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http://www.teknemedia.net/ -
www.culturaitalia.it -
www.mazzotta.it
- www.grandimostre.com/
www.mda.lugano.ch
-
EXIBART.com -
Provincia di Milano/Cultura
-
www.triennale.org
-
gallerieditalia
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Scepi
over
Scepi
In un volume, 50 anni tra arte e comunicazione.
La presentazione e una mostra alla Libreria Bocca di Milano in
galleria,
mercoledì
1
febbraio alle
ore 18:00 , lo
storico dell'arte Maurizio Scudiero presenterà il
volume:
Da
Depero al 2012,
così si potrebbe riassumere il percorso di Franco Scepi:
l’artista che con UBU ROI reinventò il Carnevale
Meneghino; che con la Campari portò a Milano Brooke Shields
e Kelly LeBrock; che con e oltre Andy Wahrol inventò
l’Over Ad Art; che offrì a Wajda il manifesto
de L’uomo di marmo; che ideò con Gorbaciov i
Premi Nobel per la Pace; che dipingeva, creava, dirigeva
film, realizzava campagne pubblicitarie…Ora in un volume, 50 anni
della sua vita d’artista. Sarà nella storica Libreria Bocca
in Galleria Vittorio Emanuele che, in anteprima nazionale,
mercoledì 1° febbraio 2012 alle ore 18.00, lo
storico dell’arte Maurizio Scudiero presenterà il
volume Scepi over Scepi, pubblicato da Bocca Editore,
rivelando la Storica Collezione dell’Artista e Regista che dagli
anni 60’ capovolse il senso della Pop Art di Andy Warhol. Un
artista eclettico e geniale, considerato in Casa Campari il
successore di Depero e che fu definito da Pierre Restany “Artista
Clandestino del secondo dopoguerra”. Il volume dedicato alle
opere del maestro Franco Scepi è pubblicato da Bocca Editore
raccoglie in modo compiuto e sistematico la vasta produzione
dell’artista e si avvale degli interventi di Maurizio Scudiero,
Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Giorgio Lodetti, Ros Lambert,
Lino Baldini, Gabriella Belli, Alberto Abruzzese, Arturo Carlo
Quintavalle, Morando Morandini, Marc Le Cannu, Enrichetta Buchli,
Francesco Libè ed altri illustri testimoni del nostro tempo. Un
percorso che partendo dal 1957 giunge sino ai nostri giorni
attraversando le declinazioni dell’arte contemporanea lasciando un
segno molto personale e tracciando un percorso che ha contaminato i
generi creando l’Over ad Art, firmando film
trasgressivi, auto elettriche, inventando manifestazioni ed
realizzando l’opera d’arte simbolo, sottoscritta dai premi Nobel per
la Pace di tutto il mondo. Naturalmente, a corollario di quanto il
volume non è in grado di mostrare, in Galleria, in concomitanza alla
presentazione, sarà esposta una sintetica selezione delle opere più
significative di Franco Scepi, mostrate qui per la prima volta al
pubblico.
Ulteriori informazioni, materiali e immagini al link:
http://www.studiovezzoli.com/appuntamenti_news_dettaglio.php?id=2330
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PELLE DI DONNA
Identità e bellezza tra arte e scienza Triennale
di Milano – Viale Alemagna 6
Fino al 19 Febbraio 2012
 Uno
mostra frivola? Niente affatto. La prefazione al catalogo che
l’accompagna è addirittura del grande critico, artista, professore
di estetica Gillo Dorfles che scrive: “Questa mostra realizzata con
Boot Laboratories e dedicata al rapporto tra la pelle dell’uomo – e
soprattutto della donna – e l’opera d’arte mi sembra di grande
interesse perche mette in luce quanto possa valere lo stimolo
creativo di questa fondamentale struttura del corpo umano nella
realizzazione di un opera artistica, soprattutto di quella
pittorica”. La pelle è il nostro primo contatto con il mondo esterno
e dice tutto di noi, della nostra razza e della nostra età. La
mostra attuale nasce da un progetto della Fondazione Antonio
Mazzotta (da anni impegnata nel mondo dell’arte) e da Boot
Laboratories, marchio simbolo della salute e del benessere in Gran
Bretagna distribuito in Italia da P&G che ha importato il famoso
anti-age serum. Curata da Pietro Bellasi e Martina Mazzotta,
l’esposizione si svolge in sei sezioni ricche di opere d’arte
moderna e contemporanea, oggetti d’epoca, installazioni; tra gli
artisti in mostra spiccano Balla,Adriana Bisi Fabbri, Vanessa
Beecroft, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Bruno
Munari, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Mimmo Rotella, Alberto
Savinio, Andreas Serrano,Toulouse-Lautrec, Andy Warhol.
1) La scoperta della pelle: siamo introdotti da ingrandimenti
fotografici della pelle e foto del cosmo in parallelo, a seguire
modelli anatomici del ‘700 dall’Università di Bologna.
2) Il paradiso dell’igiene, l’inferno della pudicizia: opere dai
musei d’impresa.
3) Il volto della bellezza-il ruolo della pelle.
4) Installazione-Metamorfosi di pelle di donna.
5) Pelle e identità
6) Uno sguardo tattile: Skin lab: dal manifesto del tattilismo di
Marinetti, alle tavole tattili di Bruno Munari, alla macchina per
scrittura Braille del 1898 appartenuta ad Ellen Keller, famosa cieca
e sordomuta, con la quale scrisse l’autobiografia.Ma qui interviene
la Boot Laboratories che con il suo ‘Anti-age serum’ ha tracciato
una nuova frontiera nella cura quotidiana della cute, mettendo a
disposizione dei visitatori un gruppo di specialisti nei weekend di
apertura della mostra e per San Valentino, nonche strumentazioni di
avanguardia da sperimentare sulla propria pelle coi consigli degli
esperti. Una breve nota su Boots presente in Italia dal 2010. Deve
il suo nome a Jesse Boot, farmacista di grandi capacita, che dal
primo negozio di spezie ed erbe medicinali aperto da suo padre nel
1849 a Nottingham, pose le basi insieme alla moglie Florence della
filosofia imprenditoriale del marchio. I medicinali tradizionali
erano allora proibitivi per la maggior parte della gente e la volntà
di Jesse era di offrire prodotti di qualita a un prezzo accessibile
a tutti,quindi nel 1885 inaugurò la sua prima fabbrica dove chimici
qualificati svilupparono nuovi medicinali. Lo spirito filantropico
dei coniugi Boot non si ferma qui, nella loro farmacia le donne per
la prima volta trovano una figura femminile specializzata con cui
parlare dei problemi piu intimi e per la prima volta trovano anche
prodotti cosmetici per l’igiene e la bellezza di matrice
farmaceutica.Il relativo catalogo ‘Pelle di Donna’ è pubblicato da
Edizioni Gabriele Mazzotta.
Triennale di Milano – Viale Alemagna 6
Fino al 19 Febbraio 2012; orari: martedì-domenica 10.30-20.30;
giovedì e venerdì 10.30-23
Ingresso libero; Informazioni: Tel. 02-72434208;
www.pelledidonna.boots-laboratories.it
Fabio Giuliani
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R O M A N I A
Ultima Stravagante Figlia di Roma
Giovedì
26
gennaio 2012
p.v./ore 20.30
nella magica
atmosfera del
Ristorante Revel
-
Scalo d'Isola, Via
Thaon di Revel n° 3, 20159 Milano - avrà luogo una serata dedicata a
Romania
con portate
etniche.
Riflessioni su popolazioni antiche e autori importanti.
Undicesimo scalo
del volo ideale sul
Mediterraneo
dopo
Grecia Antica, Magna Grecia,
Antico Egitto, Roma Antica, Africa/Tunisia, Sicilia, Hispania,
Campania, Turchia, Veneto
Da un'idea
di Olga Karasso -
www.olgakarasso.it
con la collaborazione di Ilaria
Bassoli Scelta di portate etniche a cura di Carlo Luardi e
Federico Culpo. Conversando su storia e autori classici con Miriana
Ronchetti e Luca Spinelli
Prenotazione
obbligatoria (tel.:
335-5300924 / e-mail: olga.karasso@libero.it)
Costo di partecipazione:
euro 35
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MERCOLEDI’ 25 GENNAIO 2012 ore 18.00 Palazzo
Grassi INCONTRO CON BORIS MIKHAILOV
in conversazione con Silvia Burini, Cà Foscari.
Presentazione di Caroline Bourgeois. Ingresso libero sino a
esaurimento posti.
Mercoledì 25 gennaio
2012, ore 18 a Palazzo Grassi Silvia Burini, docente di Storia
dell'arte moderna dell'Europa Orientale all'università Ca' Foscari
di Venezia, dialogherà con l’artista ucraino Boris Mikhailov (Kharkov,
1938) tra i protagonisti dell’esposizione “Il Mondo vi appartiene“
in corso sino al 21 febbraio 2012 a Palazzo Grassi.
Boris Mikhailov è nato nel 1938 a Kharkov, grande centro industriale
dell’Ucraina. Dopo gli studi di Ingegneria, nel 1965 si è avvicinato
alla fotografia – attività estremamente pericolosa, sorvegliata
attentamente dal KGB. Il lavoro di Mikhailov presenta una visione
più veritiera degli ultimi trent’anni di vita sovietica che hanno
portato al collasso dell’URSS, in contrasto con la fotografia
ufficiale che celebrava un proletariato idealizzato. Dopo aver
selezionato fotografie in bianco e nero da album di famiglia trovati
qua e là o aver fotografato personalmente i soggetti, Mikhailov
applica i colori sui negativi delle immagini (definisce la serie
Luriki come una serie di “Ritratti sovietici dipinti”), parodiando
ironicamente il modo in cui la propaganda sovietica ravvivava
artificialmente scene monotone e grigie. Con la sua ironica risposta
agli inganni visivi del realismo socialista di regime, Mikhailov
dichiara di voler “parlare a nome di tutti, per esprimere una
visione condivisa della società di quel periodo” (gli anni settanta
e ottanta). Attualmente rimane uno dei fotografi più importanti
dell’Europa orientale che ha influenzato in modo significativo tutta
l’arte concettuale e la fotografia documentaristica. L’incontro è
aperto gratuitamente al pubblico, sino a esaurimento posti. Tutte le
informazioni sugli appuntamenti sono aggiornate in tempo reale sul
sito www.palazzograssi.it.
L’iniziativa fa parte del calendario di appuntamenti promossi dalla
François Pinault Foundation che, a cadenza mensile, ospita speciali
incontri aperti al pubblico con gli artisti le cui opere sono
presentate nelle mostre “Elogio del Dubbio” a Punta della Dogana e
“Il Mondo vi appartiene” a Palazzo Grassi. Ciascun incontro,
presentato da Caroline Bourgeois, curatrice di entrambe le
esposizioni, permette all’artista di dialogare con intellettuali,
critici d’arte, curatori, direttori di istituzioni del mondo
dell'arte contemporanea italiano. Prossimo appuntamento: mercoledì
15 febbraio 2012, Francesco Vezzoli converserà con Maria Luisa
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AURS AL ARAB (OURS?) THE WEDDING PARTY!
mostra di video e installazioni a cura di
GAIA SERENA
SIMIONATI
27 Gennaio – 30 Gennaio 2012 MenoMale, via de Pepoli,
1/A Bologna
Press Preview, 25 Gennaio 2012, ore 12.30-13.30
Vernissage, 27 Gennaio 2012, ore 18
Organizzazione e promozione: OltreDimore
www.oltredimore.it
Il titolo della
mostra
AURS AL ARAB (OURS?) The Wedding Party!
prende spunto dall’opera
installativa di Sami Alkarim, grande artista iracheno, rifugiato
politico negli USA.AURS
AL ARAB
è un modo di dire arabo internazionale che significa
The
Wedding Party:
festa di sposalizio degli arabi. In modo sottilmente ironico,
Alkarim, fa aderire l’espressione di gioia a un’installazione
costituita da una mappa di tappeto, simbolo immediato e icona
par excellance
degli
arabi, che diviene scultura e che rappresenta l’idea che si ha del
mondo medio orientale. A una prima superficiale visione però la
mappa del medio oriente risulta diversa. Infatti solo ad un
approfondimento ulteriore si realizza che è capovolta specularmente.
L’est diventa l’ovest e viceversa. Nell’opera sono incorporati un
video centrale che ripercorre momenti della rivoluzione egiziana e
due video laterali che ritraggono marionette bamboline, a indicare
come la rivoluzione sia fasulla o, per alcuni, pilotata e diretta da
forze religiose. È per questo che la rivoluzione diviene festa!
Al
titolo AURS AL ARAB, per assonanza verbale, è stato aggiunto l’(OURS?)
in inglese:“LA NOSTRA?” sottinteso festa di sposalizio,
ovvero RIVOLUZIONE? La riflessione con tutti gli altri artisti si
accende, diviene più ampia, dati gli accadimenti che stanno toccando
le economie globali e l’Italia stessa. La festa è finita!
Gli artisti invitati sono:Sami Alkarim Iraq, Salvatore Billeci
Lampedusa, Hassan Hajjaj Marocco/England, Maurizio Maggi Italia,
Maziar Mohktari Iran, Sonny Sanjay Vadgama
Kashmir/England.
Larissa Sansour Palestina.
Nawras
Shalhoub Palestina
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Una MOSTRA di ARTE + SCIENZA due occhi su noi stessi
Nell’ambito
di ARTE E SCIENZA IN PIAZZA™
2 – 12 febbraio 2012
a BOLOGNA, PALAZZO RE
anteprima 28 febbraio 2012
21 febbario
– 1 aprile 2012
a MILANO, TRIENNALE
inaugurazione 20 febbraio ore 19
La mostra si
propone di indagare come e perché il nostro corpo e la nostra mente
siano così diversi da quelli delle generazioni precedenti, e come
svilupparne meglio le potenzialità.
Prodotta dalla Fondazione Marino Golinelli in partnership con La
Triennale di Milano A cura di Giovanni Carrada e Cristiana Perrella
Progetto di allestimento: Iosa Ghini Associati
BOLOGNA - Oltre 100 eventi
tra mostre, spettacoli, incontri, proiezioni, concerti, giochi in
piazza e laboratori creativi. Il centro storico di Bologna, con
Palazzo Re Enzo come cuore della manifestazione, si trasformerà per
11 giorni in un grande Art + Science Center
MILANO .- LA
TRIENNALE
- Nel corso dell’ultimo secolo la condizione umana è cambiata come
mai era avvenuto prima: senza accorgecene perché il cambiamento è
stato graduale, siamo diventati più alti, più, forti e anche più
intelligenti.. E poiché viviamo il doppio rispetto a prima, abbiamo
avuto in regalo una vita in più. Nei sei ambienti espositivi,
uno per ogni età dell’esistenza umana, le intuizioni di
alcuni grandi artisti contemporanei (Evan Baden, Guy Ben-Ner, Martin
Creed, Hans Peter Feldmann, Stefania Galegati, Ryan Mc Ginley,
Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Gabriel Orozco, Adrian Paci,
John Pilson, Cindy Sherman, Miwa Yanagi) saranno messe a confronto
con le attuali scoperte della scienza. A Milano la mostra sarà
arricchita da una performance di Marcello Maloberti. Insieme alle
opere d’arte, alcune delle quali realizzate appositamente per
l’esposizione, una serie di exhibit scientifici spiegheranno anche
cosa oggi sappiamo di nuovo su ogni età della vita. Attraverso
gli exhibit, i visitatori potranno anche sperimentare in prima
persona la crescita del quoziente intellettivo rispetto ai propri
antenati con il test di Raven, oppure, con un’altra semplice
prova, calcolare il tessuto adiposo sulla pancia per valutare i
rischi crescenti di malattie cardiovascolari. E ancora: misurando il
rapporto tra la lunghezza del dito anulare e dell’indice della mano
destra, calcolare la quantità di testosterone ricevuto dalla madre,
ormone responsabile non solo dei caratteri sessuali ma anche di
importanti aspetti della personalità.

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STORY OF A BITE. La rivoluzione di un’idea -
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Milano. Sino al 10
giugno 2012
Steve
Jobs e la rivoluzione di un’idea in un percorso fatto di oggetti,
immagini e documenti, in mostra per scoprire le tappe fondamentali
che hanno segnato la via di Apple e del suo leader carismatico. Sarà
possibile ripercorrere la storia della Apple dal punto di vista
della produzione tecnica, attraverso i computer e i prodotti che
hanno caratterizzato la nascita e la crescita dell’azienda e che, in
alcuni casi, sono diventati pietre miliari nella storia
dell’informatica. Dalle prime realizzazioni al progetto Macintosh,
per ricordare poi la produzione di portatili da un lato e di desktop
dall’altro e concludere con una digressione sui più recenti personal
device. Parallelamente si trova un’introduzione sulla storia dei
rivoluzionari software e dei leggendari sistemi operativi cui si
deve gran parte del successo iniziale della Apple. Infine ci si
potrà concentrare sulla figura di Steve Jobs di cui emerge il
caratteristico, e per molti aspetti unico, approccio al mondo
dell’azienda e della produzione, al marketing, alle strategie di
comunicazione, alla visione del “nostro” futuro attraverso l’uso di
aneddoti, curiosità, testimonianze sotto forma di audio, filmati e
campagne pubblicitarie che simboleggiano la simbiosi tra la Apple e
l’uomo. Steve Jobs e Apple rappresentano un momento fondamentale
nella storia dell’informatica, della comunicazione e per certi
aspetti del costume. Hanno cambiato la nostra percezione
dell’oggetto computer ma, soprattutto hanno rivoluzionato il nostro
modo di interagire con questo strumento.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da
Vinci”, via San Vittore 21, Milano. Tel. 0248555343. Da martedì a
venerdì 9.30-17.00; sabato e festivi 9.30-18.30 Biglietto: intero
10,00 euro; ridotto 7,00 euro
www.museoscienza.org
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A
MENO DI NON RICORRERE A UNA FOTOGRAFIA
-dal 10 al 26 gennaio
rassegna
di fotografia a cura di Flaminio
Gualdoni
Nobuyoshi ARAKI, Matteo BASILÉ, Maurizio GALIMBERTI, Nan GOLDIN,
Seydou KEÏTA, Candida HOFER, Vik MUNIZ, Vanessa BEECROFT, Thomas
RUFF, Jan SAUDEK, Andres SERRANO, Cindy SHERMAN, Sandy SKOGLUND,
Massimo VITALI
Lo Studio D’Ars di Milano presenta una selezione
di opere fotografiche di maestri e artisti di spicco del
panorama internazionale della collettiva A meno di non ricorrere a
una fotografia, già in mostra presso la Galleria M&D Arte di
Gorgonzola (MI) dall’8 dicembre 2011 al 18 febbraio 2012. Tema
della
rassegna
la meravigliosa fotografia, intesa come
strumento d’indagine
e riflessione, ma anche come punto di partenza per una commistione
dei nuovi linguaggi tecnologici. L’esposizione – che prende il via
da una celebre citazione di Ugo Mulas – riflette «senza alcuna
pretesa d’essere esauriente, né classificatoria», sullo spettro
amplissimo delle pratiche fotografiche, esplorate a partire
dall’orizzonte pop fino a quello postavanguardistico attuale.
Un’ampia e variegata carrellata di opere compie un esaustivo viaggio
attraverso le diverse chiavi interpretative di questo mezzo di
espressione artistica per dar voce alle variabilità e
contraddittorietà di immagini tutt’altro che oggettive. Sguardi,
spesso ambigui e visionari, che sfidano (e amplificano) la
ri-costruzione della realtà portando a risultati e angolazioni del
tutto differenti. Apparizioni, simulacri e fantasmi che raccontano
storie, morali e immaginari collettivi.
ORARI DI APERTURA:
da lunedì a venerdì dalle 16 alle 19.30, giovedì anche dalle 21 alle
23 su appuntamento.INGRESSO LIBERO STUDIO
D’ARS Via Sant’Agnese 12/8 MILANO
t. +39 02 860290
info@fondazionedars.it
| www.fondazionedars.it
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L’Italia e gli italiani
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TORINO, Palazzo Reale 25
novembre 2011 – 26 febbraio 2012
Nell’obiettivo dei fotografi Magnum
Subotzky, corso di acquagym (Jesolo)
Un progetto
fotografico d’autore promosso da Intesa Sanpaolo nell’ambito di
progetto Cultura, in occasione del 150° anniversario dell’Unità
d’Italia
Nove grandi fotografi dell’Agenzia Fotografica Magnum hanno
ripercorso l’Italia per un reportage in chiave attuale e ne
consegnano un’istantanea. La missione fotografica, che si è
articolata nel corso di sei mesi, è stata affidata a Christopher
Anderson, Harry Gruyaert, Mark Power, Mikhael Subotzky,
Donovan Wylie, Richard Kalvar,
Bruce Gilden, Alex Majoli, Paolo Pellegrin. Il risultato di
questo lungo lavoro sono oltre 400 scatti del tutto inediti, esposti
nella mostra L’Italia e gli Italiani. Nell’obiettivo dei
fotografi Magnum. Curata da Gianfranco Brunelli e Dario Cimorelli,
l’esposizione è allestita nella prestigiosa sede di Palazzo Reale a
Torino, dal 24 novembre 2011 al 26 febbraio 2012, organizzata da
Intesa Sanpaolo in collaborazione con la Città di Torino, la
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del
Piemonte e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e
Vercelli. La mostra è realizzata in occasione del 150°
anniversario dell’Unità d’Italia, nell’ambito di Progetto Cultura,
l’ambizioso programma pluriennale di Intesa Sanpaolo che comprende
un insieme di interventi ideati e curati dall’Istituto, destinati a
valorizzare i beni culturali e artistici che costituiscono
l’incomparabile ricchezza d’Italia. La mostra L’Italia e gli
Italiani non intende riproporre la ricostruzione
nostalgica dei paesaggi, delle prospettive e delle vedute oramai
inesorabilmente perdute, ma dare immagine alla vita dell’Italia e
degli Italiani nel 2011, un’occasione di riflessione sulla
contemporaneità. Ha inoltre l’obiettivo di raccontare un paese
che si è sempre presentato come un insieme eterogeneo di molti e
diversi elementi, dove la storia e la contemporaneità si
intrecciano, convivono, si oppongono, dove la tradizione si
confronta con l’innovazione, le strutture urbanistiche con le nuove
richieste sociali, il paesaggio con l’industria in un susseguirsi
continuo di coerenze e contraddizioni, armonie e dissonanze.
Il viaggio fissa nella memoria un’immagine del paesaggio naturale
e di quello artificiale, di luoghi e persone.
Si tratta di un racconto che si snoda attraverso quelli che potremmo
definire i depositi della memoria (i borghi, le città, le piazze, le
biblioteche) e i nuovi luoghi d’incontro; le relazioni e le
abitudini degli italiani; il presente e il divenire; le marginalità
sociali e le solidarietà; la ricerca e le menti.
In occasione della mostra è pubblicato il catalogo delle foto
(Silvana Editoriale), a cura di Gianfranco Brunelli e Dario
Cimorelli con testi di Marco A. Bazzocchi, Pippo Ciorra e Flaminio
Gualdoni.
Orari:
da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo ingresso 18.00)
Lunedì chiuso
Ingresso gratuito La
mostra rimarrà chiusa il 25 dicembre e il primo gennaio -
www.italiaitaliani.com
pubblicato da ornella torre
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THROUGH MY WINDOW Fotografie di AHAE al Museo
Alinari di Firenze
1 dicembre 2011 – 8 gennaio 2012
MNAF. Museo Nazionale
Il MNAF. Museo
Nazionale Alinari della Fotografia ospita a Firenze, dal 1
dicembre 2011 all’8 gennaio 2012, Through my window, la prima mostra
italiana del fotografo coreano Ahae. Il progetto, a cui l’artista
sta lavorando da due anni, dalla scorsa primavera sta girando il
mondo: da New York a Mosca, da Praga a Londra. La mostra italiana,
curata da Keith H. Yoo, propone 40 fotografie selezionate tra gli
oltre un milione di scatti che Ahae ha fatto negli ultimi due anni
dalla stessa finestra del suo studio, nella Corea del Sud, dove vive
e lavora. Grazie alla sua sensibilità artistica per la luce, i
colori e i dettagli, Ahae riesce a immortalare i paesaggi e la
natura nel susseguirsi delle stagioni: attimi che potrebbero non
ripetersi mai più. Ci guida alla scoperta dei momenti più intimi del
mondo naturale, per poi lasciarci come osservatori a gustare
l’armonia dell’insieme. Dalle prime luci dell’alba fino all’ultimo
bagliore del giorno, Ahae ci trasporta attraverso la primavera,
l’estate, l’autunno e l’inverno, dondolandoci sull’altalena
dell’avvicendarsi delle stagioni e delle loro atmosfere e seguendo i
movimenti del sole e della luna. Con le sue immagini, Ahae fa
rivivere il mondo naturale in tutta la sua grandiosa bellezza. E
immortalando il trascorrere del tempo e i cambiamenti nella natura
che lo circonda, il fotografo vuole anche lanciare un messaggio
forte sulla responsabilità che dobbiamo assumerci nei confronti del
mondo in cui viviamo. Impegnato fin dagli anni Settanta nella tutela
dell’ambiente, con i suoi scatti scandaglia la natura in cui è
immerso, ricordandoci che il mondo che abbiamo ereditato è splendido
ma anche in pericolo e che dobbiamo fare quanto è in nostro potere
per salvaguardarlo.Milan Knížák, ex Direttore Generale della
Galleria Nazionale di Praga, che lo ha ospitato nel mese di agosto,
ha scritto: “Questa visione del mondo estremamente semplice, ma allo
stesso tempo immensamente ricca, catturata attraverso un’unica
finestra della casa del fotografo [...], mi ha lasciato
completamente esterrefatto. Possiedo una conoscenza piuttosto
approfondita della fotografia contemporanea, che ha praticamente
abbandonato qualsiasi osservazione del mondo per concentrarsi su
“temi sociali” altamente sofisticati, [...], che interpretano
essenzialmente il mondo servendosi di un linguaggio
semi-intellettuale [...]. In mezzo a questa profusione di fotografie
contraddistinte dall’assenza di gioia e talvolta persino
traumatiche, il tributo reso da Ahae al mondo che si apre oltre la
sua finestra è diretto e privo di complicazioni; si potrebbe
definire normale. Pongo l’accento sul termine “normale” perché lo
intendo nel suo significato più basilare. Questo mondo normale, di
tutti i giorni, contiene una grande dose di magia, che possiamo
scoprire attraverso un’attenta osservazione. E Ahae è un attento
osservatore. Armato di passione e di una tecnica fotografica
perfetta riesce a catturare i cambiamenti più impercettibili che
avvengono nel mondo oltre la sua finestra. Il mio utilizzo del
termine “mondo” – aggiunge – è intenzionale, poiché quando guardo le
fotografie di Ahae ho la sensazione di vedere un intero mondo,
sebbene disabitato dall’uomo. Le fotografie di Ahae sono un omaggio
alla natura, ma non contengono slogan ecologisti provocatori o
vuoti. Si limitano a mostrare il mondo com’è nella realtà: fragile e
grandioso, umile e coraggioso, sempre sublime”.
http://ahae.com
MNAF: Firenze, piazza S. M. Novella 14a r, 055.216310, fax
055.2646990, mnaf@alinari.it
Orario: tutti i giorni compresi festivi 10,00 – 19,30, chiuso
mercoledì
Biglietteria: Intero € 9,00; Ridotto € 7,50; Convenzioni € 6,00;
Scuole € 4,00; Gratis bambini fino a 5 anni
1° dicembre 2011
Nicoletta Curradi
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40
anni di CARTOGRAFICA per un 150enario:
nascita di una tipografia dello scorso millennio proiettata nel
futuro
Venerdì
23 dicembre 2011, alle ore 16.30, presso le Grotte del
Boldini in via Previati, 18, a Ferrara, si terrà la
presentazione di CARTOGRAFICA 1971 – 2011, La nostra storia
dal piombo al digitale (Testi di e a cura di Maria Cristina
NASCOSI SANDRI, Ferrara, Cartografica, 2011), un testo fortemente
voluto da Franco e Luciano Azzi, Lino Guandalini e Franco Tarroni, i
cosiddetti Cartografici, fondatori di una tipografia divenuta poi
casa editrice tra le prime in città, un pezzo di storia
quarantennale, tra cultura ed imprenditoria tutto ferrarese che ben
si inserisce, umile ma prezioso tassello, nella storia ormai
centocinquantenaria dell’Unità d’Italia. Il libro è la storia,
dapprima univoca, poi polifonica di una passione di quattro giovani
alle soglie della vita lavorativa a cavallo tra la fine degli anni
’60 ed i primissimi ’70, quando il Sessantotto sta ancora lasciando
i suoi rivoluzionari strascichi ( e stimmate) sulla gioventù del
tempo.
Prende le origini dalla Città del Ragazzo ( la
Villa del Seminario dove pare la Metafisica di De Pisis, De Chirico
e Savinio abbia visto, in parte, la luce) che quest’anno ha
festeggiato i suoi sessant’anni di vita, il luogo in cui monsignor
Ruggero Bovelli, l’indimenticabile arcivescovo ‘salvatore di Ferrara
in tempo di guerra’, aveva creato un luogo di recupero e futuro per
giovani allora ‘privi di grosse possibilità’. L’Italia è ancor oggi,
nel suo 150enario di Unità, un Paese tanto sofferente – ha sempre
sofferto, si può dire, seppur in tanti modi, fin dall’antichità, ma
ha tutti i numeri per uscirne di nuovo, lui che ‘possiede’ un
patrimonio artistico di arte e cultura unico al mondo, perché
giustamente, come dice Philippe Daverio, Il
patrimonio artistico è la memoria della nostra storia.
Allora…narrare di un ‘mondo piccolo’ come
può essere una tipografia che poi rispecchia quello più grande del
luogo in cui è sorta e di cui fa parte, può risultare di buon
auspicio, culturalmente ed imprenditorialmente parlando. ‘Giusta’,
dunque, la presentazione del libro ( e del lavoro di 40 anni di
molte vite) duplicata ed esposta dal rappresentante per
eccellenza della cultura a Ferrara, il vicesindaco ed assessore
alla cultura del Comune di Ferrara, Massimiliano Maisto e dal
presidente della Camera di Commercio, Carlo Alberto Roncarati, il
massimo ‘accreditato’ per l’ imprenditoria, appunto, che pure
interverranno alla presentazione della storia scritta di una
piccola-grande azienda cittadina passata dai caratteri di
Gutenberg al digitale ed oltre, perché ha saputo tramandarsi
generosamente alle giovani generazioni, in essa, peraltro, già
attive e presenti, il nostro futuro.
Con i Cartografici, l’evento sarà
coordinato da Maria Cristina Nascosi Sandri, giornalista e
scrittrice. A corredo della manifestazione, nella medesima
giornata, sarà inaugurata una mostra didattica che si protrarrà fino
al 6 gennaio 2012.
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“UNITE PER UNIRE” L’EVOLUZIONE DEL RUOLO DELLA DONNA
DAL 1848 AL 1914.
Museo
del Risorgimento, Milano. Sino al 29 gennaio 2012
In esposizione
centocinque tra fotografie, dipinti, incisioni, manifesti e
manoscritti che testimoniano la trasformazione del ruolo della
figura femminile a Milano dall’unità d’Italia alla vigilia della
prima guerra mondiale. I percorsi iconografici sottolineano
l’apporto della città e delle donne milanesi alla costruzione
dell’idea di nazione nei decenni tra il 1848 e il 1914. Con il
passaggio dalla prima alla seconda metà dell’Ottocento si è
assistito in Italia ma soprattutto nella capitale lombarda, ad un
notevole cambiamento economico, culturale e sociale, in particolare
nelle donne che con grande impegno e partecipazione hanno molto
contribuito alla creazione di una società migliore. La mostra è
anche arricchita da apparati multimediali che ripercorrono la vita,
lo spirito e le idee della nobildonna Cristina Trivulzio
Belgioioso, protagonista assoluta delle vicende risorgimentali,
che in quel periodo scriveva: “Vogliamo le donne felici e onorate
dei tempi avvenire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori ed
alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita e
ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero
e prepararono la via alla non mai prima goduta, forse appena sognata
felicità”. Promossa dall’Unità tecnica di Missione per le
celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia presso la presidenza del
Consiglio dei Ministri e dell’assessorato alla Cultura-Raccolte
Storiche del Comune di Milano e realizzata in collaborazione con
Civita, raccoglie materiali provenienti dal civico archivio
fotografico, dalla Civica raccolta delle stampe Bertarelli, dalla
Galleria d’Arte Moderna e da alcune collezioni private.
Museo del Risorgimento,via Borgonuovo 23. Tel.
02.88464170. Orario continuato dal martedì alla domenica, ore 9.00-
17.30. Ingresso libero.
www.museodelrisorgimento.mi.it
25 novembre 2011
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Leonard
Freed-"
Io amo l'Italia"-
Palazzo delle
Stelline,Milano.
Sino all'8 gennaio 2012
Il
fascino che l'Italia e soprattutto gli italiani esercitavano sul
grande fotoreporter newyorchese, l'attenzione all'umanità, al
calore ed alla spontaneità della vita della gente comune sono
testimoniati dalla mostra "Io amol'Italia" ospitata dalla
fondazione Stelline di Milano e curata da Enrica VIganò, con
il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano e con
il sostegno dell'ambasciata americana in Italia. Cento immagini, tra
modern e vintage print,, scattate in luoghi diversi
dell’Italia tra la metà del ‘900 e l’inizio di questo secolo che
ricostruiscono una sorta di diario degli oltre quarantacinque
soggiorni compiuti dal fotografo in Italia, terra con la quale ha
intrattenuto un rapporto definito come "una storia d'amore". Per
lui, che ha vissuto negli anni ’50 a Little Italy la realtà
dell’immigrazione, l'attenzione alla componente umana nei suoi
scatti è sempre presente, e, anche se il punto di vista non è mai
politico, ha saputo cogliere con acutezza le diverse condizioni
socio-economiche di ognuno. La ricerca di Leonard Freed,
sensibile all'antropologia culturale e all'indagine etnografica,
scaturisce dalla necessità di ritrovare il senso delle proprie
origini attraverso lo studio di comunità tradizionali, pur
percependo una profonda distanza con la cultura ebraica della sua
famiglia.Del suo lavoro scriveva: “Voglio una fotografia che si
possa estrapolare dal contesto e appendere in parete per
essere letta come unpoema”.
Ilcatalogo della mostra è di Admira Edizioni.
Fondazione Stelline, Corso Magenta 61, Milano. Orari:
martedì-domenica 10-20 (chiuso lunedì). Ingresso intero 6 euro,
ridotto 4,50, scuole 3 euro.
15 novembre 2011
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A
Milano a Palazzo Reale, Chiesa di San Raffaele e Galleria San Fedele
5 Novembre / 11 Dicembre 2011 Esposto il nuovo
Evangeliario Ambrosiano
Accanto
a capolavori d’arte sacra di àmbito lombardo, per la prima e unica
volta, saranno presentate la ‘coperta’ e le 73 tavole realizzate da
artisti contemporanei quali Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Ettore
Spalletti, Giovanni Chiaramonte, Nicola Samorì e Nicola Villa, che
illustrano il sacro volume liturgico. In mostra, l’Evangeliario di
Paolo VI che è stato posto sulla bara del beato Giovanni Paolo II,
il giorno delle sue esequie.
Un evento unico per Milano e per la
sua Diocesi
Dal 5 novembre al 11 dicembre 2011,
la mostra dal titolo La bellezza nella Parola
presenterà il nuovo Evangeliario Ambrosiano, il volume usato
nella solenne lettura delle celebrazioni liturgiche, le cui pagine
accolgono le tavole di maestri dell’arte contemporanea, quali Nicola
De Maria, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti, il fotografo Giovanni
Chiaramonte e due giovani artisti, Nicola Samorì e Nicola Villa.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano, Cultura, Expo, Moda,
Design, dalla Galleria San Fedele, da Palazzo Reale, e organizzata
dall’Arcidiocesi di Milano. Il percorso espositivo, che ruota
attorno al Duomo e si snoda tra Palazzo Reale, la Chiesa
di San Raffaele e la Galleria San Fedele, proporrà un
confronto tra queste opere e alcuni dei più importanti capolavori
d’arte sacra antica di area lombarda. Il progetto, curato da una
commissione composta da don Umberto Bordoni, arch. Carlo Capponi, p.
Andrea Dall’Asta S.I., mons. Domenico Sguaitamatti, prof. Francesco
Tedeschi, don Norberto Valli, si è sviluppato proprio a seguito
della pubblicazione della nuova edizione dell’Evangeliario
Ambrosiano, che il Cardinale Dionigi Tettamanzi ha voluto realizzare
in dialogo con l’arte contemporanea, con l’intento di avvicinare le
persone al messaggio evangelico attraverso un linguaggio artistico
del nostro tempo. La sezione a Palazzo Reale presenterà, per la
prima volta insieme, manufatti d’arte antica di straordinaria
bellezza come la Coperta dell’Evangeliario di Teodolinda da Monza,
la Pace di Chiavenna, l’Evangeliario di Ariberto del Duomo di Milano
e quello di Vercelli che convergono a illustrare la sintesi
medievale fra ordine cosmologico, ingegno umano e redenzione divina.
Inoltre, si troverà una serie di Evangeliari manoscritti e miniati
con inchiostro, oro e porpora, come il Codex Sarzanensis della
Diocesi di Tortona, l’Evangeliario di Busto, l’Evangeliario di
Bobbio e l’A 28 conservati alla Biblioteca Ambrosiana, e
l’Evangeliario Casola della Biblioteca Capitolare di Milano. A
segnare il passaggio all’arte contemporanea sarà l’Evangeliario di
Paolo VI, lo stesso che venne posto sulla bara di Giovanni Paolo II,
nel giorno delle sue esequie. La mostra prosegue con la
presentazione della ‘coperta’ e di tutte le 73 tavole del nuovo
Evangeliario Ambrosiano, che saranno visibili insieme, per la prima
e unica volta, prima di essere rilegate nel volume originale che
verrà in seguito consegnato all’uso liturgico del Duomo. Le opere
dei sei artisti, che dal dialogo con il testo evangelico
traggono una particolare forza e significato, sono in grado di
affermare la capacità del nostro tempo di dare una forma
contemporanea di bellezza alla Parola eterna delle Scritture. La
sezione allestita alla Galleria San Fedele (aperta fino al 22
dicembre) proporrà una selezione di bozzetti e un lavoro a soggetto
sacro particolarmente significativo dei sei artisti, mentre alla
chiesa di San Raffaele verranno esposte alcune opere appositamente
realizzate per l’occasione, che illustreranno il rapporto vitale con
il culto e la liturgia. Il libro dei Vangeli ha sempre rivestito una
grande importanza, sia nella storia della liturgia che in quello
dell’arte. Fin dal Medioevo e dal primo Rinascimento, il prezioso
volume si è rivestito di autentici capolavori dell’ingegno umano.
Gli splendidi elementi artistici rivelavano la ricchezza dei testi
sacri in esso contenuti e davano forma di bellezza e di cultura a un
messaggio di vita capace di attraversare i tempi e illuminare i
secoli. La Chiesa, la cui esistenza ha come motivo principale la
custodia e la consegna delle parole di Gesù contenute nel Vangelo in
ogni epoca e in ogni luogo, trova nella produzione dei preziosi
Evangeliari, un luogo di espressione simbolico della sua identità e
missione. La scelta di percorrere la via della contemporaneità
corrisponde alla sua pretesa non solo di camminare al passo coi
tempi, quanto di anticiparli nella profezia.
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Dylan
Dog, 25 anni nell’incubo.
Wow
Spazio Fumetto, Milano. Sino all’11dicembre 2011.
Fino
a dicembre sarà possibile visitare la mostra su Dylan Dog a
Milano, presso le sale del museo del fumetto meneghino recentemente
aperto al pubblico. L’occasione è offerta dal 25esimo anniversario
della prima uscita in edicola di Dylan Dogcon il famoso numero “L’alba
dei morti viventi” in vetta alle classifiche di vendita e
diventato quasi subito un cult.La mostra dedicata alla fortunata
serie creata da Tiziano Sclavied edita da Sergio Bonelli
(già editore di Tex Willer, Martin Mystere, Zagor) con protagonista
un affascinante indagatore che si muove nel mondo dell’incubo, del
paranormale e del surreale è suddivisa in tre sezioni attraverso le
quali il visitatore può addentrarsi sempre più nel cosiddetto
fenomeno Dylan Dog. La prima sezione è dedicata al protagonista,
alla sua storia editoriale ed ai suoi autori, al mondo che lo
circonda e alle avventure che ha vissuto. La seconda sezione
ripercorre le tappe del grande successo che ha avuto nel nostro
paese, principalmente nei primi anni Novanta, mentre la terza offre
uno spaccato di ciò che riguarda Dylan fuori dai confini
nazionali.Saranno esposte tavole originali di autori come Angelo
Stano, Gianpiero Casertano, Corrado Roi, Claudio Villa, Massimo
Carnevale e molti altri tratte da alcune delle storie più amate, il
tutto presentato da un’adeguata cornice scenografica che non
mancherà di coinvolgere gli appassionati con citazioni davvero
speciali come la porta di casa di Dylan, con il campanello urlante a
disposizione dell’indice dei visitatori, o la sua scrivania
rigorosamente comprensiva di galeone, clarinetto e poster del
Rocky Horror Picture Show. Insomma una full immersion nel mondo
oniricodi Dylan!.
WoW Spazio Fumetto, viale Campania 12.
Tel. 0249524744. Mart. e ven. 15-19; sab. e dom. 15-20. Chiuso il
lunedì. Ingresso da 7 a 4 euro.www.museowow.it
31 ottobre 2011
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Nutrire il corpo e lo spirito
- Museo Archeologico, Milano.
Sino al 31
dicembre
2011
Nell’era dei fast
food ecco un mostra per riscoprire il significato simbolico e
rituale che il cibo ha rappresentato nel mondo antico. L’esposizione
si articola su due percorsi paralleli con una prima sezione dedicata
a “Gli alimenti e il sacro” e una seconda sezione sul
tema “Nutrire corpo e spirito”. Attraverso un
viaggio temporale si va dal mondo egizio a quello greco, etrusco e
romano sino ad arrivare al medioevo. Nella prima sezione vengono
trattati pane e cereali, vino, carne, pesce nei loro
aspetti simbolici, mitici e rituali e il rapporto tra cibo e
società. Nella seconda sezione sono invece analizzati i
rapporti del cibo legato alla sfera divina, alla filosofia in
particolare orientale e l’ascesi del digiuno nel mondo indiano.
Cibarsi è l’atto primario legato alla sopravvivenza dell’uomo,
segno della sua condizione mortale e la scelta degli alimenti e
della loro modalità di consumo rivestono in tutte le culture una
forte valenza simbolica. La natura e i suoi fenomeni, i cicli vitali
delle piante hanno rappresentato da sempre il mistero e la speranza
di rinascita dopo la morte. Anche la condivisione dei
momenti del consumo del cibo segnano le relazioni del vivere sociale
ribadendo l’appartenenza ad un gruppo, sia clan familiare o comunità
religiosa. Le prescrizioni alimentari, i divieti di consumare alcuni
cibi derivano dall’influsso che la filosofia ha esercitato
sull’alimentazione così come l’astinenza e il digiuno nel
cristianesimo e nel mondo indiano. Piatti, vasi e coppe
simboleggiano il rapporto tra diverse culture, da quella egizia sino
a quella cristiana, con gli alimenti e il mondo naturale. Nelle
vetrine sono esposti prevalentemente i materiali delle collezioni
archeologiche milanesi mentre lo spazio centrale accoglie gli
oggetti degli altri musei. Realizzato grazie ai prestiti del Museo
archeologico nazionale di Napoli, di Metaponto e
Siracusa, il percorso tematico è allestito nella cripta
cinquecentesca della chiesa di San Maurizio Maggiore,
all’interno degli spazi espositivi del museo. L’evento, curato da
Donatella Caporusso, Anna Provenzali, Claudia Lambrugo, Sabrina
Ceruti, Nuova Choròs è organizzato da Civita in collaborazione con
l’assessorato alla cultura e Palazzo Reale.
Museo
Archeologico – corso Magenta 15. Tel. 0288445208/0288465720. Orari
da mart. a dom. dalle 9 alle 17,30. Biglietto 5 euro intero, 2,50
euro ridotto. Gratuito per tutti dalle 16,30 alle 17,30 dal mart.
alla dom. e per i minori di 18 anni.
www.comune.milano.it/museo
archeologico
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"Fermiamo
Mr. Burns"
Il nucleare
incubo o risorsa di cui non si può far senza? Nell'ultimo periodo il
tema del nucleare è ricomparso nel dibattito politico e sociale del
nostro paese, nonostante...
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