima di fitati e
polifenoli antiossidanti.
-Verdura, almeno 2 porzioni al giorno. In
particolare, gli ortaggi che contengono più antiossidanti sono
quelli di colore verde scuro (crescione, rucola, spinaci, broccoli,
foglie di rapa, foglie di ravanello,cavolo verza, cavolo nero,
agretti, bietole ecc), quelli “piccanti”, come l’aglio, il porro, lo
scalogno e la cipolla (che però perdono le loro proprietà con la
cottura) e quelle colorate, come i peperoni rossi e gialli, il
cavolo rosso, le carote arancione scuro, la zucca gialla, il
pomodoro rosso (ottima fonte di licopene) e la barbabietola
rossa. Ottima anche la
salsa di pomodoro cruda, in bottiglie al naturale.
-Frutta, almeno due porzioni al giorno.
Occorre sceglierla matura, meglio se
acidula o colorata (giallo-rosso-bluastro-nero):
arance, albicocche, pompelmo, mandarini, more, mirtilli, uva nera,
prugne nere, fragole, ciliegie, pesche a polpa gialla, ananas, kiwi,
cachi ecc. La buccia, in particolare quella degli agrumi, contiene
la maggior parte degli antiossidanti pertanto, quando edibile, non
andrebbe tolta, naturalmente a patto che si conosca l’origine del
prodotto e lo si lavi accuratamente.
-
Oli vegetali, a crudo (soprattutto extra vergine d'oliva e
soia spremuti a freddo), da preferire ai grassi animali. L’olio
d’oliva è molto sensibile alla luce, pertanto perde più
antiossidanti (steroli e polifenoli) in bottiglie di vetro chiaro,
meglio quindi conservarlo in bottiglie di vetro scuro. - Pesce, piuttosto che
carne,
senza trascurare l’apporto di zinco dato dai formaggi stagionati
Accorgimenti per preservare gli
antiossidanti presenti negli alimenti:
-Cuocere poco, e il più brevemente possibile. Consumare
ad ogni pasto molti alimenti crudi o appena scottati. Diminuire
il tempo di cottura immergendo le verdure in pochissima acqua
(effetto vapore).
- Non lasciare mai il
cibo all’aria e alla luce, a temperatura ambiente, ricordandosi
di riporlo in frigorifero.
- Le verdure
vanno prima lavate, poi tagliate o affettate.
- Evitare
fritture, specie di carne e pesce. - Non
bruciare o brunire i cibi arrosto.
- Legumi e cereali
integrali in chicchi perdono meno ossidanti se cotti in pentola
a pressione. Utilizzare, magari con adattamenti e semplificazioni,
le ricette della tradizione contadina.
IL DECALOGO PER UN’ALIMENTAZIONE
RESPONSABILE A NATALE
consigli degli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano
per limitare l’apporto di colesterolo e di grassi saturi durante le
feste natalizie
(Roma, 1 dicembre 2010)
- - È impensabile rinunciare ai tradizionali cenoni delle feste
natalizie, ma è possibile “limitare i danni” provocati dalla
sovralimentazione riducendo l’uso di grassi in cucina e seguendo il
Decalogo, semplice ma efficace, proposto dagli esperti
dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, che svolge un’indagine
permanente sugli errori nutrizionali e gli stili di vita cui
partecipano 2300 tra dietisti, medici di base, medici specialisti e
pediatri, guidati da un autorevole Comitato Scientifico (vedi scheda
informativa). I dati dell’Osservatorio riferiscono che, in generale,
la dieta degli italiani è sempre meno “mediterranea” e che si assume
in media il 30% di grassi saturi in più di quanto dovuto. Per questa
ragione, viene sottolineata la necessità di una maggiore prudenza n
ell’alimentazione delle feste nel periodo natalizio. In quei giorni,
infatti, si tende troppo spesso a mettere da parte l’attività
fisica, che aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo”, e
ad essere piuttosto indulgenti per quanto riguarda il cibo, non
considerando come queste consuetudini influiscano in maniera
significativamente negativa sui valori di colesterolo e grassi
saturi nel sangue. La moderazione è pertanto suggerita a tutti e in
particolare agli uomini che, secondo i dati dell’Osservatorio,
assumono più colesterolo e più grassi saturi delle donne. Essi
introducono, infatti, 350 milligrammi di colesterolo in media al
giorno, quando normalmente si consiglia di non superare i 250
mg, diversamente dai 250 mg assunti dalle donne. Gli uomini
inoltre introducono con l’alimentazione ogni giorno 35 grammi di
grassi saturi, rispetto ai 27 delle donne. L’Osservatorio
Nutrizionale rileva altresì che gli uomini hanno delle abitudini
differenti dalle donne, soprattutto nel consumo dei salumi, la cui
frequenza di assunzione negli uomini è di circa 5 volte alla
settimana, davvero elevata rispetto alle indicazioni per una sana e
corretta alimentazione, che suggeriscono un consumo massimo di 3
volte a settimana. “Una parte di colesterolo la produce il nostro
corpo, dipende da fattori genetici, dall’età, d al sesso, fattori
che non sono modificabili, mentre altre cause dipendono dalle nostre
abitudini alimentari e dallo stile di vita. - spiega la Dott.ssa Michela
Barichella presidente ADI Lombardia (Associazione
italiana di Dietetica) - Per abbassare il colesterolo “cattivo”
nel sangue le indicazioni sono semplici: una dieta ricca di cibi
contenenti amido e fibre, ovvero pane, cereali e vegetali, salutari
e meno calorici sostituti dei cibi ricchi di grassi saturi, e
attività fisica. Naturalmente chi ha il
colesterolo alto dovrà essere più prudente degli altri perché, come
è noto, l’ipercolesterolemia rappresenta un fattore di
rischio per le malattie cardiovascolari. Non servono grandi rinunce,
ma seguire alcuni accorgimenti che abbiamo elencato nel Decalogo”.
IL DECALOGO PER UNA ALIMENTAZIONE RESPONSABILE
DURANTE LE FESTE NATALIZIE
1.
Non far mai mancare sulla tavola natalizia abbondanti
caraffe di acqua, naturale o frizzante; limitare il consumo di
bibite e bevande alcoliche. 2.Se si deve preparare un soffritto, anziché usare burro od
olio, è consigliabile far rosolare aglio e cipolla con vino bianco
(l’alcool evapora con la cottura) o brodo sgrassato. 3.Preferire le cotture al vapore, alla piastra, alla griglia o
al forno, evitando le fritture, consiglio valido per la preparazione
di carne, pesce e verdure. 4.Condire utilizzando olio di oliva extravergine a crudo,
dosandolo sempre con il cucchiaio anziché versandolo direttamente
dalla bottiglia. Per limitare la quantità di olio necessaria, si
possono utilizzare liberamente l’aceto (anche balsamico) o il
limone. 5.Prediligere il pesce piuttosto
che la carne, e scegliere ricette che prevedano l’utilizzo di
verdure, alimenti integrali e legumi nella loro preparazione 6.
Non eccedere con i salumi, gli antipasti elaborati e
i formaggi grassi, soprattutto nella preparazione dei piatti. 7.Limitare l’uso del sale per insaporire i piatti, cercando
invece di esaltare il gusto naturale degli alimenti con spezie ed
erbe aromatiche. 8.Al posto del dolce, si possono proporre colorate macedonie di
frutta o sorbetti alla frutta a base d’acqua (senza panna né latte). 9.Non dimenticare di fare attività fisica, so prattutto
aerobica, ricordando di spostarsi preferibilmente a piedi
(utilizzando calzature antiscivolo se il terreno è ghiacciato!) e
preferendo le scale al posto dell’ascensore. 10.È normale che durante le feste si provi il desiderio di
mangiare cibi “proibiti”! Ecco una regola d’oro: meglio concedersi
gli alimenti ipercalorici graditi solo durante la giornata di Natale
e durante il pranzo o il cenone di Capodanno; durante tutte le altre
giornate del periodo delle festività, è invece bene seguire
un’alimentazione corretta, senza eccessi.
L'OBESITA'
'RESTRINGE' IL CERVELLO E FAVORISCE L'ALZHEIMER
I chili di troppo
pesano anche sul cervello:
lo 'restringono' e lo
invecchiano prima del tempo, aumentando il rischio
di ammalarsi di Alzheimer. Parola di un gruppo di scienziati
americani, autori di uno studio pubblicato sulla rivista 'Human
Brain Mapping'. La ricerca è rimbalzata anche sulle pagine del
quotidiano britannico 'Daily
Mail', sul cui sito piovono i commenti polemici di
diversi lettori. Gli studiosi hanno 'fotografato' l'attività
cerebrale di 94 persone settantenni obese, sovrappeso o senza
problemi con la bilancia. Hanno quindi osservato che, rispetto al
cervello dei normopeso, quello degli obesi presentava una
quantità di tessuto
inferiore in media dell'8%. Non solo:
risultava anche 16 anni più 'vecchio'. Più lievi ma sempre evidenti,
assicurano gli scienziati, gli effetti del semplice sovrappeso:
cervello più piccolo del 4% in media, e più vecchio di 8 anni. In
particolare, il team Usa ha evidenziato che gli obesi mostravano una
perdita di tessuto cerebrale a livello dei lobi temporale
e frontale: aree chiave per la memoria. Dalle analisi risulta "una
grossa perdita di tessuto - avverte il neurologo Paul Thompson,
dell'università della California di Los Angeles - che 'erode' le
riserve cognitive" degli 'extralarge' esponendoli a "un maggior
rischio di Alzheimer e altre malattie cerebrali". Concorda anche
Cyrus A. Raji dell'università di Pittsburgh, un altro degli autori:
"L'obesità fa male al cervello perché restringe zone
bersaglio dell'Alzheimer".
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo vivono
oggi 300 milioni di obesi
e un altro miliardo di persone in sovrappeso. Finora la scienza li
metteva in guardia 'solo' da malattie come problemi al cuore,
diabete, ipertensione o tumori. Ma il link fra peso e cervello suona nuovo e poco gradito
a chi lotta con una silhouette 'XL'. "Se le vostre osservazioni
sulla taglia del cervello fossero state basate sulla razza, vi
avrebbero accusato di razzismo", scrive un lettore sul portale del
'Daily Mail'.
E un altro, dichiarandosi "sovrappeso da una vita" eppure membro
dell'associazione di 'cervelloni' Mensa, rivendica la bontà dei
propri neuroni: "Il mio QI di 160 è abbastanza alto da permettermi
di riconoscere della spazzatura quando la ascolto".
PARTE UN
NUMERO VERDE GRATUITO SULLE MALATTIE DEL SANGUE
A partire dal 3 febbraio sarà attiva in tutta Italia una
linea telefonica dedicata alle malattie del sangue: il Numero
Verde800.550.952 èpromosso dallaSIE, la
Società Italiana di Ematologia. Il Numero Verde, realizzato
con il supporto di Novartis, è un servizio di consulenza gratuito
interamente dedicato alle leucemie e alle altre malattie
ematologiche. Con una semplice telefonata da telefono fisso o
cellulare, chi ha bisogno di informazioni e assistenza in campo
ematologico potrà ottenere spiegazioni su sintomi, esami e terapie e
sapere a chi rivolgersi, se non è già seguito presso una struttura
ematologica. Specialisti ematologi risponderanno alle chiamate e
forniranno informazioni generali sulle malattie ematologiche, un
primo orientamento sulle strutture e sugli esami di laboratorio, e
un supporto psicologico.
Il Numero Verde della SIE sarà attivo il martedì ed il giovedì dalle
ore 15.00 alle 18.00 Stefania Bortolotti
I farmaci di automedicazione: buoni compagni di viaggio L’ABC di cosa mettere in valigia per evitare spiacevoli
inconvenienti di viaggio
Milano – 31 luglio 2008. I cambi di ambiente,
alimentazione, fuso orario, possono rendere l’organismo più indifeso
quando si va in vacanza e per questo può capitare di avvertire
qualche disturbo o di ammalarsi quando invece si dovrebbe godere di
un periodo di meritato e assoluto riposo.
Il primo suggerimento è quello di avere sempre in valigia un kit che
contenga sia le medicine alle quali ricorriamo abitualmente per
disturbi di salute comuni, sia le medicine utilizzate per i nostri
problemi ricorrenti. In questi casi è più che sufficiente ricorrere
all’automedicazione, vale a dire a quei farmaci (definiti appunto
“da banco”) che possiamo comprare senza obbligo di prescrizione
medica e che sono contraddistinti da un bollino rosso facilmente
riconoscibile.
L’ABC dell’automedicazione per le vacanze è composta da: A - Antistaminici per combattere le punture d’insetto e i
sintomi delle reazioni allergiche ; antinfiammatori non
steroidei (ibuprofene, naproxene, ketoprofene) come antidolorifici
in caso di cefalea, dolori mestruali e per dolori articolari e
distorsioni; antipiretici contro la febbre come il paracetamolo
utile anche come antinfiammatorio in soggetti che non tollerano i
FANS. B - bicarbonato di sodio, carbonato di calcio e composti di
alluminio e magnesio, citrati di sodio e acido citrico per
combattere l’acidità gastrica. Anestetici locali a base di
benzocaina, amilocaina, lidocaina, o procaina sono invece
indispensabili per lenire fastidiosi mal di denti C - Coramina, clorexidina ma anche iodio e iodopovidone per
disinfettare le ferite. cetilpiridinio, cloruro, cicliomenolo e
clorexidina sono consigliati come antisettici in caso di
infiammazioni del cavo orale molto frequenti in estate a causa
dell’uso eccessivo di condizionatori. L’automedicazione come prima
soluzione, qualora si presentino sintomi lievi e transitori, deve
essere “esercitata” in maniera responsabile, tenendo presente alcune
semplici regole. ØE’ possibile trattare autonomamente solo i lievi
disturbi, quelli che si conoscono per comune esperienza; ØUsare solo i farmaci che non richiedono la ricetta
medica, quelli che sono identificabili con facilità grazie allo
specifico “bollino”; ØLeggere attentamente il foglio illustrativo, tutte
le informazioni in esso riportate sono importanti, e vanno seguite
scrupolosamente. Controllare sempre la data di scadenza del farmaco
e mantenere integra la confezione; Ø Prestare attenzione a situazioni particolari (per
esempio: gravidanza, allattamento, bambini, persone anziane), per le
quali è sempre meglio rivolgersi a un medico; Ø Non protrarre il trattamento oltre quanto stabilito
nel foglio illustrativo e rivolgersi al medico se il disturbo
persiste o si aggrava; Ø Prestare attenzione, e rivolgersi al medico o al farmacista,
qualora si stiano usando anche altri farmaci; Ø In caso di dubbi, non aver timore di consultare il
farmacista o il medico.
Facendo tesoro di queste poche regole, la vacanza potrà essere
affrontata con maggiore serenità.
DIECI ANNI DI MENO
L’attività fisica fa ringiovanire di dieci anni. Lo
sostengono i ricercatori del King’s College di Londra, autori di uno
studio pubblicato su Archives of International Medicine, che
annuncia le quattro regole auree per restar giovani: bere pochi
alcolici, non fumare, consumare frutta e verdura e fare molto sport.
Proprio il consumo di frutta è indicato tra i maggiori rimedi
antiaging, come suggerito anche da Maramangio, che nell’edizione
speciale dedicata alla Val d’Aosta mette in rilievo i vantaggi di
una dieta equilibrata, dove le mele hanno un ruolo fondamentale. (Il
Corriere della Sera)