MILANO PRESS - Cultura

















 

Cultura

 

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Risultati immagini per IL RESTAURO DELLA FONTANA â??VENEZIA SPOSA IL MAREâ?PALAZZO VENEZIA – ROMA

INAUGURATO IL RESTAURO DELLA FONTANA “VENEZIA SPOSA IL MARE” GRAZIE ALLA RIGONI DI ASIAGO  
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DAL 15 SETTEMBRE
“IDOLI. IL POTERE DELL’IMMAGINE” A VENEZIA

Un viaggio nel tempo e nello spazio. La “Rivoluzione neolitica” e la raffigurazione umana A Venezia dal 15 settembre 2018, la grande mostra 
“IDOLI. IL POTERE DELL’IMMAGINE”
 
 

ATENE: CAPITALE MONDIALE DEL LIBRO 2018
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logo authority   OVUNQUE LIBRI!! #Athens2018

Per chi desidera una nuova occasione per visitare Atene, dal 23 Aprile e per la durata di un anno, ATENE SARA’ LA CAPITALE DEL LIBRO 2018. Continua a leggere 
             

 

NoMACHI Le vie dell’anima – Reggia di Monza – Serrone della Villa Reale

 

NOMACHI Le vie dell’anima
Reggia di Monza – Serrone della Villa Reale
Viale Brianza, 2 20090 Monza

Kazuyoshi Nomachi è uno dei più grandi fotografi giapponesi. E’ sempre stato un
fotografo documentarista e ha dedicato tutta la sua vita al tema “della preghiera e della
ricerca del sacro”. Per oltre 40 anni, sin dal suo primo viaggio nel Sahara, quando aveva
venticinque anni, ha rivolto la sua attenzione alle più diverse culture del mondo che
sono espressione dei popoli che vivono nelle terre più difficili e aspre, affascinato dai
grandi spazi e dalla forza di quelle genti. Read the rest of this entry »
                             
 

L’A.N.Po.S.Di., l’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali d’Italia compie quest’anno 63 anni ed inizia a festeggiarlo col consueto Convegno Nazionale di Primavera – consueto come l’altro, di Autunno – che iniziato giovedì 21 con le riunioni istituzionali, troverà il suo culmine nei giorni a seguire, fino a  domenica 24, nel corso dei quali poeti da tutta Italia, reciteranno le loro poesie in nome di un NON DIMENTICARE di RICORDARE in piena regola le nostre radici, la nostra cultura, la nostra ‘lingua di latte’, come definiva il Foscolo il sermo familiaris, la lingua dialettale di casa di ognuno di noi. Come sempre una pubblicazione che le raccoglie tutte è già a disposizione dei partecipanti.
Ogni convegno si svolge, volta per volta, in una regione diversa d’Italia: stavolta è il Veneto, la provincia di Rovigo, ma sarebbe meglio dire la Regione del Po, il suo territorio splendido, patrimonio dell’Unesco, visto che tra i momenti particolari dedicati son previste una visita alla nostra Ferrara ed ai suoi monumenti e zone più belle ed una escursione in barca lungo i canali interni dello specchio vallivo del Delta del Po.
In rappresentanza della cultura dialettale ferrarese interverrà la socia e poetessa dell’A.N.Po.S.Di.  Maria Cristina
M.CRISTINA NASCOSI Foto Franco SANDRI-AIRF.jpgNascosi Sandri, studiosa e ricercatrice linguistico-dialettale da vari decenni, oltreché redattrice di svariati libri ed articoli, negli anni, sull’argomento.
Coordinato dal presidente dell’A.N.Po.S.Di., il poeta calabrese Mimmo Staltari, nel corso delle sue giornate l’evento prevede il ricordo del 750° centenario della nascita del sommo Poeta, l’Alighieri, da parte del prof. Chicchi dell’Università la Sapienza di Roma.

                
 
  WIRED NEXT FEST 2015
L’IPERCUBO
Futuro, innovazione e creatività in festa
Milano, 21-22-23-24 maggio 2015. Giardini Indro Montanelli, Corso Venezia 55
Un’esperienza aperta a tutti per celebrare l’innovazione, la tecnologia e l’eccellenza
come elementi chiave per la crescita economica, culturale e sociale del Paese
 
Wired Next Fest - che nella seconda edizione del 2014 ha fatto registrare oltre 87mila presenze - rinnova per il terzo anno consecutivo la collaborazione tra Wired, il brand Condé Nast che conta oltre 4.2 milioni di utenti unici sul sito Wired.it, e il Comune di Milano - Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca. Continua a leggere...»

                             

 
 

Progetto NovaLA SECONDA EDIZIONE DI NOVA CANTIERI CREATIVI- NUOVO OPIFICIO VACCARI PER LE ARTI SANTO STEFANO DI MAGRA (LA SPEZIA) | 15 - 16 MAGGIO 2015


AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DI NOVA CANTIERI CREATIVI
WORKSHOP | DIALOGHI | CONFRONTI
PER UN NUOVO HUB CULTURALE
NUOVO OPIFICIO VACCARI PER LE ARTI
SANTO STEFANO DI MAGRA (LA SPEZIA) | 15 - 16 MAGGIO 2015
 
Santo Stefano di Magra, aprile 2015 - Dopo il successo della prima edizione tenutasi nel marzo
2014, prende il via la seconda edizione di NOVA cantieri creativi 2015 che con due giornate
evento – 15 e 16 maggio 2015 – animerà gli spazi della ex Fabbrica Ceramica Vaccari di
Santo Stefano di Magra (SP) attraverso un fitto programma di narrazioni, tavole rotonde,
workshop, mostre e momenti di intrattenimento. Continua a leggere...»
                     
 

               Fabio Lovino

               MOTHERS. L’amore che cambia il mondo
        
Progetto Fotografico realizzato da Fabio Lovino per WeWorld. Mostra a cura di Roberta de Fabritiis
 Fino al 16 maggio – Stazione Centrale - MILANO
  SALA REALE - BINARIO 21, STAZIONE CENTRALE
"Vergine madre, figlia del tuo figlio,
 di Maria Cristina Nascosi Sandri

 

TORQUATO TASSO, ricordato a 420 dalla morte
in un volume Electa in uscita a maggio

420 anni son passati dalla morte di Torquato Tasso, insieme con Boiardo ed Ariosto, il migliore tra gli scrittori ed artisti che frequentarono la Corte Estense, a cavallo del suo massimo fulgore e l’inizio del suo declino, culminato tre anni dopo la scomparsa del Tasso, con la Devoluzione del 1598. Troppo note son le vicende del grande sorrentino poi trapiantato al Nord per seguire il padre Bernardo, altro artista, per ricitarle. Ma come per gli altri scrittori descritti nel nuovo testo questo mese in uscita della Electa Mondadori, Vite segrete dei grandi scrittori italiani, il libro racconta le vicende meno note e spesso ambigue che si celano dietro i grandi protagonisti della letteratura italiana in un periodo che va dal 2/300 per arrivare al secol breve. Dopo i volumi dedicati da Electa Mondadori alle vite segrete dei grandi artisti e dei grandi scrittori internazionali, gli autori di quest’ultimo testo, due giovani trentenni, Tommaso Guaita e Lorenzo Di Giovanni, hanno raccolto storie bizzarre e curiosi aneddoti su trentacinque scrittori tra i più grandi e conosciuti del Belpaese dell’Abate Stoppani, da Dante Alighieri fino a Pier Vittorio Tondelli, da Luigi Pirandello a Giovanni Boccaccio, Alessandro Manzoni, Alberto Moravia, Elsa Morante, ma anche Primo Levi e Oriana Fallaci, insieme a tanti altri autori. A ogni personaggio è dedicato un capitolo con una scheda completa di dati anagrafici, segno zodiacale, opere principali, stile letterario e una sua frase particolarmente rappresentativa. Conoscere i problemi, i tormenti e i traumi che molti scrittori hanno vissuto può aiutare, davvero, a volte, a comprendere il loro grande successo e una lettura in dettaglio delle loro vite, può offrire una visione molto più ampia della loro personalità rispetto a quanto raccontato usualmente (e, forse, banalmente, sui manuali di storia della letteratura.
                                                                                                                   
                                                                        
di Maria Cristina Nascosi Sandri
                                            

 

DA DOMANI PER TUTTO IL 2015 INGRESSO GRATUITO NEI MUSEI CIVICI MILANESI.

 COMUNE, DOMANI INGRESSO GRATUITO NEI MUSEI CIVICI MILANESI. L’INIZIATIVA DURERÀ PER TUTTO IL 2015
Assessore Del Corno: ”In questo anno di Expo ogni domenica sarà un’occasione unica per conoscere il patrimonio culturale e artistico di Milano” 
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"ABBONAMENTO MUSEI", LA CARD PER ACCEDERE A OLTRE 80 LUOGHI D'ARTE LOMBARDI

 
Un’unica tessera per l’ingresso libero e illimitato in oltre 80 musei e siti di interesse storico e culturale del territorio lombardo. In vendita a partire dal 19 maggio 2015 . Continua a leggere...»
                                 
  #ioleggoperché, la manifestazione curata dall'Associazione Italiana Editori (AIE) che si svolgerà a Milano e in altre città italiane il 23 aprile prossimo all'interno del palinsesto di eventi legati a 'Milano Città del Libro 2015'.

                                   

 

Il XXVI Simposio Nazionale di Primavera del Cenacolo Trentino di Cultura Dialettale,
un evento italiano da non perdere
 

    

Elio FOX e Maria Cristina NASCOSI SANDRI – La copertina del Vocabolario di FOX

( © Photos Franco SANDRI - A.I.R.F. ) 

Domenica 19 aprile 2015 si terrà a Vattaro di Trento il XXVI Simposio di Primavera, un evento che ha raggiunto ormai, da tempo, dimensioni di portata nazionale, vista la presenza sempre più massiccia ed allargata di molte regioni d’Italia, liete di testimoniare che la lingua delle loro radici, quella dialettale che Foscolo definiva ‘la lingua di latte’, non è morta, ma, anzi, vive e sopravvive coerentemente e d’intesa con i cambiamenti creati dalla nuova società multietnica. Protagonista, dunque, per il ventiseiesimo anno la Cultura Dialettale Italiana in ‘forma di poesia’ – in primis quella Trentina ideatrice ed ‘ospite’ della manifestazione  ab ovo, coordinata e presieduta dal suo massimo esponente, il professor Elio Fox, giornalista, drammaturgo, saggista, studioso e ricercatore linguistico, ma, soprattutto, anima appassionata della cultura della sua terra che proprio domenica presenterà la sua ultima ventennale ‘fatica’, il “Vocabolario della parlata dialettale contemporanea della Città di Trento”, il nuovo dizionario dei termini e dei neologismi delle espressioni dialettali usate dagli abitanti di Trento.  “Un vocabolario - ha dichiarato Fox - deve essere l'interprete della lingua scritta e parlata corrente e non solo – ma anche – un archivio storico”.  Il nuovo vocabolario, che farebbe felice uno dei massimi linguisti della Lingua Italiana, il professor Gian Luigi Beccaria, comprende anche una sezione dedicata alla storia della toponomastica della città di Trento e una alla nomenclatura dialettale delle specie animali e vegetali, ma anche degli accessori per l'abbigliamento, per la casa e dei termini riferiti al lavoro e alla salute. Numerosissime le adesioni dal Trentino, dal Veneto, dalla dall’Emilia Romagna, poeti e poetesse che porteranno le loro liriche anche dal Centro Italia. Per Ferrara sarà presente, come da ormai 5 lustri, la poetessa e ricercatrice linguistico-dialettale Maria Cristina Nascosi Sandri, tra i past presidents del cenacolo estense ed ideatrice e coordinatrice della feconda stagione di AR.PA.DIA., l’Archivio Padano dei Dialetti del Comune di Ferrara, oltreché membro attivo e redazionale dell’A.N.Po.S.Di., l’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali d’Italia.  Un evento, enfin, davvero imperdibile e ben riconducibile ad un’ormai ben consolidata tradizione, un NON DIMENTICARE di RICORDARE che le nostre lingue dialettali sono le nostre irrinunciabili radici e traits-d’union che, insieme, han ‘fatto’, seppure in parte, l’Italia di ieri e di oggi, patrimonio da affidare alle generazioni che verranno, il nostro futuro.

                                                                       Maria Cristina NASCOSI SANDRI

                                
 

              La mostra PANE E NON SOLO
                        I cibi, i libri

ALLA BIBLIOTECA AMBROSIANA di  MILANO   
                                        DAL 14 APRILE AL 12  LUGLIO 2015
In mostra il Virgilio di Petrarca: i temi di EXPO nei codici miniati
L’esposizione presenta 15 manoscritti, riccamente miniati, tra i più preziosi al mondo, prodotti dalle più varie tradizioni iconografiche ebraiche e greche, latine, arabe e italiane che riflettono sull’arte, la scienza e la fede.
…  Leggi il resto di questo post → r

                                         
 

ANDY WARHOL: GENOVA , VILLA CROCE - 2 APRILE- 5 LUGLIO 2015

 

 
Indirizzo: Via J. Ruffini, 3, Genova Telefono:010 580069
Villa Croce ritorna a essere una dimora privata arredata con mobili di designper ospitare quasi cento opere da una straordinaria collezione genovesemai prima presentata in pubblico.
                                  
 

21 marzo 2015, Giornata mondiale della POESIA
e 84° compleanno di ALDA MERINI
 

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia e secondo gli esperti, quest’anno è il secondo giorno di primavera. Ma sarebbe anche l’84° compleanno di una delle migliori poetesse degli ultimi tempi, Alda Merini, personalità anomala nell’àmbito di una delle Arti più nobili, ad un tempo, tra le più disertate e, tantomeno, comprese.  Ma ALDA MERINI è stata, è una poetessa fuori dal tempo, al di là di ogni tempo….Ci ha lasciato, orfani di sapere, sensibilità ed amore, il I novembre 2009. Per questo a seguire, si propone una sua bella poesia, per non dimenticare di ricordarla, oltre la morte…

                                                                      Ti aspetto e ogni giorno…

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.

Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare
                                                                                    
Maria Cristina Nascosi

 

Asti, Palazzo Mazzetti, Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica

Alle origini del gusto. Il Cibo a Pompei e nell’Italia antica
Asti, Palazzo Mazzetti  -  7 marzo – 5 luglio 2015
L’idea di una mostra ad Asti sull’alimentazione nel mondo antico si ispira alle linee guida dell’Expo 2015 di Milano: “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”, quando ricordano che “la qualità e la genuinità del cibo vanno di pari passo con la tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento dei popoli e delle comunità locali, frutto di esperienze millenarie sulle quali oggi si innestano forti innovazioni scientifiche e tecnologiche”. Continua a leggere...»
 
 
 

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A GALLARATE (VA) DAL 13 AL 24 MARZO 2015
TORNA LA SETTIMANA DELLA SCIENZA - IX edizione

 #settimanascienza2015 

INTELLIGENCE è il tema scelto per quest’anno, attorno a cui ruoterà un ricco programma aperto al pubblico, come conferenze, spettacoli, mostre, prove al simulatore di volo, giochi matematici e molto altro ancora.Read the rest of this entry »

                             
 

EXPO IN CITTA'. DOMANI AL CASTELLO PRESENTAZIONE DEL CICLO DI LEZIONI D'ARTE SU "LEONARDO.UNA VITA" PROMOSSE DAL FAI

Milano, 23 febbraio 2015 - Domani, martedì 24 febbraio, alle ore 11,30, presso la leonardesca Sala delle Asse al Castello Sforzesco (con ingresso dalla biglietteria dei Musei del Castello), eccezionalmente aperta per l'occasione prima dell'avvio di Expo, si svolgerà la presentazione alla stampa del "Corso di storia dell’arte 2015", promosso e organizzato dal FAI e curato da Giovanni Agosti, che indagherà la vita di Leonardo da Vinci attraverso un affascinate percorso di venticinque lezioni, dal 26 febbraio al 16 dicembre 2015, per illustrare la vita del genio del Rinascimento italiano, protagonista del programma culturale di Expo in città.

Saranno presenti:
- Claudio Salsi, Direttore di Settore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici del Comune di Milano
- Giovanni Agosti,  Docente di Storia dell’Arte Moderna – Università degli Studi di Milano
- Fiorenzo Galli, Direttore del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”
 - Anna Gastel, Vice Presidente

                                               

 

Varese  WIM WENDERS - “AMERICA” 

Dopo l’esposizione di Turrell e Irwin che ha portato a Varese oltre 70mila visitatori da tutto il mondo, Villa Panza, bene del Fondo Ambiente Italiano, apre le porte alla fotografia con la mostra “America”, una selezione di opere fotografiche di Wim Wenders. Il famoso regista tedesco ha affiancato per tutta la vita all'attività cinematografica quella di fotografo di luoghi scoperti e vissuti in ogni parte del mondo. “I paesaggi - spiega lui stesso - danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana. Il mio approccio ai luoghi è molto diverso. Se devo girare un film e ho in mente una storia, viaggio alla ricerca di quei luoghi che possono aiutarmi a raccontare quella storia, e spesso non mi porto dietro nemmeno la macchina fotografica. Molto diverso invece è quando viaggio, da solo, e ascolto i luoghi che incontro.” Le 34 foto esposte a Villa Panza rappresentano solo una ridotta selezione del suo immenso archivio e sono dedicate all’America realizzate tra gli anni Sessanta e il 2003. Luogo del sogno, della luce, dei grandi spazi che come il regista affascinò anche l'antico “padrone di casa”, il conte Giuseppe Panza, tanto da condizionare i suoi gusti artistici e la sua collezione. Egli spesso affermava che “Se il confronto dell’opera d’arte contemporanea con un’architettura classica funziona, vuol dire che la qualità è la stessa. Sono solo due linguaggi diversi”.                             Tutte le immagini - tante in grande formato (fino a cinque metri) da sembrare veri e propri quadri - si integrano perfettamente con le architetture ottocentesche, fatte di stucchi e lampadari di cristallo, documentano ambienti, paesaggi, architetture e strade colte dall’obbiettivo fotografico di Wenders con uno sguardo acuto e profondo volto alla contemplazione dell’immensità della natura e alla potenza  della luce. L’idea di questa iniziativa come spiega Anna Bernardini, Direttore di Villa Panza e curatrice della mostra, nasce durante il mese di Agosto 2014, quando il regista e la moglie Donata visitano per la prima volta la Villa, rimanendo affascinati dal luogo e dalle opere. Le consonanze tra l’America di Wenders e quella di Panza si svelano e l’idea diventa così un progetto espositivo. Le fotografie, scattate con una Leica caricata con pellicole a scorrimento, non subiscono lavori di post produzione: “I luoghi che voi vedete, sono esattamente come li ho visti io.”, ha sottolineato l'artista intervenuto alla presentazione stampa. Il percorso espositivo ha inizio al primo piano della Villa e si conclude nelle scuderie con un’opera in cinque atti dedicata a “Ground Zero” (l'area di New York dove fino all'11 Settembre 2001 si stagliavano le Torri Gemelle abbattute quel giorno da due aerei di linea dirottati da terroristi) che Wenders ha potuto fotografare pochi giorni dopo l’attacco. Le macerie fumano ancora, i Vigili del Fuoco lavorano nella voragine provocata dal crollo, ma la luce del sole attraversa la drammatica sequenza delle opere come una preghiera per immagini, che invita alla riflessione più generale sulla violenza. Come spesso accade, i grandi maestri e i grandi artisti sono capaci di raccontare con stupefacente semplicità e chiarezza il percorso, le idee, l’esperienza che accompagna il proprio lavoro. Wenders è molto profondo. Stupito dell’accoglienza ringrazia l’Italia per la creatività e gli stimoli che ogni visita nel nostro paese gli lascia. Sarebbe bello vedere anche le immagini scattate nei suoi viaggi da noi. La mostra, corredata da un catalogo di Silvana Editoriale, è dedicata all’amico Dennis Hopper, regista cinematografico come lui e a Edward Hopper, suo riferimento artistico. Durante il periodo dell’esposizione si tiene una rassegna dedicata alla sua cinematografica in collaborazione con l'Associazione Amici di Piero Chiara e Filmstudio 90. Nota finale: il grande regista ha ricevuto l' “Orso d'Oro” alla carriera al Festival di Berlino (denominato “Berlinale”) appena concluso, durante il quale gli è stato reso giusto omaggio con una retrospettiva di dieci film e il lavoro fuori concorso “Every thing will be fine”.
Villa e Collezione Panza - Piazza Litta 1, Varese; fino al 29 Marzo 2015
Orari: tutti i giorni tranne i lunedì non festivi dalle 10 alle 18
Per informazioni www.wimwendersvillapanza.it  

                                                                                                        Fabio Giuliani

                                                     
 

Al Giorno Ebraico della Memoria - 27 gennaio 2015

Per non dimenticare di ricordare…

 František Franta Bass 

Son Ebreo…

 Son Ebreo… è una poesia scritta da František Bass, piccolo-grande poeta, quando aveva 11 anni, in campo di concentramento.
Era nato il 4 settembre 1930, a Brno, oggi seconda città dopo Praga, della Repubblica Ceca e capitale storica dell’antica e cólta regione della Moravia. Fu veramente un picco-grande poeta: le sue liriche, tradotte in inglese da Edith Pargeretova, son opere di spessore incredibile; il dolore, la sofferenza, specie in un bambino, son esperienze che maturano, rendono adulti anzitempo e Franta – questo vezzeggiativo fu il suo pseudonimo autoriale - le fermò, per sempre, sulla pagina scritta, piccoli capolavori di umanità negata da una delle più atroci prove che l’uomo abbia fatto subire ad un ‘altro’ uomo.
Franta fu condotto a Terezin, (Theresienstadt), il campo di concentramento dei bambini, il 2 dicembre 1941. Quel campo, il ‘fiore all’occhiello’ di Hitler, fu il gioiello della sua mostruosa e sapiente propaganda: vi si giraron filmati, venivano fatte regolarmente visite da personaggi di spicco, per mostrare loro che il nazismo creava talenti, esprimeva cultura, non morte: in realtà i bimbi venivano poi uccisi – ne furono internati 15.000, si salvarono in 100 !! - prima del compimento del quattordicesimo anno  di età. Ecco perché il piccolo Franta, che ormai aveva oltrepassato, seppur da poco quell’età fatidica, venne condotto ad Auschwitz il 28 ottobre 1944 dove morì dopo soli 2 giorni, otto mesi prima della fine del Secondo conflitto mondiale. La sua poesia che segue è conservata in una bacheca di vetro nella Sinagoga vecchia di Praga, una delle culle della civiltà mitteleuropea, la capitale della Repubblica Ceca che qualche tempo fa, durante un viaggio, ebbi modo di leggere, per caso. Mi colpii tanto e volli tradurla per proporla proprio per il Giorno della Memoria di quest’anno. Grande è il potere di quelle parole, che si potrebbero trasporre in ogni lingua e dialetto del mondo: dietro ognuna di esse, frutto di orgogliosa identità da difendere dalla criminale damnatio memoriae, ci sono un significante ed un significato dal sapore universale!

Son Ebreo

Son Ebreo ed Ebreo rimarrò.
Anche se morissi di fame,
mai mi sottometterei ad alcuna nazione,
combatterò sempre
per la mia nazione, sul mio onore.
Non mi vergognerò mai
della mia nazione, sul mio onore.
Son fiero della mia nazione,
una nazione più che mai degna d’onore.
Sempre sarò oppresso,
e ancora rivivrò, per sempre.
                                                                                     

By Maria Cristina Nascosi Sandri

                               
 

Filippo Juvarra a Torino Palazzo Madama  
Fantasia barocca
  Fino al 22 febbraio 2015

Certo, fatte  le debite proporzioni temporali, senza Bramante Filippo Juvarra non sarebbe mai esistito. Siam tutti ‘sulle spalle  dei giganti’ per dirla storicamente con Giambattista Vico e il grande architetto siciliano segue l’algoritmo della Storia.  E Torino, a 300 anni dal giuramento di Filippo Juvarra, nominato ‘Primo Architetto Civile’ da Vittorio Amedeo II di Savoia, il 15 dicembre 1714, ricorda il grande artista a  Palazzo Madama con un emozionante spettacolo di proiezioni video e di suoni che ripercorre le tappe della sua carriera a Torino.  E lo fa con mezzi tecnologici ad alto livello, con immagini, luci, musica per un’esperienza carica di significato e unica. L’architetto siciliano che trasformò Torino in capitale del regno d’Italia con i suoi capolavori, primo fra tutti la facciata di Palazzo Madama, è celebrato oggi all’interno della Sala che affaccia sullo Scalone da lui progettato. Grazie al lavoro di Art Media Studio di Firenze e degli architetti Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, Palazzo Madama mette in scena una spettacolare video installazione che prende spunto dalle collezioni di disegni di Juvarra conservate nelle collezioni del museo.          Nella Sala Senato saranno esposti anche i quattro album di disegni che Filippo Juvarra compose prima della sua partenza per Madrid. Si tratta di volumi composti da 644 fogli realizzati a matita, penna e acquerello tra il 1706 e il 1735.Tutti gli album sono stati digitalizzati ad alta definizione con una qualità che permette di cogliere, nei minimi dettagli, le doti eccellenti di Juvarra come disegnatore e la sua inesauribile fantasia creativa. Schizzi e disegni architettonici, progetti, paesaggi di fantasia,  i cosiddetti ‘capricci’, scenografie, disegni d’ornato -  l’architetto riesce a translare in forma la sua inventiva di ornatista, mèmore dell’esperienza nella bottega del padre orafo - vengono fatti dialogare tra loro e correlati alle architetture realizzate a Torino ed in Piemonte, e soprattutto con l’intelaiatura architettonica della Sala del Senato. Il pubblico potrà assistere ad una proiezione audio–video a chiasma ed evocativa, coinvolgente dal punto di vista emozionale e, in alcune parti, addirittura interattiva. I disegni prendono vita, si animano ed interagiscono con gli edifici, con gli oggetti, con i personaggi della Storia di Torino, che fu, come detto, la prima capitale del regno sabaudo. Le immagini saranno proiettate su tre lati della sala del Senato.
           La video installazione si articola in nuclei tematici che affrontano i diversi aspetti della produzione artistica di Filippo Juvarra: dall’incontro con Vittorio Amedeo II di Savoia, che nel 1714 si trovava in Sicilia per ottenere il titolo regio, alle vedute di Torino prima dell’arrivo dell’architetto. Talune sezioni sono dedicate ai progetti architettonici: la Reggia di Venaria e la palazzina di caccia di Stupinigi, Superga, Santa Cristina, San Filippo, e le scale monumentali di Palazzo Madama e Palazzo Reale, al genio di Juvarra, regista della progettazione e dell’arredo, insieme con i disegni scenografici, le vedute fantastiche, i disegni di ornato, fino alla storia degli album, quattro volumi realizzati alla fine della sua carriera ed oggi conservati a Palazzo Madama.  
                                                                  

                                                                                               di Maria Cristina Nascosi Sandri

                                         
 
Grazie all’impegno e alla collaborazione tra Fondazione A. De Mari e Comune di Savona
NASCE A SAVONA IL MUSEO DELLA CERAMICA
 
nello storico edificio quattrocentesco del Monte di Pietà, aperto per la prima volta al pubblico dopo i restauri ed ora collegato all’attigua Pinacoteca Civica, a creare un grande polo museale nel centro storico cittadino
 
Inaugurazione: martedì 16 dicembre ore 17.00   Ingresso gratuito fino al 6 gennaio 2015 

11 dicembre 2014
 – Savona ha un nuovo gioiello d’arte e cultura nel cuore del suo centro storico: è il Museo della Ceramica, la cui realizzazione è stata fortemente attesa ed è oggi arrivata a compimento grazie all’impegno e alla stretta collaborazione che ha visto la Fondazione A. De Mari e il Comune di Savona operare fianco a fianco nella creazione di un polo museale senza precedenti dedicato alla ceramica ligure, in particolare savonese e albisolese, con un migliaio di opere di grande valore artistico,  dal XV secolo al contemporaneo, accuratamente selezionate dalle curatrici Cecilia Chilosi ed Eliana Mattiauda. read more
 
                  
 

         Così come viene…  di Olga Karasso  

Confidando nell'interesse, sono lieta di informare che, modernizzatami, ho appena pubblicato con Youcanprint - sia come e-book che in versione cartacea - la mia recente fantasia letteraria " Così come viene... ". La potete cercare e ordinare sui maggiori siti on line o direttamente nelle librerie (meno semplice) scegliendo tra quelli che praticano le condizioni migliori.  read more

 

 

                                

 

A Novara arriva 'In Principio', mostra tra scienza ed arteA Novara dal 29 novembre 2014 sino al 6 aprile 2015 negli spazi del museo Broletto  LA MOSTRA  tra scienza ed arte

"IN PRINCIPIO: DALLA NASCITA DELL'UNIVERSO ALL'ORIGINE DELL'ARTE"https://www.ansa.it/web/images/trasp.gif

La mostra In Principio, ideata da Sergio Risaliti, prodotta da Fondazione Teatro Coccia Onlus in partnership con Codice. Idee per la Cultura, promossa da Comune di Novara e Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte nell’ambito del Sistema Culturale Integrato Novarese si giova della collaborazione di INAF- Istituto Nazionale di Astrofisica e di INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ed è sostenuta da importanti sponsor pubblici e privati, e si avvale di Civita per la comunicazione.
La mostra 'In Principio. Dalla nascita dell'Universo all'origine dell'arte'  è una mostra interamente dedicata a raccontare 'le origini': la nascita dell’universo, la formazione della Terra e della Luna, l’origine della vita sul nostro pianeta. E poi, tra le tante specie viventi, l’arrivo della nostra con l’evoluzione di alcune “specificità” umane: il linguaggio e la parola, l’arte e il mondo simbolico.
L’ esposizione del Broletto propone quindi un percorso di milioni di anni alla scoperta del Big Bang e dell’impulso creativo, in cui convivono i disegni originali di Galileo Galilei e la rappresentazione del mito di Atlante nelle opere del Guercino, le teorie di Newton e il mito di Medusa. read more

                                        
 

VILLA TRISTE. VISITA GUIDATA CON L'AUTORE
«Immaginiamo di non poterci confidare o non poter esporre le nostre idee a un vicino di casa, a un amico o addirittura ai nostri stessi familiari. Pena l’arresto e probabilmente violente percosse. Immaginiamo di vagare in una città martoriata dai bombardamenti, dove il cibo scarseggia e l’unica risorsa è la borsa nera…».

Villa Triste
Il giornalista e scrittore
Daniele Carozzi


autore del romanzo

Milano 1944: Villa Triste
La famigerata banda Koch


propone una visita guidata
alla Villa di via Paolo Uccello 19

mercoledì 26 Novembre - ore 17,00

Prenotazione obbligatoria:
Libreria Paoline – tel. 02 43 85 12 40

Ingresso gratuito
                          
 

 PREMIO  PADOVANO  DEL  TACCO
      Sabato 22 novembre alle 17 nell’Auditorium Modigliani, in via E. Degli Scrovegni, 30 a Padova

GRUPPO ASSOC.PUGLIESI DI PADOVA


Musica, allegria, intrattenimento. C’è grande attesa per il Premio Padovano del Tacco, organizzato dall’Associazione  Pugliesi Padova.
Sabato 22 novembre alle 17 nell’Auditorium Modigliani, in via E. Degli Scrovegni, 30 a Padova
, sarà reso un omaggio a chi, pugliese di nascita, ha saputo realizzare nei più diversi ambiti, a Padova e nel Veneto, quel personale percorso di vita, non solo professionale, che a suo tempo l’aveva indotto a lasciare la regione d’origine.

Il Premio, giunto alla sua terza edizione, è nato da un’idea di Donato Coluccia, presidente dell’Associazione regionale Pugliesi Padova ed è stato patrocinato da Comune di Padova, Provincia di Padova,  Regione Puglia, Province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Taranto, Brindisi e Lecce. Preziosa la collaborazione di Ascom Padova - Confcommercio Imprese per l’Italia e di Max Communication di San Giorgio in Bosco (PD).

A condurre l’evento saranno Romolo Chiancone, romanziere e ideatore di un famoso Premio letterario per scrittori esordienti (www.romolo.chiancone.eu) e Carmen Mancarella, direttore della rivista di turismo e cultura del Mediterraneo, Spiagge (www.mediterraneantourism.it), giornalista esperta in marketing territoriale. Riceveranno il premio “Padovano del Tacco” Giuseppe Maria Ricchiuto, presidente di Specchiasol, azienda leader nel campo dei prodotti naturali erboristici,  che trae il suo nome da Specchia, un centro della provincia di Lecce, dove Ricchiuto è nato, Giuseppe Pecere, psicologo – psicoterapeuta responsabile degli studi di Terapia breve strategica di Verona, Padova e Bologna e Angelo Montrone, calciatore professionista dalla brillante carriera che ha giocato anche nel Padova Calcio. Sarà assegnato un premio speciale al Comune di Specchia,  nella persona del suo sindaco, Rocco Pagliara, mentre come “Donna di Puglia” sarà premiata la signora Lina Memmo, titolare di Castello Monaci struttura aperta agli eventi e alle grandi cerimonie, che si trova nella zona del Salice Salentino dop, in provincia di Lecce.

Al termine della premiazione sarà offerto un buffet per la degustazione di Specialità Pugliesi a cura di Stefano Potenza (che per l’occasione arriverà dal suo negozio di Legnaro) nel ristobar I Santi, in via N. Tommaseo, 62 a Padova (www.isantipizzarommpadova.it).

                           
 

Caro Corrierino Gli indimenticabili personaggi del Corriere dei Piccoli
Saronno (VA) – Fino al 30 novembre 2014
 

 

In occasione della manifestazione “DIRITTI IN GIOCO-DIRITTI IN ARTE” promossa dal Comune di Saronno per la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia, è appena stata inaugurata c/o lo spazio temporaneo del museo Gianetti la mostra “CARO CORRIERINO”, evento a cura del Museo dell’Illustrazione di Saronno relativo agli indimenticabili personaggi del Corriere dei Piccoli. La mostra propone ai bambini, di oggi e, forse, soprattutto, di ieri, una panoramica dei mitici personaggi che hanno fatto la storia ed il successo delle più longeve testate dell’editoria italiana per ragazzi. Fin dalla sua fondazione Il Corriere dei Piccoli, nato come supplemento settimanale della Domenica del Corriere della Sera, ebbe accanto ai primi eroi stranieri anche i suoi eroi nazionali, grazie ad un nutrito gruppo di artisti. Tra di essi ne son stati scelti sette, quelli che indubbiamente hanno dato vita ai personaggi più famosi che hanno accompagnato la vita italiana dalla « belle époque », alla Prima Guerra Mondiale e quindi alla Seconda Guerra Mondiale. I nomi che entrano a far parte di diritto della ideale galleria artistica sono quelli storici  di Antonio Rubino, Sergio Tofano (il grande STO, anche attore e regista di teatro, cinema e televisione), Giovanni Manca, Bruno Angoletta, Attilio Mussino, Carlo Bisi e Mario Pompei, suocero di Paola Pallottino, che gli rese omaggio con l’apertura, nel 1993, a Ferrara, di un museo unico come fu quello dell’Illustrazione di via Frescobaldi, 40, poi chiuso, insieme con il Museo Antonioni e quello dell’Architettura, nel 2005 – come qualche Ferrarese di buona memoria ricorderà – per…mancanza di fondi. Nel percorso in mostra si potranno scoprire personaggi come Quadratino del grande già nominato disegnatore ed illustratore Antonio Rubino, BILBOBULL di Attilio Mussino, il Signor Bonaventura di STO (Sergio Tofano) – qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura -  Sor Pampurio di Carlo Bisi, il Marmittone di Bruno Angoletta e molti altri ancora. Immagini e testi originali, sapientemente raccontati da Pietro Zanardi, affascineranno tutti: dai bambini agli adulti, agli appassionati, da una vita, di disegno, illustrazione e fumetto.
Orario mostra: da martedì a venerdì 15.00-18.00, sabato 15.00-19.00.

Aperto, last but not least, anche domenica 30 novembre 15.00-18.00
 

                                               di Maria Cristina Nascosi

                                      
 

Walter Bonatti   Fotografie dai grandi spazi    dal 12 Novembre 2014 all’8 marzo 2015

 

 Sta per aprirsi a Milano, in Palazzo della Ragione, in piazza Mercanti, a pochi passi dal Duomo, l’esposizione dal titolo Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, che con l’ausilio di video, documenti inediti ed un allestimento particolarmente coinvolgente, ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure di un grande italiano, uno di cui andare veramente fieri, alpinista ed esploratore invidiatoci da tutto il mondo.
Walter Bonatti
 era nato a Bergamo nel 1930. La sua grande passione per la montagna  - comune a tutti i bergamaschi doc, montanari nel dna - lo aveva portato a condurre centinaia di imprese alpinistiche. Nel 1951 la sua prima grande: con Luciano Chigo scala la parete est del Grand Capucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala in solitaria e per la prima volta assoluta il pilastro sud del Petit Dru, sempre nel massiccio del Monte Bianco. Fa parte delle guide di Courmayeur. Nell’inverno del 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino su una via fino ad allora inesplorata. Fu questa la sua ultima impresa di alpinismo estremo.
Successivamente si dedicherà all’esplorazione ed all’avventura come inviato del settimanale Epoca fino al 1979. A partire dagli anni ‘60 pubblica numerosi libri che narrano le sue imprese alpinistiche, veri e propri fotoreportages da grande Autore.
Muore a Roma il 13 settembre 2011, all’età di 81 anni.
Le immagini in mostra testimoniano, dunque, oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontano una passione travolgente per l’avventura e della ricerca del sé più recondito, insieme con la straordinaria professionalità di un grande video-cronista, se si passa il piccolo calembour.È davvero impossibile separare il ricordo di Walter Bonatti da quello delle sue fotografie. Ed è sorprendente scoprire quanto la sua figura e le sue imprese siano radicate nella memoria di un pubblico variegato e per età e per interessi. La persistente popolarità di Bonatti ha, in ogni caso, più di una spiegazione. Imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui si impadronì dei segreti della montagna: alpinista estremo, spesso solitario, ha conquistato l’ammirazione degli uomini ed il cuore delle donne, affascinando nello stesso tempo l’immaginario dei più giovani. Il mestiere di fotoreporter per grandi riviste italiane, soprattutto per il noto settimanale Epoca – un po’ il Life italiano, per intenderci, il magazine d’eccellenza con cui aveva lavorato il grande Robert Capa - lo portò a cercare di trasmettere la conoscenza di luoghi estremi del nostro pianeta, ‘riuscendo a trasmettere’, al contempo, se stesso ed il proprio percorso esperienziale.Mai smise di battersi con forza per tramandare la vera storia, troppe volte nascosta, della conquista del K2 e del tradimento dei compagni di spedizione.Molte, tra le sue folgoranti immagini, sono grandiosi ‘autoritratti ambientati’ ed i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione e di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo, regista di sé e del mondo: in un modo del tutto originale, fu in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso seppe cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che andava esplorando, commentando mirabilmente  il tutto con affabulazioni d’imprese affascinanti e impossibili.
                                                          

                                                     
 

La nascita di MAGNUM

 Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour
A cura di Marco Minuz
Cremona, Museo del Violino -
Dal 31 ottobre 2014 all'8 febbraio 2015

 Questo 2014, che è diventato l’anno-omaggio per eccellenza a due grandi della fotografia, variamente ‘citati’ su queste pagine, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, tra gli inventori del fotoreportage a 360°, chiude ancora con loro e con una mostra bellissima che esplora la nascita della più celebre agenzia fotografica del mondo, la Magnum Photos, di cui essi stessi furono tra i fondatori.
        
 Si svolge al nuovo Museo del Violino di Cremona grazie alle immagini di coloro che di quella nuova, grande avventura furono i primi protagonisti. Un percorso ospitato all’interno di questa nuova struttura museale che rimarca il legame antico ed indissolubile fra Cremona ed un’arte antica e nobile tutta italiana, quella della Liuteria.                                                                      Il 22 maggio del 1947, dopo alcune riunioni presso il ristorante del MoMA, the Museum of Modern Art di New York, viene iscritta al registro delle attività americane la “Magnum Photos Inc”, nome che prendeva spunto dalla celebre bottiglia di champagne. A firmare erano Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert. Prendeva vita una realtà che era la concretizzazione di una lunga riflessione avviata da Robert Capa durante la guerra civile spagnola e che, negli anni, era stata estesa anche ai fotografi che frequentava.
          Un progetto che si fondava sulla tutela del lavoro del fotografo e sul rispetto degli associati diritti fotografici. Attraverso la formula della cooperativa, i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, prendevano decisioni collettivamente, proponevano autonomamente alle testate i propri lavori per non essere assoggettati alle esigenze editoriali delle riviste e rimanevano proprietari dei negativi, garantendo così un pieno controllo sulla diffusione delle immagini. Un controllo che si estendeva anche ad un minuzioso controllo dei testi delle didascalie associate alle foto ed al perentorio divieto di manipolare le immagini. Con questi presupposti, e con la qualità del lavoro dei suoi soci, Magnum divenne ben presto un riferimento nel mondo del foto-giornalismo.
            Essa rappresentava così una diretta conseguenza del grande sviluppo nella stampa illustrata e delle agenzie foto-giornalistiche avvenuto durante i due conflitti mondiali.
            Fin dai suoi esordi viene prevista, per ogni fotografo, una suddivisione geografica dove operare: Henri Cartier-Bresson in Oriente, David Seymour l’Europa, William Vandivert l’America, George Rodger il Medio Oriente e l’Africa e Robert Capa piena libertà d’azione nel mondo.
            L’avventura di Magnum, o meglio gli esordi di essa, viene raccontata al Museo del Violino da un corpus di ben centodieci fotografie che rappresentano una vera eccezionalità: per la prima volta infatti i primi reportages dei fondatori di Magnum vengono raccolti assieme, permettendo di costruire uno straordinario spaccato sull’avvio di questa agenzia. Inoltre è occasione per avviare una riflessione sul ruolo del fotogiornalismo e sulle trasformazione che Magnum innescò in questo settore.
            Ad introdurre il percorso espositivo è una sezione dedicata a Robert Capa‘ before Magnum’, con celebri immagini della guerra civile spagnola, di quella del conflitto fra Cina e Giappone e della seconda guerra mondiale. A seguire, quattro selezioni legate ai primi reportages realizzati di Rodger, Cartier-Bresson, Seymour e dallo stesso Capa per Magnum. Si tratta del reportage di Capa dedicato alla nascita dello stato di Israele con una particolare attenzione ai campi di rifugiati, il reportage di George Rodger dedicato alla tribù dei Nubas in Sudan, il lavoro di Henri Cartier-Bresson dedicato all’India con le ultime fotografie scattate a Gandhi prima che fosse assassinato nel gennaio del 1948 ed infine le fotografie di David Seymour incentrato sulle conseguenze del secondo conflitto mondiale in Europa, con una particolare attenzione al dramma degli orfani di guerra.
             La mostra sarà arricchita da una serie di iniziative dedicate ad approfondire il lavoro di ognuno di questi grandi fotografi, ma contemporaneamente offrire occasioni di riflessione sul ruolo del fotogiornalismo.
             Il catalogo, èdito da Silvana Editoriale, raccoglierà una serie di interviste ad importanti figure del mondo della fotografia a livello internazionale incentrate sul ruolo del fotogiornalista. Come afferma Marco Minuz, il curatore della mostra, “…questo progetto, reso possibile grazie ad una forte partnership con Magnum, permetterà al visitatore di comprendere un passaggio fondamentale della storia del fotogiornalismo che la nascita di Magnum rappresenta. Per la prima volta questi reportages vengono messi a confronto, permettendo di cogliere le straordinarie personalità di questi fotografi, mentre, al contempo, riflettono sul ruolo del foto-giornalismo nel mondo dell’informazione”.
 
Info: apertura dal martedì al giovedì dalle 10.00 alle 18.00; dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso. Chiuso il 25 di dicembre ed il 1 di gennaio. 

                                                                                                                               di Maria Cristina Nascosi Sandri

                                             

  STEVE McCURRY OLTRE LO SGUARDO -  Villa Reale di Monza  Secondo Piano Nobile www.mostrastevemccurry.it
                                             30 ottobre 2014 – 6 aprile 2015

La prima rassegna italiana dedicata a Steve McCurry, allestita a Milano a Palazzo della Ragione nel 2009, ha offerto al grande pubblico la possibilità di scoprire la sua straordinaria produzione fotografica, ben oltre quella vera e propria icona che era già la ragazza afghana dagli occhi verdi, apparsa qualche anno prima sulla copertina di National Geographic. A quel primo appuntamento espositivo ne sono seguiti altri, in varie città italiane, che hanno ogni volta ampliato la conoscenza del suo vasto repertorio, messo in scena nei più diversi contesti con suggestivi allestimenti.
A cinque anni di distanza sono più di 500.000 i visitatori di quelle mostre; ma nel frattempo Steve McCurry ha vissuto una stagione particolarmente produttiva della sua ormai più che trentennale carriera di fotoreporter, con incarichi prestigiosi come il calendario Pirelli 2013 e il progetto The last roll realizzato con l’ultimo rullino prodotto da Kodak, ma soprattutto con lavori molto impegnativi che ha realizzato viaggiando nei luoghi del mondo che predilige, dall’India alla Birmania, dall’Afghanistan alla Cambogia, ma anche in Giappone, in Italia, in Brasile, in Africa, e continuando una ricerca iniziata negli anni 70 con il portfolio realizzato in India e poi con il primo importante reportage in Afghanistan.
Per questo, dopo aver accompagnato McCurry in un progetto espositivo di così lungo respiro, Civita e SudEst57 hanno deciso di realizzare una nuova mostra, per presentare il suo lavoro in una nuova prospettiva, che, a partire dai suoi inimitabili ritratti, si spinge “oltre lo sguardo”, alla ricerca di una dimensione quasi metafisica dello spazio e dell’umanità che lo attraversa o lo sospende con la sua assenza. Oltre le porte e le finestre, oltre le cortine e le sbarre, oltre il dolore e la paura. Tra linee di fuga e riflessi che si confondono con le architetture della Villa Reale in un suggestivo gioco di rimandi. La mostra si sviluppa a partire dai lavori più recenti di Steve McCurry e da una serie di scatti che sono legati a questa sorprendente ricerca, anche se non mancano alcune delle sue immagini più conosciute, a partire dal ritratto di Sharbat Gula, che è diventata una delle icone
assolute della fotografia mondiale.
Oltre a presentare una inedita selezione della produzione fotografica di Steve McCurry, la rassegna intende raccontare l’avventura della sua vita e della sua professione, anche grazie ad una ricca documentazione e ad una serie di video costruiti intorno alle sue “massime”. Per seguire il filo rosso delle sue passioni, per conoscere la sua tecnica ma anche la sua voglia di condividere
la prossimità con la sofferenza e talvolta con la guerra, con la gioia e con la sorpresa. Per capire il suo modo di conquistare la fiducia delle persone che fotografa: «Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te».
Ad una nuova mostra non poteva che corrispondere un allestimento del tutto nuovo, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore nel mondo di McCurry e stabilire un dialogo con gli ambienti monumentali della Villa Reale appena restaurata e la decorazione neoclassica che li caratterizza.
Steve McCurry oltre lo sguardo sarà a Villa Reale dal 30 ottobre 2014 con circa 150 immagini di grande formato, con una audioguida a disposizione di tutti i visitatori e una serie di video nei quali, in prima persona, l’artista racconta le immagini esposte, i suoi viaggi e il suo modo di concepire la fotografia. Il percorso di visita si apre nel monumentale corridoio degli Appartamenti privati con una sorprendente galleria di ritratti e si sviluppa nelle sale del Secondo piano nobile, ciascuna
delle quali è allestita intorno ad un tema iconografico, con un richiamo alla scenografia teatrale e all’istallazione di arte contemporanea.
In ogni scatto di Steve McCurry è racchiuso un complesso universo di esperienze ed emozioni. Per questo non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro tempo, ma è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, "si riconoscono".
La mostra, curata da Biba Giacchetti e Peter Bottazzi, è promossa da Nuova Villa Reale di Monza SPA, la società che ha realizzato i restauri del Corpo Centrale della Villa ed oggi ne è concessionaria in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, istituito dalle Amministrazioni pubbliche e in particolare da MIBACT, Regione Lombardia, Comune di Milano,
Comune di Monza e Confindustria Monza e Brianza.
STEVE McCURRY, oltre lo sguardo è organizzata e prodotta da Cultura Domani, la società costituita da Italiana Costruzioni e Civita per la gestione dei servizi di accoglienza e assistenza alla visita della Villa Reale.
All’interno della mostra anche gli scatti del Calendario Lavazza 2015 e i ritratti degli Earth Defenders, protagonisti di storie di quotidiano eroismo: donne e uomini che ogni giorno con coraggio, orgoglio e dedizione difendono i propri progetti in Africa.
La mostra è accessibile con il biglietto di ingresso del Secondo Piano Nobile con le sale da poco  restaurate e del Belvedere, dove a breve sarà allestito lo spazio della Triennale.
Il biglietto comprende inoltre una audioguida della mostra a disposizione di tutti i visitatori.

Orari :da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle18.Sabato, domenica e festivi, dalle ore 10 alle 19.  Lunedì chiuso -Lunedì 8 dicembre apertura straordinaria, dalle 10 alle 18 .La mostra sarà aperta regolarmente durante le festività natalizie. La biglietteria chiude un’ora prima.  
Biglietti
Il biglietto dà accesso agli Appartamenti privati al secondo piano nobile della Villa, dove è allestita la mostra, e agli spazi del Belvedere  Intero  12 € -Ridotto 10 € per gruppi di almeno 15 persone, insegnanti e apposite convenzioni - Ridotto speciale 4 € per scuole e minori di 18 anni -Gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatore, tesserati ICOM, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti . Cumulativo, per tutti gli ambienti della Villa Reale  Intero 18 € Ridotto 15 € per gruppi di almeno 15 persone e apposite convenzioni  Ridotto speciale 5 € per scuole e minori di 18 anni Gratuito per minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, tesserati Icom, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti.     Visite guidate e attività didattiche Su prenotazione, per gruppi di massimo 25 persone 100 € per gruppi  70 € per scuole 120 € in lingua straniera -90 € per laboratori didattici  
PRENOTAZIONI:1,5 €  a persona  - 1 € a studente per le scuole e per i biglietti gratuiti    
Informazioni e prenotazioni  www.mostrastevemccurry.it  tel. 199 15 11 40 dall’estero 02 89 09 69 42  -*Attivo lunedì-venerdì, ore 9-18. Sabato, ore 9-12. Non attivo domenica e festivi.  
                                                                           

 

Henri Cartier-Bresson
Mostra retrospettiva dal Centre G. Pompidou di Parigi

Una foto, una storia. La fotografia come ”racconto del quotidiano”
 

Henri.cartier.bresson “A volte mi chiedono: ‘Qual è la foto che preferisci tra quelle che hai realizzato?’.Non saprei, non mi interessa. Mi interessa di più la mia prossima fotografia, o il prossimo luogo che visiterò.”
                                         Henri Cartier-Bresson
( Vedere è tutto, Contrasto ) 

Dopo le varie celebrazioni dell’arte fotografica di Robert Capa, ora è la volta di Henri Cartier-Bresson mostra retrospettiva curata da Clément Chéroux, che sarà esposta a Roma fino al 25 gennaio 2015, presso il Museo dell’Ara Pacis.  La grande esposizione, realizzata dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con la Fondazione Henri Cartier-Bresson, è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura ed è presentata a dieci anni esatti dalla morte dell’Autore. Clément Chéroux è storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou, Musée national d’art moderne.Il genio per la composizione, la straordinaria intuizione visiva, la capacità di cogliere al volo i momenti più fugaci come i più insignificanti, fanno di Henri Cartier-Bresson (1908 – 2004) uno dei più grandi fotografi del ventesimo secolo.Nel corso della sua lunga carriera, percorrendo il mondo e posando lo sguardo sui grandi momenti della storia, è riuscito a unire alla potenza della testimonianza la poesia dell’imago. Tre periodi scandiscono la sua opera: il primo, dal 1926 al 1935, durante il quale Cartier-Bresson frequenta i Surrealisti, compie i primi passi nella fotografia ed affronta i suoi primi grandi viaggi; il secondo, dal 1936 al 1946, corrisponde al periodo del suo impegno politico, del lavoro per la stampa comunista e dell’esperienza del cinema; il terzo periodo, dal 1947 al 1970, va dalla creazione della cooperativa Magnum Photos – che lo vede sodale del già citato Robert Capa, pure tra i padri fondatori della mitica agenzia, fino alla fine della sua attività di fotografo.Riduttivo sarebbe dunque individuare nella sola nozione di ‘istante decisivo’ , per lungo tempo la chiave principale di lettura delle sue immagini, la sintesi del suo lavoro. Questa retrospettiva ripercorre cronologicamente il suo iter professionale ed esistenziale, con l’intento di mostrare che non c’è stato ‘un solo’ Cartier-Bresson, ma diversi. La mostra propone, infatti, una nuova lettura dell'immenso corpus delle sue immagini, coprendo l’intera vita professionale del fotografo. Esposte oltre 500 opere tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro: 350 stampe vintage d’epoca, 100 documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste, libri manoscritti, film, dipinti e disegni. L’itinerario espositivo offre una doppia visione: traccia la storia dei lavori di Cartier-Bresson, per mostrare l’evoluzione del suo cammino artistico in tutta la sua complessità e varietà, e, al tempo stesso, raccoglie e ‘rappresenta’ la storia del XX secolo attraverso il suo sguardo di fotografo. Dal Surrealismo alla Guerra Fredda, dalla Guerra Civile Spagnola alla seconda Guerra Mondiale e alla decolonizzazione, Cartier-Bresson è stato uno dei grandi testimoni della nostra storia – e tutte queste esperienze lo assimilano, ancora una volta a Capa -  ‘l’occhio del secolo’, come giustamente è stato definito. Il percorso espositivo è diviso in nove parti. Dopo una Introduzione, le altre sezioni corrispondono alle diverse fasi della vita e del lavoro di Cartier-Bresson:
1- Prime fotografie
: gli anni di apprendistato, i rapporti con gli americani a Parigi, le influenze fotografiche, il viaggio in Africa.
2- Viaggi fotografici
: il Surrealismo, il ‘caso oggettivo’, le peregrinazioni fotografiche in Spagna, Italia, Germania, Polonia e Messico.
3- L’impegno politico: New York con Paul Strand e il Nykino group, Parigi con Jean Renoir e l’Associazione degli artisti e scrittori rivoluzionari (AEAR), la stampa comunista con Robert Capa e Louis Aragon.
4- Le guerre
: il film sulla Guerra civile spagnola, l’attività durante la Seconda guerra mondiale (fotografo dell’esercito, prigioniero, fuggiasco, combattente della Resistenza) per documentare il ritorno dei prigionieri.
5- Il reporter
: La fondazione dell’Agenzia Magnum Photos, i reportage in Cina e in India, i funerali di Gandhi.
6- Il reporter professionista
: Il primo fotogiornalista a entrare in URSS dopo la morte di Stalin. E poi Cuba, “L’Uomo e la Macchina” e la serie Vive la France.
7- La fotografia dopo la fotografia
: La fine dei reportages e una fotografia più contemplativa. Ricompare il disegno.
8- Ricognizione
: il tempo della ricognizione, la riconsiderazione degli archivi (dai documenti al lavoro), mostre retrospettive e libri. La cosiddetta iconizzazione di Henri Cartier-Bresson.
La mostra è accompagnata da un ampio ed esaustivo catalogo (pubblicato da Contrasto) con saggi di studiosi, esperti e testi inediti di Cartier-Bresson.
                                                                 di Maria Cristina Nascosi Sandri

                                                        

 

    I COLORI del SACRO. IL VIAGGIO

                   Rovigo, Palazzo Roverella dall'11 ottobre all'11 gennaio 2015


               

   Giovanni Manna: La famiglia Bergoglio arriva in Argentina

Il viaggio, il rito di passaggio e di crescita per eccellenza, è il tema conduttore della settima edizione della rassegna internazionale di illustrazione “I colori del Sacro”, curata da Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano di Padova.
La mostra arriva a Palazzo Roverella (da oggi fino all’11 gennaio prossimo) dopo essere stata visionata a Padova da più di 30 mila persone e prima di iniziare un iter  - un viaggio, a sua volta di crescita, tutto suo, è proprio il caso di dirlo, che la porterà in numerose altre città italiane.  L’appuntamento autunnale con la grande illustrazione è ormai una costante nella programmazione di Palazzo Roverella. Nella strategia della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che propone la mostra in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, questi appuntamenti sono l’occasione privilegiata per avvicinare le famiglie e i più giovani all’attività della sede espositiva. “I colori del sacro. Il viaggio” ancora una volta registra l’interesse degli illustratori e una qualità crescente delle proposte: oltre 140 le opere di 68 illustratori, selezionati fra più di 300 partecipanti. Artisti provenienti da tutto il mondo che, nei modi più svariati e originali, hanno indagato ed esplorato il tema di questa edizione, nelle sue molteplici dimensioni. C’è chi rilancia il senso della vita o il raggiungimento di un fine ultimo; chi legge il passare del tempo; chi interpreta il viaggiare della propria mente. Non mancano le suggestioni bibliche con il peregrinare nel deserto, la vicenda di Giona che visse nella balena, i discepoli sulla via di Emmaus, il percorso dei Re Magi, la traversata del mar Rosso. Numerosi anche gli incroci con il personale quotidiano: il viaggio tra le proprie emozioni e inquietudini; il dramma di chi lascia la propria casa e cerca una meta migliore per il futuro: il viaggio quotidiano del lavoro che ci cambia la vita, ci disorienta, ci riempie di sollecitazioni, ci fa intrecciare le strade di molti...Sono opere cariche di fascino e suggestioni, ora gioiose, ora malinconiche, in alcuni casi incentrate su viaggi intimi e personali, altre volte invece su viaggi corali e di gruppo.

«Questa mostra – scrive, tra l’altro, Andrea Nante nel catalogo – rappresenta davvero l’intero mondo, un vero “viaggio” attraverso le tecniche dell’illustrazione, ma soprattutto nelle culture, nelle storie, nel vissuto dei popoli che nel viaggio trovano un elemento di lettura esistenziale, religiosa, filosofica. Visitarla sarà “un’esperienza” vera e propria per il pubblico di tutte le età, invitato anche a far crescere l’esposizione con contributi personali».
                                                                         di Maria Cristina Nascosi Sandri

                              
 

NASCE MEMOMI, IL MUSEO VIRTUALE DELLA MEMORIA DI MILANO

 Milano, 23 settembre 2014 – E’ stato presentato oggi a Palazzo Reale memoMI, il museo virtuale della memoria di Milano, un progetto innovativo che nasce da un lavoro di ricerca condotto in collaborazione con archivi pubblici e privati per raccogliere materiale [...]

                                      
 

MAN RAY  -  Villa Manin  Passariano, Codroipo (Udine) 13 settembre 2014 – 11 gennaio 2015

 Azienda speciale Villa Manin - Piazza Manin 10, 33033 Passariano, Codroipo (Udine)
www.villamanin.it  - e-mail: info@villamanin.it tel: +39 0432 821211


Dal 13 settembre 2014 all’11 gennaio 2015 Villa Manin presenta una grande mostra   dedicata a Man Ray (1890-1976) a cura di Guido Comis e Antonio Giusa e con la  collaborazione della Fondazione Marconi, Milano. Con oltre 300 opere, fra fotografie,  oggetti, dipinti, disegni e film sperimentali, l’esposizione ripercorre la vita e l’opera di uno  degli artisti più significativi del Novecento, autore di vere e proprie icone del secolo  scorso, come Le Violon d’Ingres, figura femminile con due intagli di violino sulla schiena e Cadeau, ferro da stiro con la piastra percorsa da una fila di chiodi. La straordinaria inventiva di un artista, allo stesso tempo fotografo, pittore, ideatore di  oggetti e autore di cortometraggi cinematografici, viene raccontata attraverso un ricco percorso espositivo che permette così di scoprire, oltre all’artista, anche Man Ray uomo  e di seguirlo nella lunga e movimentata carriera fra Stati Uniti ed Europa, fra amori e amicizie. Per Man Ray non esiste infatti distinzione fra arte e vita, fra interesse estetico e sentimentale, fra desiderio e invenzione visiva. Pur mettendo in evidenza le diverse  espressioni dello stile dell’artista, talvolta quasi disorientanti nel loro carattere enigmatico,  la mostra permette di cogliere gli elementi di continuità nell’opera di Man Ray, le curiosità  e le ossessioni che la punteggiano.

I temi della mostra. -
La mostra attraversa tutta la vita dell’artista: dagli anni d’esordio fra New York e Ridgefield - New Jersey, sede di una vivace colonia di artisti - alle prime opere dadaiste;  dall’arrivo a Parigi nel 1921, alla fuga dalla Francia occupata dopo un ventennio di  attività intensissima; dagli anni di Hollywood, dove Man Ray si stabilisce al ritorno in America, agli ultimi due decenni di vita trascorsi a Parigi. Non si tratta tuttavia di un iter semplicemente cronologico, ma di un percorso articolato in una successione di  approfondimenti che hanno per tema la scoperta della vocazione all’arte, il rapporto con gli amici artisti e il contributo alla definizione dell’estetica dadaista e surrealista, l’elaborazione di tecniche fotografiche come il rayograph e la solarizzazione, l’immagine della donna, le sperimentazioni cinematografiche e altri ancora.
Gli amici artisti. -
Già a partire dal periodo newyorchese, quando strinse amicizia con Marcel Duchamp, e a maggior ragione negli anni parigini, Man Ray frequentò molti fra i più importanti artisti del Novecento: oltre al citato Duchamp, Francis Picabia e Pablo Picasso, poi Henri  Matisse, Giorgio De Chirico e Constantin Brancusi, solo per citare alcuni nomi. L’esposizione mette in evidenza il sodalizio sia umano che creativo con queste figure e molte altre attraverso gli indimenticabili ritratti a cui Man Ray affidò il loro ricordo, ma anche attraverso opere di Man Ray stesso o degli artisti citati che testimoniano le curiosità e gli ambiti di ricerca condivisi.
La figura femminile.-
Così come dalle amicizie con i colleghi artisti, la vita e l’opera di Man Ray furono segnate dall’incontro con donne affascinanti: Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Meret Oppenheim, Juliet Browner e molte altre che non furono solo modelle e, spesso, amanti, ma vere e proprie muse capaci di ispirare, attraverso il proprio corpo, alcune delle sue opere più celebri: dal Violon d’Ingres, che ha per protagonista Kiki, alla Erotique Voileé, serie fotografica nata dalla collaborazione con Meret Oppenheim, per giungere ai magnifici ritratti che Man Ray scattò alla moglie Juliet Browner nel corso degli anni. Oltre a un’ampia selezione di fotografie femminili la mostra presenta opere in cui i corpi delle delle donne si fondono con architetture, oggetti geometrici, forme inanimate. L’erotismo di queste immagini lascia trapelare anche l’interesse per il marchese De Sade, che grande influenza esercitò sugli artisti surrealisti.
Man Ray e il cinema.
La creatività di Man Ray si espresse anche nei film sperimentali girati negli anni Venti: Retour à la raison, Emak Bakia, Les Mystères du Chateau du dé, Etoile de mer, testimonianze di eccezionale inventiva nell’uso della cinepresa e oggi unanimemente considerati fra i capolavori della cinematografia surrealista. A documentare questa manifestazione del talento visivo dell’artista ci sarà un’apposita sezione curata da Carlo Montanaro. I film saranno inseriti nel percorso espositivo e saranno proiettati nell’ambito del ciclo di iniziative collaterali che saranno ospitate sempre a Villa Manin.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Skira con le immagini delle opere esposte, i contributi critici di Guido Comis, Antonio Giusa, Janus, Carlo Montanaro e con un ricordo dell’artista di Giorgio Marconi.

Villa Manin  -  L’esposizione e gli eventi collaterali saranno ospitati all’interno del maestoso complesso di Villa Manin, tra i monumenti artistici più significativi del Friuli Venezia Giulia e fra i simboli più conosciuti del turismo e della cultura regionale, situato a Passariano, Codroipo, in provincia di Udine. Fatta edificare nel Seicento da Ludovico I Manin per celebrare la ricchezza e la potenza della sua casata, con il suo parco secolare di diciotto ettari, negli anni Villa Manin è stata testimone di importanti vicende storico-politiche del territorio: alla fine del XVIII secolo, all’epoca dell’ultimo doge di Venezia Ludovico Manin (1789-1798), divenne quartier generale delle truppe francesi capitanate da Napoleone Bonaparte mentre successivamente nelle sale della dimora dogale si svolsero importanti trattative che portarono al “Trattato di Campoformido" (17 ottobre 1797), con il quale  venne sancita la fine della Repubblica di Venezia a favore dell’Impero Asburgico. Questo momento segnò l’inevitabile decadimento della dinastia dei Manin. Così, dopo la metà Azienda Speciale VILLA MANIN Piazzale Manin 10, Passariano - 33033 Codroipo (UD) Italy T +39 0432 821211 F +39 0432 821229 www.villamanin.it  – P.I. 02328020306 del Novecento, la Villa fu acquistata dall’Ente per le Ville venete ed in seguito, nel 1969 dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attuale proprietario che attraverso l’Azienda speciale Villa Manin ne valorizza il patrimonio architettonico e ambientale, oltre a promuovere e gestirne le attività culturali.

                                             
 

Il Festival èStoria  nelle trincee della Grande Guerra

Cento anni fa la Grande Guerra

 Trincee è il titolo scelto per l'edizione 2014 di èStoria - Festival internazionale della Storia, in programma a Gorizia dal 22 al 25 maggio 2014. Giunto quest'anno alla decima edizione, il Festival sarà dedicato al centenario della Grande Guerra e vedrà riuniti a Gorizia i maggiori studiosi del settore provenienti da tutto il mondo.Oltre cento eventi tra convegni, mostre, proiezioni, letture e laboratori didattici . “Trincee” – si diceva -  è il titolo scelto quest’anno dalla manifestazione diretta da Adriano Ossola, che nel presentarla ha ricordato l’importanza dell’anniversario per la città e il territorio circostante: «Dal momento in cui l’Italia entrò in guerra la soglia di Gorizia divenne, com’è noto, la più ambita sia dal punto di vista materiale che simbolico per entrambe i contendenti e le battaglie sull’Isonzo costituirono in Italia “la” Grande Guerra per definizione»; l’evento bellico, ha aggiunto, costituisce uno snodo «ancora oggi in parte irrisolto nell’identità cittadina»; il festival intende restituire «alla guerra carsico-isontina la rilevanza internazionale che già possedeva durante il conflitto» e arricchire questo approccio «con il ricorso alla memoria letteraria, musicale, teatrale e filmica». Il calendario prevede oltre cento eventi tra convegni, presentazioni, dialoghi, mostre, proiezioni di film, laboratori e altre iniziative, in diversi luoghi della città: i giardini pubblici di Corso Verdi, Piazza Cesare Battisti, Piazza Vittoria e Via Rastello. Tra i convegni spicca quello organizzato dal Comitato Storico Internazionale diretto da Paolo Mieli, al quale sono attesi studiosi di fama mondiale. La sezione dedicata alle testimonianze sarà inaugurata da un concerto di Uto Ughi sul Monte Santo, nello stesso luogo in cui cento anni fa, appena conquistato durante la battaglia della Bainsizza, il grande maestro Arturo Toscanini lì diresse una banda. Interverrà, tra gli altri, John Hemingway, nipote del grande scrittore Ernest.“La Storia in testa” è un percorso di presentazioni editoriali, dibattiti, incontri commemorativi e mostre. Sarà consegnato il Premio Friuladria “Il romanzo della Storia” a Max Hastings. “Leggere la guerra” proporrà readings di poesia e narrativa (da ‘classici’ quali E. Hemingway, E. M. Remarque, S. Zweig ed E. Jünger) con le voci di attori come Giuseppe Battiston, Massimo Popolizio, Luciano Virgilio, Anita Kravos e studiosi del calibro di Quirino Principe. Sempre in tema di lettura, Giorgio Dell’Arti, nelle “Colazioni con la Storia”, commenterà le notizie del giorno e rileggerà i giornali del 1914. Numerosi gli ospiti attesi, tra i quali Frédéric Attal, Sergio Romano, Edward Luttwak, Brendan Simms, Federico Rampini, Giordano Bruno Guerri, Ian Beckett, Giorgio Cosmacini, Massimo Teodori. La manifestazione offrirà, inoltre, appuntamenti di cinema, teatro e gastronomia e laboratori per bambini. Tra le proiezioni, The Battle of the Somme, il primo documentario realizzato durante il conflitto, Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick e filmati inediti provenienti dal Filmarchiv di Vienna. Il programma espositivo comprende, tra le altre, le mostre “Terra e Guerra”, organizzata dall’Ersa – Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo, quella sul centenario della Croce Rossa Italiana e “I soldati ebrei austro-ungarici sul fronte dell’Isonzo”. Saranno organizzate quattro escursioni nei luoghi della Prima Guerra Mondiale, una delle quali nei posti di Addio alle armi di Hemingway, e sarà presentata la Borsa Europea del Turismo della Grande Guerra.

                                                                           di Maria Cristina Nascosi Sandri
                                      

  "Fermiamo Mr. Burns" Il nucleare incubo o risorsa di cui non si può far senza? Nell'ultimo periodo il tema del nucleare è ricomparso nel dibattito politico e sociale del nostro paese, nonostante... [leggi]

                                           

   

 

   
   
   
   
   

 

 

                                   

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